
La respirazione assolve a due funzioni vitali per il nostro organismo:
- L’ossigenazione del sangue.
- L’eliminazione dell’anidride carbonica che deriva dai processi atti alla creazione di energia a livello delle cellule.
Il sistema respiratorio, insieme a quello vascolare per il trasporto dell’ossigeno, lavorano di concerto, per ossigenare ed eliminare la CO2.
Si parla di insufficienza respiratoria quando uno o entrambi di questi due processi non funzionano a dovere. Si ha quindi una condizione patologica in cui l’organismo non è più in grado di veicolare l’ossigeno nel sangue o ad eliminare l’anidride carbonica (CO2) prodotta.
Le tipologie di insufficienza respiratoria.
Come detto si ha una condizione di insufficienza respiratoria sia che ci sia un problema polmonare o cardiovascolare. Essa viene, di norma, divisa in due tipologie:
- Insufficienza respiratoria di Tipo 1 (PaO2 minore di 60mmHg).
- Insufficienza respiratoria di Tipo 2 (PaCO2 maggiore di 45mmHg).
Tale distinzione serve ad indicare l’incapacità respiratoria del paziente o, eventualmente, l’incapacità di eliminare la CO2 prodotta.
In più, l’insufficienza respiratoria, viene anche suddivisa in base al tempo che ci mette a comparire:
- Acuta, se compare nell’arco di minuti o al massimo un’ora.
- Cronica, invece, solitamente tende a comparire e svilupparsi nell’arco di alcuni giorni.
L’insufficienza respiratoria è una patologia complessa le cui cause sono da ricercarsi in più elementi, per questo è consigliata una visita medica specialistica in pneumatologia.
Le cause dell’insufficienza respiratoria.
Le cause di una insufficienza respiratoria variano in funzione del tipo (1 o 2) di patologia.
Le cause principali che riguardano l’insufficienza respiratoria di Tipo 1. sono:
- Fibrosi polmonare.
- Asma.
- Pneumonia.
- Embolia polmonare.
- Ipertensione polmonare.
- Bronchite.
- Sindrome da stress respiratorio.
- Malattie cardiovascolari.
- Obesità.
- Malattie polmonari.
- Condizioni che colpiscono nervi e muscoli che controllano la respirazione, come ad esempio danni alla colonna vertebrale.
- Overdose da sostanze alcoliche e droghe.
- Ferite provocate dall’inalazione di sostanze pericolose o tossiche.
- Danni ai tessuti, o alle costole, che si trovano intorno ai polmoni.
Le cause principali che riguardano l’insufficienza respiratoria di Tipo 2. sono:
- Asma molto grave.
- Disordini muscolari.
- Poliomelite.
- Overdose da droghe.
- Avvelenamento.
- Ferite gravi alla testa e al collo.
- Edema polmonare.
- Ipotiroidismo.
- Obesità.
Le persone che hanno patologie o condizioni che colpiscono i muscoli, i nervi, le ossa o altri tessuti che supportano la respirazione sono a rischio di insufficienza respiratoria.
I principali sintomi della insufficienza respiratoria.
I sintomi maggiormente conosciuti della insufficienza respiratoria dipendono dai livelli di ossigenazione nel sangue a dalla quantità di CO2.
Un basso livello di ossigeno nel sangue può comportare il cosiddetto “fiato corto” e la sensazione, molto fastidiosa, di non riuscire a respirare abbastanza aria, come s e non si fosse in grado di respirare con sufficiente forza.
Nel caso in cui il livello di ossigeno nel sangue fosse molto basso allora si verificherebbero altri sintomi della insufficienza respiratoria come:
- Colorazione bluastra della pelle.
- Anche le labbra possono assumere un colore tra il blu e il viola.
- Stessa cosa per la punta delle dita.
Se invece la causa della patologia è l’incapacità di “eliminare” la CO2 allora, tra i sintomi, abbiamo il “respiro corto”, spesso molto affannoso, e una certa confusione nel malato.
Chi soffre di insufficienza respiratoria ha la tendenza, nella maggior parte dei casi, ad essere sempre stanco e assonnato con situazione di perdita di conoscenza vera e propria.
Se il cervello non riceve abbastanza ossigeno, oltre alla sonnolenza e agli svenimenti, c’è il rischio di sviluppare aritmie o battito cardiaco irregolare.
Come viene diagnostica l’insufficienza respiratoria.
Diagnosticare questa complessa e pericolosa patologia è molto complicato, viste le molteplici cause che possono scatenarla, lo pneumologo prima di tutto valuterà quindi la storia medica del paziente.
Ad esempio potrebbe domandare se il malato è stato affetto da fastidi a livello muscolare, nervoso o scheletrico nelle zone che supportano la respirazione. Oppure se è stato affetto da malattie di tipo respiratorio, come ad esempio una recente polmonite.
Verranno valutati eventuali problemi respiratori come il fiato corto, il respiro troppo veloce o la sensazione di mancanza d’aria. Questo attraverso una semplice visita medica con l’utilizzo di uno stetoscopio.
Quali esami e test fare per una eventuale insufficienza respiratoria.
Una volta valutata la possibilità di essere affetti da insufficienza respiratoria saranno necessari esami strumentali e test del sangue per avere la certezza della malattia.
Tra questi i principali sono:
- Radiografia del torace per “vedere” le condizioni degli organi interni preposti alla respirazione (cuore, polmoni, vasi sanguigni).
- Elettrocardiogramma che serve per valutare l’attività del cuore.
- Test del sangue per controllare i livelli di ossigeno e CO2 nel sangue.
- Pulsosimetria, un semplice test in cui un piccolo sensore viene attaccato ad un dito o orecchio per valutare la quantità di ossigeno nel sangue.
Una volta valutata la condizione e la presenza o meno di insufficienza respiratoria sarà il medico specializzato in pneumologia a prescrivere il trattamento opportuno per affrontarla e guarirla.
Possono verificarsi dei casi acuti di insufficienza respiratoria che vanno affrontati come una emergenza medica. In questi casi, i malati, vengono portati d’urgenza nel reparto di cure intensive.
Nel caso di malattia cronica possono essere prescritte cure o terapie da effettuare anche a casa e, nei casi peggiori, in centri medici specializzati che siano in grado di gestire e migliorare le condizioni mediche di chi è affetto da insufficienza respiratoria.