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Psicologia

Qualche consiglio per aiutare i vostri figli adolescenti

Come molti di voi sapranno, l’adolescenza costituisce un momento molto importante per i vostri figli poiché si assiste al passaggio dall’età infantile a quella adulta; in questa fase i ragazzi vivono una significativa trasformazione sia dal punto di vista fisico che psichico.

Gli adolescenti tendono ad avere comportamenti e reazioni estreme che potrebbero rivelarsi pericolosissime, se non fatali. Infatti, in base ad una recente statistica, sembra che la causa principale dei decessi tra gli adolescenti sia da ricondurre a incidenti stradali (i cosiddetti “pirati”) o a suicidi per depressione. Spieghiamo meglio il perché.

Perché gli adolescenti si comportano in modo “strano”?

I genitori dovrebbero porsi queste domande e probabilmente molti di voi lo fanno, ma trovano difficoltà a comprendere le ragioni più probabili che spingono a quell’atteggiamento.

Diventando consapevoli della propria sessualità, iniziano ad avere il desiderio dei primi rapporti sessuali liberi ovvero non protetti, senza essere consapevoli dei rischi ovvero di poter contrarre le malattie sessualmente trasmesse (MST), come, per fare solo qualche esempio, l’HIV, l’epatite B, la sifilide, la gonorrea o infezioni virali come il Papilloma virus (da qui la necessità e la calda raccomandazione del vaccino contro l’HPV); a tutto questo si aggiunge il rischio delle  gravidanze indesiderate – e non è un caso che le gravidanze fra i teenagers stiano aumentando -.

È utile poi ricordare altre abitudini che solitamente rimangono anche in età più adulta come il fumo, l’uso di droghe o alcool e anomalie nell’alimentazione (anoressia, bulimia, gastriti croniche etc.). Il medico, al quale i genitori si rivolgono, consiglierà di prenotare visite specialistiche dal ginecologo, dall’andrologo, dal sessuologo o dal pediatra.

Tutti questi comportamenti si hanno poiché i ragazzi attraversano la fase della pubertà.

Che cos’è la pubertà?

Quanto alla fasce di età va ricordato che le femmine iniziano tra gli 8-13 e i maschi tra gli 9 e i 14. La pubertà comprende 3 momenti: un improvviso incremento della statura con uno scatto staturale di circa 12-15 cm, lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari che si completeranno tra i 12 e i 14 anni nella donna (inizio dell’età fertile ovvero del ciclo mestruale) e tra i 16-18 anni nell’uomo, ed infine nella piena consapevolezza di essere diventati adulti, quindi di essere una donna e un uomo. Quanto ai mutamenti fisici abbiamo nell’uomo l’allargamento delle spalle, apparizione dei peli nel pube e nelle ascelle, voce che muta, comparsa del pomo d’Adamo e nelle donne si sviluppano entrambe le mammelle, appaiono i peli su pube ed ascelle, il bacino si allarga, sui fianchi e sui glutei si forma tessuto adiposo. Talvolta la pubertà è definita precoce o ritardata: se inizia prima o dopo la fasce di età sopra menzionate.

Quali sono le cause di una pubertà precoce o ritardata?

Nel primo caso, le ragioni potrebbero essere legate ad alcune patologie del sistema nervoso centrale,  ad un’infiammazione di alcune zone o strutture cerebrali in particolare l’ipotalamo, forme neoplastiche, anomalie alle ghiandole surrenaliche, ipotiroidismo, assunzione di estrogeni.

Se, invece la pubertà è ritardata si può dire che le ragioni dipendono da: ritardo costituzionale (sistemi ed apparati), malnutrizione (diete scorrette), eccessiva attività fisica (agonismo), anoressia o problemi di tipo genetico (alterazioni cromosomiche).

Ci possono essere altri problemi clinici?

È utile ricordare che i teenagers potrebbero essere colpiti dalle malattie del sangue come il morbo di Hopkin, linfomi, leucemia mieloide acuta. Poi abbiamo le malattie infettive sessualmente trasmesse, la mononucleosi, la tubercolosi, l’herpes. Anche se comuni a tutte le età come le malattie respiratorie quali asma e malattie faringee (tipiche in età giovanile poiché causate da infezioni da streptococco), glomerulo nefriti (anch’esse causate da streptococco), celiachia, colite acuta o cronica.

Vanno ricordate inoltre malattie alle ossa o allo scheletro (scoliosi, necrosi asettica, infiammazioni alla testa del femore, problemi tibiali come anche problemi reumatologici, quali l’artrite, il lupus, vasculiti, (che può provocare sterilità), malattie neurologiche (distrofia muscolare, sclerosi multipla, epilessia, meningite) o endocrine (diabete di tipo 1, ovaio policistico).

Quali sono le misure preventive per le patologie in età giovanile?

Lo specialista dovrà controllare la reazione ai cambiamenti psicofisici verificatisi secondo norma, valutare l’eventuale uso di sostanze alcoliche o stupefacenti, valutare il comportamento nei confronti dello stesso e dell’altro sesso, consigliare anticoncezionali per prevenire gravidanze indesiderate o misure che prevengono le MST (soprattutto l’uso dei preservativi), consigliare diete corrette ed infine controllare quali vaccinazioni sono state eseguite.

Conclusioni

L’adolescenza è un periodo particolare che espone il soggetto a numerosi rischi fisici e psichici. Per quanto riguarda i rischi fisici ossia le malattie o le sindromi è stato fatto un quadro preciso nei paragrafi precedenti, ma è necessario soffermarsi su quelli psichici. Dopo gli incidenti stradali, il suicidio rappresenta la seconda causa di morte fra gli adolescenti; questo può essere provocato da stress come anche da esperienze traumatiche che portano alla depressione che a sua volta degenera nel desiderio di morire. Un altro problema è dato dall’uso e dall’abuso dei social network dove i teenagers si offendono vicendevolmente o vengono derisi con il conseguente cambiamento di umore repentino e chiusura in se stessi.

L’adolescente si vede pieno di difetti fisici e non si accetta desiderando interventi estetici o terapie apparentemente efficaci; c’è chi pensa al body-building o ad assumere anabolizzanti per ottenere ben visibili e tonici. Nelle donne, spesso è il considerarsi in sovrappeso che le conduce verso l’anoressia o la bulimia. Last but not least va sottolineato che spesso il medico è visto come alleato nei confronti dei genitori che non riescono a riconoscere le loro problematiche e non possono aiutarli. Il medico, qualsiasi specializzazione abbia, dovrebbe fare la parte del mediatore, che, spiegando ai genitori cosa sta accadendo ai loro figli, suggerisce il modo migliore per risolvere i loro problemi.

FONTE: Adolescenti e Rischio, comportamenti, funzioni e fattori di protezione. a cura di S. Bonino, E. Cattelino, S. Ciairano, Giunti, Firenze.