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Omeopatia e Agopuntura

Omeopatia: una medicina utilizzata da oltre 200 anni

omeopatiaL’omeopatia è un tipo di medicina che si basa su un’attenta analisi dei sintomi del malato al fine di individuare le cause scatenanti, spesso dovute da influenze esterne nocive come intossicazioni ambientali, stress e traumi sia psicologici che fisici.

Da oltre 200 anni questa medicina alternativa cerca di ristabilire l’equilibrio interno del nostro organismo con l’utilizzo di farmaci non chimici che, a seguito di un particolare procedimento al quale vengono sottoposti, risultano essere privi di sostanze tossiche.    

Omeopatia: origini ed etimologia

Le origini dell’omeopatia risalgono agli inizi del XIX secolo, quando il medico tedesco Samuel Hahnemann fondò questa nuova medicina, alternativa a quella tradizionale. Nel 1810 pubblicò il primo testo in materia omeopatica “Organon of medical art”.

Analizzando l’etimologia è possibile comprendere le dinamiche su cui si basa: “omòios” (simile) e “pathos” (malattia). Il  principio guida è quello di curare la malattia somministrando un farmaco che, se somministrato in un soggetto sano, provoca gli stessi sintomi presenti nel soggetto malato.

Questa medicina ha un approccio di tipo olistico e non allopatico come la medicina tradizionale, pone infatti l’attenzione sia sui sintomi fisici che psichici del malato, sintomi che saranno diversi anche a seconda della personalità del malato stesso.

Omeopatia: le sostanze utilizzate per le cure

Le cure dell’omeopatia si basano su sostanze che non sono di origine chimica ma naturale:

  • prodotti vegetali,
  • prodotti animali,
  • minerali.

Le unità di misura delle diluizioni omeopatiche sono contraddistinte da sigle convenzionali, le più utilizzate sono:

  • K (Korsakoviane),
  • LM (cinquantamillesimali),
  • DH (decimali),
  • CH (centesimi).

Le sostanze che vengono utilizzate, affinché possano acquisire un potere terapeutico, devono subire un processo particolare che si basa su due momenti:

  1. diluizione,
  2. dinamizzazione.

La diluizione consiste nel diluire la sostanza con alcol e acqua, questa fase del processo annulla il potere tossico che potrebbe comportare effetti collaterali. La preparazione liquida che si ottiene prende il nome di tintura madre. Si procede poi unendo una goccia di tintura madre con 99 gocce di alcol per ottenere la prima diluizione centesimale (CH).

A questo punto si passa alla seconda fase chiamata dinamizzazione, che consiste nello scuotere, la sostanza ottenuta, 100 volte per far si che mantenga il suo potere terapeutico.

Per passare alla seconda diluizione centesimale (2 CH) viene utilizzata una goccia della soluzione appena ottenuta che viene disciolta in 99 gocce di alcol. Si continua questo procedimento per un numero di volte fino a 200 CH o oltre.

Per ottenere invece diluizioni decimali (DH) occorre diluire una goccia di tintura madre in 9 gocce di alcol ottenendo un rapporto 1:10, mentre per quelle cinquantamillesimali (LM) si seguirà la stessa procedura fino ad ottenere un rapporto 1:50000.

Per le soluzioni kotsakoviane (K) si utilizza un processo diverso che consiste nel versare 5 ml di tintura madre in un flacone da 15 ml, agitare, svuotare il flacone, versare acqua distillata all’interno, che si andrà ad unire alla tintura madre residua sulle pareti del flacone ed infine si scuote 100 volte.

omeopatia sostanzeOmeopatia: farmaci omeopatici in commercio

E’ possibile trovare in commercio farmaci omeopatici nelle seguenti forme:

  • globuli,
  • granuli,
  • gocce,
  • fiale,
  • pomate,
  • supposte
  • ovuli,
  • sciroppi.

I globuli e i granuli vengono preparati in piccole sfere di saccarosio ricoperte di lattosio e impregnate del principio attivo, i granuli sono 10 volte più grandi dei globuli e possono essere assunti lasciandoli sciogliere sotto la lingua o sciolti in acqua. Gli esperti consigliano di non toccare i granuli con le mani per evitare che si perda il principio attivo posto in superficie.

E’ possibile acquistare i farmaci omeopatici in farmacia anche senza obbligo di ricetta medica, anche se è preferibile evitare il fai da te e effettuare una visita di controllo omeopatica per farci consigliare il farmaco giusto.

Inoltre, i farmaci omeopatici non sono accompagnati da un foglietto illustrativo proprio perché non vengono prescritti in base alla specifica patologia ma in base alle personalità ed alle caratteristiche del paziente.

Molto spesso i farmaci usati per l’omeopatia vengono utilizzati a supporto di farmaci della medicina tradizionale.

I farmaci omeopatici non devono essere confusi con i preparati erboristici in quanto questi ultimi sono solamente a base vegetali, non subiscono un trattamento che elimina il potere tossicologico (le piante utilizzate non sono diluite), ed infine vengono prescritti in base alla patologia.

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omeopatia farmaciOmeopatia: il costo di una visita specialistica

La visita omeopatica pone molto attenzione all’analisi del malato non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico. Il medico analizza con cura tutte le manifestazioni del malato, al fine di individuare quale tipo di perturbazione provoca quel determinato disturbo. Solo dopo il medico omeopata  è in grado di scegliere il rimedio più adatto, che in omeopatia prende il nome di “simillimum”.

I tempi di guarigione sono del tutto personali e possono dipendere da numerosi fattori (età, ereditarietà, grado di tossicità dell’ambiente, stile di vita..); generalmente ad una prima visita seguono successive visite di controllo dopo circa 40-60 giorni.

Una volta raggiunto l’equilibrio psicofisico, il medico omeopata potrebbe consigliare controlli preventivi una o due volte l’anno.

Sarà comunque necessario ripetere una visita omeopatica qualora la patologia tendesse ad essere recidiva.

Ma quanto può costare una visita omeopatica?

In base alle statistiche di idoctors i prezzi di una visita omeopatica (prima visita) variano da un minimo di 50€ ad un massimo di 255€, con una media in tutta Italia di circa 108€.

Fonte:

http://www.omeopata.org/omeopatia.htm