A 30 anni dalla nascita, il Tribunale per i diritti del malato presenta il rapporto 2010 sulla sanità italiana. Il record delle disfunzioni spetta all’ecografia all’addome: per poterla fare in una struttura pubblica in Italia si devono attendere fino a 340 giorni. Secondo il rapporto, riferito a dati del 2009, le attese crescono per esami diagnostici, visite specialistiche e interventi chirurgici, con tempi record per l’oncologia.
Se per un’ecografia all’addome si deve aspettare fino a quasi un anno, per una Tac ci vogliono in media circa 220 giorni, un anno per un intervento di chirurgia generale e 18 mesi per uno di ortopedia, con tempi che, forse a causa del conseguente aumento della domanda, si allungano anche nella sanità privata e in quella convenzionata.
Oltre le attese, il Rapporto Pit riporta i dati raccolti su disservizi e denunce di dimissioni improprie e denunce per errori medici, in crescita soprattutto in oncologia e ortopedia. Nel fare un bilancio dei 30 anni di attività, Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato ha presentato anche alcuni dati relativi al periodo 1996-2009, nel corso del quale all’associazione sono giunte 228mila segnalazioni con una media di 16mila l’anno.
A preoccupare è soprattutto la sicurezza dei servizi sanitari. Si parte dalle infezioni contratte in ospedale, ma al vertice ci sono gli esposti su presunti errori medici, che nel 2009 hanno toccato il 74% delle segnalazioni, in fase di diagnosi (24,5%) e nella fase terapeutica (49,5%) per la quale, infine, le prime tre aree interessate sono state l’ortopedia, l’oncologia e l’odontoiatria, tutte con tassi in crescita rispetto all’anno precedente.
Articolo di redazione
Fonte: La Repubblica salute