L’informatica e le applicazioni digitali sono ormai utilizzate in ogni campo e, soprattutto, sono adottate da quasi tutti i medici specialisti e da molti medici di base. Possono adottare le tecniche e sfruttare al meglio tutti gli strumenti più sofisticati e più precisi, che permettono loro di disporre di risultati più che attendibili con un minor margine di errore.
Come la radiografia, raggi X in formato digitale.
La necessità di una lastra radiografica
Vi siete storti un piede o una caviglia? O magari siete caduti su una buccia di banana – magari giocando a pallone o a tennis? Siete mai scivolati in casa o infine siete mai inciampati su fili o nastri presenti in corridoio o su un marciapiede? Senza dilungarsi su tutte le eventualità in cui sono richieste generalmente radiografie, entriamo nell’argomento considerato, i raggi X in formato digitale.
Cosa si intende per radiografia digitale?
La radiografia digitale è un’innovazione grazie alla quale, anziché attraverso l’utilizzo della tecnica analogica tradizionale, le immagini a raggi X sono acquisite per mezzo di software ed hardware capaci di archiviare ed eventualmente modificare ovvero ingrandire, zoomare su qualche dettaglio o quant’altro risulti necessario, ciò che si fotografa.
L’unità di misura è il pixel, il cui quadrato di spazio va da 30° ?m a 200°?m a differenza di uno spazio di 2° ?m ottenuto con il bromuro d’argento usato nelle lastre analogiche.
Tuttavia, anche se il risultato sono lastre che evidenziano i difetti, le fratture, le distorsioni etc., sono inferiori come efficacia alla risonanza magnetica nucleare o alla tomografia computerizzata.
Con la prima si esaminano in profondità i tessuti molli e si indaga sulla condizione generale dei tessuti; con la seconda si riescono ad elaborare immagini tridimensionali di tutte le strutture anatomiche che i semplici raggi X non riescono ad individuare.
Inoltre è meno dannosa dei raggi X e viene utilizzata qualora gli altri esami diagnostici, incluse le radiografie analogiche e digitali come anche la risonanza magnetica, non riescono a soddisfare gli specialisti soprattutto in caso di valutazione pre-chirurgica. Entrambi gli esami si avvalgono dell’uso di strumenti guidati dalla più sofisticata tecnologia.
Quali sono i sistemi di radiografia digitale?
I sistemi si dividono in 2 sistemi CR (Computer-Radiology) e DR (Digital Radiology) che si basano entrambi su immagini digitali, ma sono diversi per funzionamento ed utilizzo.
Per quanto riguarda il CR, si tratta di immagini ai raggi X date da speciali fosfori cosiddetti a memoria che cancellati possono essere impiegati nuovamente numerose volte per circa 10 anni se non intercorrono problemi tecnici.
In realtà i primi esperimenti sul CR sono avvenuti nel lontano 1980: i fosfori stimolati permettono di eseguire immagini a raggi X che, una volta inviate ad un fotomoltiplicatore, vengono collegate ad un monitor diagnostico di un computer dove vengono riprodotte, elaborate e trasmesse ad un archivio (PACS) ovvero Picture archiving and communication system al quale non possono accedere tutti ma dove specialisti, specializzandi, studenti in medicina o utenti, a richiesta, trovano tutte le immagini relative a determinate patologie.
È una banca dati costituita da immagini utilissime per i nostri ricercatori, che studiano prevalentemente le malattie del nostro scheletro. I pazienti sottoposti a questi esami vengono comunque informati che le immagini saranno inviate ad un archivio per poter essere esaminate.
Il DR si esegue ponendo sul paziente dei sensori esattamente in posizione opposta al tubo a raggi X. Appena eseguita la lastra, le immagini vengono spediti tramite fibra ottica alla rete dei laboratori privati o ospedalieri. Sono immagini con un’ottima risoluzione che arriva ad un’efficienza nelle qualità delle immagini pari al 60-70% rispetto al 20-25% di un sistema analogico tradizionale. Per questa ragione i costi per una sala digitale che esegue in DR sono piuttosto alti in quanto deve essere dotata da tubo a raggi, da un generatore ad alta tensione da un rilevatore.
Dovrebbero essere menzionati altre tipologie di raggi X digitali ma è meglio ottenere spiegazioni dagli specialisti che le richiedono o dai radiologi stessi che sono tenuti ad informare il paziente.
Perché sì e perché no la radiografia digitale?
Inevitabilmente vi sono vantaggi e svantaggi; iniziamo con i vantaggi.
- Le immagini sono di alta qualità data da speciali combinazioni matematiche ed algoritmiche dettate dagli strumenti usati.
- Vengono esaltati particolari e dettagli che altre radiografie o altri esami diagnostici non possono offrire.
- Possono essere archiviate immagini facilmente su hard disk, CD, DVD, nastri.
- Eliminazione di pellicole e reagenti per avere la stampa delle immagini.
- Possibilità di incrementare la velocità nell’avere le immagini e nel formulare la diagnosi poiché le immagini sono immediatamente inviate, volendo, ad uno specialista.
Qualche svantaggio: in alcuni casi, per esempio per le mammografie potrebbe essere preferita l’immagine di tipo analogico, anche se sono in commercio software e sistemi per mammografie nelle giuste dimensioni. Spesso, attualmente i radiologi eseguono la mammografia in modo tradizionale per poi scannerizzarla, elaborarla ed archiviarla.
In conclusione, è opportuno sapere quando e se è il caso di effettuare una lastra con i metodi del digitale e, solo i vostri specialisti, possono consigliarvi in merito. Sicuramente sapere in tempo reale la situazione delle tue ossa ed essere immediatamente consapevoli di cosa sia meglio fare o da quale specialista recarsi per la risoluzione del problema è indubitabilmente un grande aiuto che la tecnologia offre a medici e pazienti.
Va aggiunto che i progressi a cui siamo arrivati grazie all’uso del digitale sono davvero positivi pensando a quanto siano essenziali nella ricerca scientifica a scoprire patologie da un lato e interventi chirurgici risolutivi dall’altro.
Informatevi, dunque dal vostro specialista e saprete come muovervi a proposito!
Fonti
www.radiografiadigitaleartistica.it