La retinite pigmentosa è una patologia bilaterale dell’occhio che, una volta comparsa, il più delle volte porta alla perdita delle capacità visive. Purtroppo ad oggi non è possibile curare la retinite pigmentosa esistono cure e solo alcuni trattamenti permettono di rallentarne l’incedere.
Si tratta di una delle più comuni degenerazioni ereditarie progressive della retina e in modo particolare dei recettori della luce. Durante il deterioramento progressivo della stessa retina la visione periferica peggiora sino a una “visione centrale” che indica un avanzamento importante della malattia.
Quali sono le cause della retinite pigmentosa?
Come detto si tratta di una malattia che colpisce entrambi gli occhi, se dovesse comparire su un occhio solo in breve tempo anche l’altro occhi svilupperà la stessa condizione patologica.
Gli esperti non hanno ancora compreso la vera causa della retinite pigmentosa dato che in alcuni casi sembra sviluppare per una certa ereditarietà mentre in altri senza alcun apparente correlazione con casi in famiglia.
Solitamente viene diagnosticata durante l’adolescenza ma può essere presente, in casi poco frequenti dalla nascita. La tipologia di RP congenita può essere più stabile e anche non progressiva.
Nei casi in cui la patologia è diagnosticata in tarda età, o comunque non in giovane età, ha dei sintomi meno aggressivi e anche la degenerazione delle capacità visive avviene molto più lentamente.
Trattamenti per la retinite pigmentosa.
Come detto non è possibile curare la retinite pigmentosa. Per anni gli specialisti hanno proposto una terapia a base di Vitamina A e Vitamina E. anche questi trattamenti sono risultati, in alcuni casi, inefficaci se non peggiorativi con incrementi eccessivi delle vitamine stesse.
Altri studi hanno portato a valutare positivamente un maggior apporto di Omega 3 che possono che possono rallentare il progredire della retinite pigmentosa.
Questi trattamenti hanno trovato la loro ottimizzazione quando vengono mixati (Harvard University, Boston): maggior apporto di Vitamina A ed E insieme agli Omega 3.
Si stima che tale dieta possa offrire, di media, circa altri 18-20 anni di visione qualitativamente buona a chi ne soffre, purché si inizi questo regime alimentare almeno prima dei 30 anni di età. Si potrebbe avere una diminuzione annuale del 40% della rapidità con cui si perde la capacità visiva.
Tra i consigli principali degli oculisti e oftalmologi c’è senza dubbio quello di utilizzare sempre occhiali da sole proteggere la retina dai raggi UV.
Cosa sta facendo la ricerca per curare la retinite pigmentosa.
La Columbia University Medical Center ha fatto passi da gigante nel tentativo di curare la retinite pigmentosa attraverso una massiccia sperimentazione sui ratti e con l’utilizzo delle cellule staminali.
I medici hanno inserito cellule staminali nella retina di topi malati ottenendo risultati molto incoraggianti arrivando anche a “ridare” la vista a quegli animali diventati quasi completamente ciechi per la patologia.
Nel 2014 è stato sperimentato un nuovo collirio contenete il Nerve Growth Factor (fattore di crescita dei nervi) per i malati di retinite pigmentosa. Attraverso l’utilizzo di una proteina, detta proteina-segnale, che favorisce lo sviluppo delle cellule nervose e di conseguenza anche di quelle dell’occhio.