In Italia si parla poco, o non se ne parla affatto, del disturbo post-traumatico da stress, che colpisce soprattutto i militari anche se sembra che soltanto quelli americani ne siano affetti.
Il DPTS (o Post-Traumatic Stress Disorder, PTSD) è identificato dalla psichiatria e psicologia come un insieme di sofferenze e malessere che colpiscono una persona che ha subito un evento drammatico nella propria vita. Su tutti l’aver vissuto e combattuto in zone di guerra o ad altro rischio per la propria incolumità.
Trattandosi di un disturbo la sua diagnosi è molto complessa e soggettiva. I due parametri principali che la determinano sono:
- Il tipo di esperienza vissuta, come potrebbe essere anche una catastrofe ambientale, un incidente o una aggressione molto traumatica o anche un attentato terroristico.
- Come il soggetto vive l’evento e quali significati vengono ad esso attribuiti, alcuni ad esempio, potrebbero superarlo con facilità mentre altri sentirsi indifesi o inermi di fronte all’accaduto.
È chiaro come i soldati siano particolarmente a rischio di disturbo post-traumatico da stress, ma non soltanto loro. Tutti quei mestieri che obbligano a rischiare la propria incolumità (Polizia, Vigili del Fuoco) mettono anche a rischio la salute psicologica degli addetti.
Disturbo post-traumatico da stress, alcuni dati
Soltanto negli ultimi anni l’Europa si sta rendendo conto della forza di questo disturbo che può distruggere la vita di chi ne è affetto e dei suoi cari.

Secondo recenti stime le percentuali di militari colpiti dal disturbo post-traumatico da stress sono abbastanza discordanti tra di loro, rispetto ai vari Paesi:
- Negli Stati uniti sono circa il 40% i militari che ne sono affetti.
- In Gran Bretagna la casistica diminuisce notevolmente fino al 5%
- In Norvegia circa il 5% dei soldati.
- In Olanda si arriva a un laconico 2%.
E in Italia? Le Forze Armate asseriscono l’esistenza di pochissimi casi ogni anno che si contano sulle dita di una mano. Com’è possibile che i nostri militari siano pressoché immuni al disturbo post-traumatico da stress che invece, negli altri Paesi, miete migliaia di vittime?
La risposta potrebbe dipendere dal fatto che ancora si fatica ad accettare il disturbo post-traumatico da stress come una vera e propria patologia che colpisce le persone “dopo” l’esperienza e che quindi ne è direttamente collegato.
Di certo l’incidenza del disturbo è data anche dall’aggressività delle azioni militari svolte. Gli Stati Uniti tendono ad avere un esercito più partecipe in missioni di guerra vere e proprie mettendo a rischio, in modo maggiore, la vita e in generale l’incolumità dei propri uomini.
Cause principali del disturbo post-traumatico da stress
Come detto si tratta di un disturbo molto complesso che si scatena a causa di un evento traumatico che ha messo a rischio la propria vita o anche quella dei cari.
Ogni persona ha differenti strumenti per affrontare situazioni di questo tipo ma in molti casi esse sono così potenti da mandare in pezzi la stabilità del singolo e farlo cadere in uno stato di profondo malessere.
Gli eventi maggiormente considerati dagli esperti come causa del disturbo sono, in generale:
- Essere stato in zone di guerra (tipico per i militari ma spesso anche per giornalisti, inviati di guerra).
- Incidenti nei quali si corso il concreto rischio di perdere la vita (es. incidenti aerei).
- Disastri naturali (inondazioni, terremoti).
Ad esempio è stato studiato dall’Università di Pisa come il disturbo post traumatico da stress, dopo il terremoto che ha colpito l’Aquila del 2009, abbia trovato terreno fertile nella popolazione e in modo particolare nelle donne.
Sintomi disturbo post-traumatico da stress
Molti istituti e università stanno dando una definizione che sia la più univoca possibile per questo disturbo e anche dei suoi sintomi. Secondo il National Institute of Mental Health negli stati Uniti, uno dei sintomi principali è il rivivere costantemente, spesso anche attraverso sogni, l’esperienza negativa avuta.
Le persone affette disturbo post-traumatico da stress avranno momenti di:
- Ansia.
- Depressione.
- Difficoltà a controllare le emozioni, non sono rari i casi di violenza fino all’omicidio/suicidio.
- Insonnia.
- Irritabilità.
- Dolori al torace, emicrania, giramenti di testa, problemi gastrointestinali.
Il disturbo post-traumatico da stress è un nemico subdolo che colpisce più persone di quante si possa credere. In caso l’unica strada da percorrere è di rivolgersi a uno psicologo o psichiatra per intraprendere un percorso riabilitativo.