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Dietologia e Scienza dell'Alimentazione

Obesità, un problema di aumento di peso… in aumento.

obesità rischi e causeSecondo il rapporto Osservasalute 2014, in Italia si conferma la quota alta di popolazione in sovrappeso, ovvero a rischio obesità oppure già affetta da obesità lieve o grave. In particolare, aumentano le persone in sovrappeso, il 39% circa, quelle in eccesso ponderale, il 45,8%, e la percentuale di obesi, salita al 10,4%

Dati che fanno percepire un aumento del peso medio in tutta la penisola e che rendono 1 persona su 3 in sovrappeso tra la popolazione adulta in Italia, e 1 su 10 obesa. Inoltre, è stato verificato che l’obesità maschile è più diffusa che il sovrappeso e l’obesità nella popolazione femminile, e in particolare nella fascia di età tra i 65 e i 74 anni, quando il corpo non riesce facilmente a smaltireil grasso in eccesso, dato che il metabolismo degli zuccheri e dei grassi è ben diverso da quello di un giovane.

Anche da questo punto di vista, però, è bene notare che i bambini e gli adolescenti in sovrappeso sono almeno il 26%, con una predisposizione all’obesità che deve essere un’allerta per una accurata prevenzione di questa patologia dietologica che apre le porte alla sindrome metabolica, al diabete o a malattie del metabolismo.

Ma come si può definire un individuo obeso o in sovrappeso?

La condizione medica dell’obesità è data da un eccessivo accumulo di grasso e tessuto adiposo nel corpo. Tale condizione è considerata negativa a livello di salute in quanto può portare a diverse conseguenze patologiche e ad una ridotta aspettativa di vita, per possibili tumori o eventi cardiovascolari come ictus o infarto.

La patologia dell’obesità è legata al benessere alimentare e, quindi, diffusa nei paesi dove la disponibilità di cibo è elevata, la tendenza alimentare è scorretta e caratterizzata da cibi ipercalorici. Le cause, però, non sono solamente derivanti dall’assunzione eccessiva di zuccheri e grassi, ma anche possibili complicazioni genetiche e per assunzione di medicinali o dalla scarsa attività fisica e uno stile di vita sedentario.

Misurazione del sovrappeso e dell’obesità

Per definire un individuo come affetto da tale patologia oppure a rischio, per un peso eccessivo del corpo, ci sono dei dati ben specifici che dietologi e medici nutrizionisti utilizzano per valutare lo stato di obesità o meno.

L’indice di massa corporea (IMC) è un dato biometrico che mette a confronto peso e altezza. Un dato riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è quello per cui sono considerati obesi gli individui che presentano un IMC maggiore di 30 kg / m2, mentre quelli con un IMC tra i 25 e i 30 kg / m2 sono ritenuti in sovrappeso.

I dati dell’IMC sono la risultante, quindi, del peso espresso in chilogrammi diviso per il quadrato della propria altezza espressa in metri. Si valutano a volte fattori come il sesso (uomo o donna fa differenza) e l’età. Ad esempio 80 kg di peso per 1,70 metri di altezza, formano un IMC di 27.7, che è considerato un indice di sovrappeso.

Le informazioni che offre l’IMC sono però incomplete dato che il peso non è distinto tra massa grassa e massa magra: in effetti, un individuo sportivo potrebbe pesare anche molti chilogrammi ma a causa dei numerosi muscoli iper-sviluppati. Per questo, il dietologo spesso effettua un’analisi del metabolismo basale.

Le cause dell’obesità

Principalmente lo stato di obesità è dovuto all’assunzione eccessiva di calorie giornaliere che, in media, dovrebbe essere di circa 2000 calorie per gli uomini e qualcuna in meno per le donne.

In alcuni casi, però, sono possibili cause genetiche dell’obesità come nella malattia genetica detta sindrome di Prader Willi o nei casi di malattie endocrine come la sindrome di Cushing, che determina una produzione anomala di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.

In altri casi è possibile che un cattivo funzionamento della tiroide (ipotiroidismo) sia la causa di episodi di obesità, così come viene associata a disturbi collegati all’ovaio policistico.

