Il problema delle ragadi che colpiscono l’ultimo tratto dell’intestino è molto più di un semplice disturbo. Seconda causa di visita specialistica proctologica dopo la patologia emorroidaria, le ragadi sono causa di dolore intenso e spesso anche le banali funzioni fisiologiche diventano insopportabili. Molti soggetti preferiscono evitare di far ricorso allo specialista ma, al contrario, una cura precoce è l’unica strada per evitare complicazioni come l’intervento chirurgico.
I farmaci a disposizione fino poco tempo fa erano efficaci solo parzialmente e alcune preparazioni potevano rivelarsi perfino controproducenti dato che contengono anestetici locali, e per questa ragione non si possono usare per tutto il tempo necessario alla guarigione, cioè almeno 40-60 giorni. Una valida alternativa è stata messa a punto da una ricerca clinica tutta italiana che ha verificato l’effetto a lungo termine di un nuovo preparato a base di trinitroglicerina allo 0,4%, che consente di effettuare una terapia protratta attraverso un duplice effetto miorilassante e vasodilatatore con una nuova formula a maggior durata d’azione.
I risultati del trattamento con pomata a base di trinitroglicerina allo 0,4% sul miglioramento della qualità di vita in seguito al suo impiego sono estremamente confortanti. Sono stati valutati il benessere psicologico (presenza di ansia o depressione), la capacità di svolgere le attività abituali e di aver cura di sé, la mobilità e la presenza di dolore, ed è stato possibile verificare che l’uso della pomata determina un deciso miglioramento di tutti i parametri misurati già dopo due settimane di cura e che la qualità della vita continua a migliorare fino al termine della terapia. Un altro dato importante, evidenziato dallo studio multicentrico italiano è la dimostrazione che, per conseguire i benefici del trattamento (la guarigione o quanto meno la riduzione significativa del dolore), la terapia con pomata alla nitroglicerina allo 0,4% deve essere protratto nel tempo. Tanto è vero che miglioramenti importanti sono stati notati fino alla sesta settimana di terapia. Il periodo ideale di utilizzo del preparato è proprio di 6 settimane; la prosecuzione del trattamento per ulteriori 6 settimane non ha infatti portato a ulteriori miglioramenti.
Le ragadi sono delle vere e proprie ulcere che si formano nel rivestimento cutaneo del canale anale. Il problema principale di chi ne soffre è appunto il dolore, spesso molto forte e a volte quasi insopportabile. Nessun’altra patologia anale provoca un dolore simile a quello della ragade per intensità e regolarità di comparsa. Le cause di questo grave problema sono molte. Tra queste, una delle più comuni, è l’alimentazione sbagliata. Tuttavia, le ragadi rappresentano anche un campanello d’allarme del nostro organismo, il segnale di uno squilibrio più generale che deve essere curato senza trascurare gli aspetti psicologici. La stipsi cronica e la diarrea sono fattori predisponenti, ma circa il 10% delle ragadi anali croniche sono causate dal parto. Il primo obiettivo dei nuovi farmaci è di curare il disturbo evitando di ricorrere all’intervento chirurgico.
Articolo di redazione
Fonte: Italia salute