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Psichiatria e Psicoterapia

Disturbo affettivo stagionale (SAD), di cosa si tratta

Il disturbo affettivo stagionale (conosciuto anche con l’acronimo inglese SAD: Seasonal Affective Disorder) è stato ufficialmente inserito nelle malattie mentali riconosciute (DSM) nel 1987.

Pur essendo una patologia ufficialmente riconosciuta dagli psicologi solo da poco tempo, è di certo un termine che anche prima veniva spesso utilizzato per indicare una malattia della quale gli psichiatri erano consapevoli ormai da molto.

L’idea che l’umore sia anche modificato da fattori climatici, e in modo particolare dalla luce solare (o dalla sua assenza) era addirittura creduta anche nell’antica Grecia come testimoniano gli scritti di Areteo della Cappadocia a riguardo.

Cos’è il disturbo affettivo stagionale?

Ad oggi il disturbo affettivo stagionale non è considerato una condizione specifica e univoca quanto un gruppo di disordini di tipo depressivo e bipolare. In pratica una persona che soffre di depressione affetta dal SAD sperimenta episodi di tipo depressivo proprio durante la stagione invernale.

Tale definizione mette in luce il carattere stagionale e ciclico del disturbo affettivo stagionale, ultimamente alcuni ricercatori hanno iniziato a mettere in dubbio la validità di questa diagnosi.

Di recente è stata condotta una nuova ricerca a campione, pubblicata sul Clinical Psychological Science che ha dato risultati discordanti rispetto alle teorie vigenti sul disturbo affettivo stagionale.

Lo studio ha mostrato come non ci fossero effettive variazioni stagionali nella comparsa dei disturbi depressivi.

Abbiamo analizzato i dati ottenuti sotto varie angolazioni e abbiamo scoperto che la presenza della depressione e i suoi attacchi è abbastanza stabile rispetto a differenti latitudini, stagioni ed esposizione alla luce solare”. (Prof. Lo Bello, Auburn University at Montgomery).

La depressione, secondo quanto visto, è di per sé episodica dimostrando che chi ne è affetto possa sperimentarne alcuni dei sintomi in inverno mentre altri d’estate.

Al contrario, altri psicologi, sostengono che questa ricerca, svolta telefonicamente su 34.000 individui dai 18 ai 99 anni non sia sufficiente a far cadere la teoria dell’esistenza dei disordini causati dai cambiamenti stagionali.

I sintomi del disturbo affettivo stagionale

Tale patologia ha come suo apice nei cambi di stagione e in modo particolare all’arrivo dell’Autunno.  I sintomi sono spesso associati alla depressione e colpiscono soprattutto donne (80% dei casi) tra i 20-40 anni di età.

sintomi_disturbo_affettivo_stagionaleFare una stima precisa dell’incidenza della SAD è molto complesso se non quasi impossibile. La forma depressiva e i suoi sintomi di rado sono così elevati da spingere sempre il paziente a rivolgersi allo psicologo per una diagnosi precisa.

Da recenti ricerche si è evidenziato come ¼ della popolazione, durante i cambi di stagione, soffre di alcuni dei principali sintomi del disturbo affettivo stagionale:

  • Depressione.
  • Spossatezza.
  • Stanchezza cronica.
  • Irritabilità.
  • Sbalzi d’umore.
  • Ansia.
  • Apatia.
  • Mancanza di energie.
  • Dolori articolari e muscolari.
  • Rigidità muscolare.
  • Stipsi.
  • Cefalea.
  • Problemi nei rapporti sociali e in campo lavorativo.
  • Scarso appetito.
  • Ipersonnia o insonnia.

L’ipersonnia è uno dei sintomi più diffusi in cui il malato deve dormire anche fino a 16 ore al giorno. Al contrario possono svilupparsi problemi che ritardano l’ora di coricarsi e un’eccessiva difficoltà ad alzarsi al mattino.

Aumenta anche la tendenza a mangiare di più, infatti l’appetito cresce diventando quasi un vero e proprio disturbo compulsivo verso determinati cibi e in modo particolare i dolci. Questo provoca un aumento del peso che va ad aggravare la condizione di “malessere” della persona affetta.

In entrambi i casi, se il disturbo affettivo stagionale non è ancora stato diagnosticato correttamente ci può essere una sorta di auto-terapia con l’assunzione massiccia di caffeina.

Le cause del disturbo affettivo stagionale

Come capita per moltissime patologie psicologiche non si conosce la causa scatenante del disturbo affettivo stagionale,  si ipotizza che si scateni per una serie di concause come la genetica, l’età e la salute psicologia della disturbo affettivo stagionalesingola persona.

Secondo gli specialisti alcuni di questi fattori comprendono:

  • La melatonina, la produzione di questo ormone potrebbe essere disturbata dal cambio di stagione. La melatonina ha un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umore e dei cicli del sonno.
  • La serotonina, si tratta di un neurotrasmettitore che influenza fortemente l’umore e si crede che possa diminuirne la produzione la scarsità di luce solare.
  • Il ritmo circadiano, ossia l’orologio interno deputato a regolare i ritmi sonno-veglia.

Gli specialisti ipotizzano che sbalzi in questi elementi possano portare alla comparse di patologie psicologiche come la depressione e più nello specifico un disturbo affettivo stagionale.

I fattori di rischio del disturbo affettivo stagionale

Secondo gli esperti potrebbero esistere alcuni fattori di rischio che aumenterebbero le probabilità di comparsa del SAD, per persone predisposte:

  • Le donne in età compresa tra i 20 e i 40 anni.
  • Il disturbo affettivo stagionale sembrerebbe colpire maggiormente persone che vivono più lontane dall’equatore, causato dalla forte diminuzione della luce solare durante i periodo invernali.
  • Gli uomini raramente sono affetti dalla SAD che però, in caso, si palesa con sintomi più forti.
  • Si ipotizza che ci possa essere anche una importante familiarità della patologia. Se si hanno casi di disturbo affettivo stagionale in famiglia si è maggiormente a rischio.
  • Persone già affette da patologie come la depressione o il disturbo di tipo bipolare possono avere un peggioramento durante determinate stagioni.

Il disturbo affettivo stagionale è una patologia che, come la stessa depressione, viene sovente presso sottogamba. In realtà si tratta di una patologia che deve essere trattata prima che porti a gravi peggioramenti dei disturbi ad esso associati:

  • Abuso di sostanze come alcool, tabacco e droghe.
  • Problemi relazionali che portano anche a una sorta di ritiro, di fuga.
  • Problemi sia in campo lavorativo che scolastico.
  • Comportamenti lesivi e autolesionistici, anche gravi.

Trattamenti del disturbo affettivo stagionale

In caso di diagnosi di un disturbo affettivo stagionale è opportuno seguire una terapia prescritta da uno psicologo o psichiatra. In generale le terapie più diffuse che hanno dato i maggiori risultati sono:

  • Terapia della luce.
  • Terapia Farmacologica.
  • Psicoterapia.

Gli esperti sconsigliano l’utilizzo di rimedi “fatti in casa” come ad esempio l’assunzione di molta caffeina. È sempre meglio consultare uno specialista con il quale vagliare le possibili terapie per superare e guarire dal disturbo affettivo stagionale.