Esistono delle condizioni farmacologiche per cui può avvenire un aumento di peso, come l’assunzione di alcuni farmaci antidepressivi o antipsicotici, farmaci cortisonici, in alcuni casi dovuti alla pillola anticontraccettiva.

Anche quando si smette di fumare, si può subire un piccolo aumento di peso nei primi tempi

Rischi per gli individui obesi

psoriasi alimentazione cibi da evitareTra i sintomi più comuni legati all’obesità ci sono i fastidi nel sonno – apnea notturna e russamento o roncopatia, con rischi di scarsa ossigenazione del sangue.

Forti sono i rischi di ipertensione o pressione arteriosa alta, problemi alle articolazioni con dolori alla schiena, alle anche e alle ginocchia, così come i suddetti rischi di malattie cardiovascolari e una costante sonnolenza diurna.

I problemi psicologici rappresentano un capitolo a parte, dato che l’obesità può compromettere diversi rapporti sociali in quanto non è accettata in ambienti dove l’estetica dominante coincide con un modello di magrezza diffuso.

Per questo diverse problematiche di accettazione possono essere alla base di una crescente depressione e rifugio nel cibo che porta all’obesità. Così come tali dinamiche sono conseguenze, invece, di un problematiche psicologiche di disturbi alimentari e di bulimia, che trasforma il sovrappeso in obesità già nell’età adolescenziale.

Trattamenti e cure per l’obesità

Come primo gradino per combattere l’obesità, nel caso fosse derivata dalla scorretta alimentazione, è quello di adottare una dieta per la riduzione del peso.

Va effettuata sotto stretto controllo medico e seguendo un’alimentazione completa e bilanciata ovvero totalmente priva di carboidrati o di grassi, cioè nociva.

Sarà necessario predisporre un programma di attività fisica ben studiato e personalizzato, così come delle possibili integrazioni, magari con sostanze naturali in grado di stimolare il metabolismo sempre da prendere sotto controllo medico.

Tra i consigli dietologici e nutrizionali, quelli ovvi per perdere peso in poco tempo:

  • Consumare frutta e verdura
  • Ridurre o evitare il consumo di alcol
  • Ridurre il consumo di carboidrati
  • Evitare sale e zucchero aggiunti sui cibi
  • Evitare snack e cibi dei fast food

Molto più utile, una dieta personalizzata che un dietologo o nutrizionista possono stilare per esigenze di controllo del peso e diminuzione in tempi ragionevoli.

Chirurgia come trattamento per obesi.

Nei pazienti che presentano una forma di obesità grave, ovvero un IMC oltre i 40 l’alternativa è data dalla chirurgia bariatrica o chirurgia dell’obesità.

chirurgia obesitàSi tratta di un intervento chirurgico per contrastare l’obesità che può essere un intervento restrittivo o restrittivo-malassorbitivo.

Nel primo caso, si riducono le dimensioni dello stomaco e si rallentano i processi di digestione. Nel secondo caso, oltre alla riduzione dello stomaco, si elimina un tratto digerente, per ridurre l’assorbimento del cibo.

Gli interventi chirurgici per l’obesità sono effettuati con la laparoscopia nella maggior parte dei casi, ma sono riservati a casi ben determinati perché le complicanze dell’intervento sono ancora molto alte e non sono consigliabili a tutti gli affetti da obesità.

È molto più importante un’azione di prevenzione già dai primi accenni di eccessivo sovrappeso e con un regime dietetico quotidiano corretto

Fare sport per combattere accumulo di grasso e rischio obesità

I sedentari sono in aumento (circa il 45%), questo dicono le stime e addirittura cala la percentuale di sportivi assidui di palestre e centri sportivi., amanti di nuoto o bicicletta, ballo… un dato negativo dato che l’attività fisica è fondamentale per la regolazione del peso ma non solo, anche per la prevenzione di problemi cardiovascolari e per il benessere psico-fisico.

Per i più pigri, sono consigliate anche lunghe passeggiate per iniziare, lasciando la macchina lontano e stimolando il metabolismo con camminate e scale invece degli ascensori. Lo sport infatti, va preso in maniera graduale cominciando con 10-15 minuti di attività e aumentando gradualmente, fino a raggiungere almeno i 30 minuti al giorno, per 4-5 giorni a settimana.

 

Fonte
http://www.salute.gov.it
http://www.quotidianosanita.it/