Il prolasso rettale è una patologia in cui fuoriesce, attraverso l’ano, una parte più o meno consistente di intestino retto. Quando questa malattia arriva ad uno stato avanzato, i problemi che procura al paziente sono di notevole entità tanto da rendere difficoltosa la vita di tutti i giorni e un corretto igiene personale.
Non è semplice rendersi conto tempestivamente di essere colpiti dal prolasso rettale in quanto, negli stadi iniziali, i sintomi possono essere confusi con quelli di altre patologie come le emorroidi. Comunque, considerato che, se viene trattato in tempo, il prolasso rettale può essere curato più facilmente, è utile conoscerne a fondo le cause ed i sintomi specifici.
Cosa è il prolasso rettale
Per comprendere meglio cosa è il prolasso rettale è utile analizzare le caratteristiche delle parti anatomiche che vengono colpite, ossia il pavimento pelvico e il canale rettale.
Il pavimento pelvico è costituito da tutti i tessuti, posizionati nella parte inferiore dell’addome, che hanno lo scopo di trattenere l’intestino retto, la vescica e l’uretra. Il canale rettale è la parte terminale dell’intestino che finisce nell’ano, dove vengono accumulate le feci prima di essere evacuate, e che è formata da diversi strati di tessuto collegati tra loro.
Si chiama prolasso rettale l’uscita, attraverso il canale rettale di una parte dell’intestino retto. A seconda dello stadio della malattia gli esperti l’hanno classificata nelle seguenti tipologie:
- prolasso rettale parziale o mucoso: dove è la sola mucosa del retto ad uscire dall’ano,
- prolasso rettale totale: dove una parte del canale rettale esce verso l’esterno.
Le cause del prolasso rettale
Attualmente non si conosce con precisione la quantità di persone colpite dal prolasso rettale in quanto, come gran parte delle patologie di cui può essere imbarazzante parlarne con il medico, spesso le persone soffrono in silenzio finché la malattia non raggiunge uno stadio cronico. Comunque ne vengono interessate, in genere, le persone adulte, in gran parte donne, e le persone anziane.
Gli esperti concordano che non esiste una causa univoca che provoca il prolasso rettale in quanto ci sono vari elementi che interagiscono tra loro, provocando un indebolimento del pavimento pelvico, e che causano questa fastidiosa patologia. Le probabilità, inoltre, aumentano quando le cause si ripetono frequentemente nel tempo.
Elenchiamo di seguito le varie cause che possono provocare l’indebolimento del pavimento pelvico responsabile del prolasso rettale:
- diarrea,
- gravidanza,
- ipertrofia prostatica benigna,
- abitudine di sforzarsi durante l’evacuazione,
- operazioni alla zona pelvica,
- predisposizione genetica,
- malattie neurologiche,
- invecchiamento.
I sintomi del prolasso rettale
I sintomi del prolasso rettale possono essere di diversa natura ed intensità a seconda dello stadio della patologia in cui ci troviamo e della persona che ne viene colpita.
Tra i sintomi più frequenti possiamo avere:
- dolore diffuso,
- fuoriuscita di una parte dell’intestino retto dall’ano,
- incontinenza fecale,
- prurito,
- sanguinamento,
- difficoltà nell’evacuare,
- fuoriuscita di sostanze dall’ano.
In genere la fuoriuscita di una parte dell’intestino retto dall’ano, che è il sintomo più legato al prolasso rettale, ha diversi livelli di “gravità” a seconda dello stadio della patologia.
All’inizio la fuoriuscita sarà parziale e temporanea, quindi avverrà di rado e solo quando si va di corpo e, una volta finita l’evacuazione, la massa tornerà all’interno.
Negli stadi finali la fuoriuscita sarà molto più frequente, potrà avvenire quando si fanno anche semplici sforzi come un colpo di tosse, uno starnuto o il sollevamento di pesi. Alla fine, quando la patologia è diventata cronica, la massa non sarà più in grado di rientrare da sola e sarà necessario l’intervento di uno specialista.
Nei casi più gravi, la parte del retto che fuoriesce rimane all’esterno e non viene più irrorata dal flusso sanguigno rischiando di andare in necrosi. Quando si arriva a questo stadio è necessario un intervento chirurgico per rimuovere la parte interessata e non avere ulteriori complicazioni.
La diagnosi medica
Come accennato inizialmente è importante rivolgersi ad uno specialista se siamo colpiti dai sintomi sopra descritti. In questo caso verremo sottoposti a vari esami di diversa natura in quanto diagnosticare il prolasso rettale non è semplice, essendo i sintomi di questa patologia comuni a quelli di altre malattie.
Tra gli esami più comuni associati al prolasso rettale possiamo ricordare:
- l’esame fisico del retto,
- l’esame pelvico,
- la storia medica del paziente,
- la proctoscopia,
- la sigmoidoscopia,
- la colonscopia,
- la defecografia.
I trattamenti per curare il prolasso rettale
Il prolasso rettale è una patologia molto fastidiosa e che causa problemi, anche seri, nello svolgimento delle normali attività quotidiane. Per questo motivo è importante, dopo essersi sottoposti ad esami approfonditi da parte dei medici, seguire le cure adatte che varieranno a seconda della gravità del nostro caso.
In linea di massima, i trattamenti per curare il prolasso rettale sono di due tipologie, conservativo e chirurgico, che verranno scelti a seconda della gravità della situazione, l’età del paziente ed eventuali altre patologie associate.
Il trattamento conservativo, avendo un effetto temporaneo, viene utilizzato quando il prolasso rettale è agli inizi e ha lo scopo di lavorare sulle cause che l’hanno provocato. In genere il medico agirà sull’alimentazione aumentando l’apporto di fibre e di acqua o somministrando lassativi.
Il trattamento chirurgico viene utilizzato negli stadi finali quando è necessario un approccio più invasivo per eliminare il problema. L’operazione chirurgica sarà del tipo addominale o perineale a seconda delle caratteristiche del paziente. Infatti quello addominale, più invasivo, viene preferito per i soggetti giovani mentre quello perineale per le persone anziane.
Gli studi medici affermano che, nei giovani, il trattamento chirurgico si è dimostrato generalmente efficace o comunque ha portato un evidente miglioramento della patologia.
Fonte: http://www.colonproctologia.unina.it/