La mastalgia è una patologia della mammella che si verifica con molta frequenza nelle donne (circa il 60%), è una parola che deriva dal greco e significa “dolore al seno”, può essere dovuta da molteplici fattori sia legati al ciclo mestruale sia indipendenti da questo. Molte donne appena manifestano questo disturbo tendono ad allarmarsi perché credono possa essere riconducibile a qualche forma di tumore. In genere, invece, la mastalgia ha origini benigne. E’ comunque importante effettuare una visita senologica per escludere qualsiasi dubbio ed eventualmente, se il dolore è molto forte, intraprendere una cura farmacologica prescritta dal medico.
Mastalgia: tipologie
La mastalgia è legata al tessuto mammario e visto la sua complessità può essere conseguenza di numerosi fattori, può essere legata al ciclo mestruale o manifestarsi indipendentemente da questo, può presentarsi in forma lieve o acuta, può essere monolaterale o bilaterale.
La mastalgia si può classificare in tre tipologie:
- mastalgia ciclica: è legata agli squilibri ormonali del ciclo mestruale, si manifesta nei giorni che lo precedono, è in genere un disturbo che si verifica nelle donne intorno ai 35 anni. Si presenta con gonfiore, tensione e torpore al seno diffusi nei quadranti esterni della mammella, si allevia con l’arrivo del ciclo mestruale e scompare definitivamente con la menopausa.
- mastalgia non ciclica: è meno frequente della mastalgia ciclica e non è legata al periodo del ciclo mestruale, spesso si presenta con dolore concentrato in un punto specifico della mammella perché spesso è dovuta a estasia duttale o lesioni benigne. Altre volte invece non si riesce ad individuare con precisione il punto preciso dal quale parte il dolore perché il senso di pesantezza ed il fastidio si diffonde in tutta la mammella. E’ una patologia che compare maggiormente tra i 40 e i 50 anni che tende a scomparire con la menopausa.
- mastalgia extramammaria: dipende da fattori esterni al tessuto mammario che ripercuotono il dolore alle mammelle come ad esempio dolori di origine vertebrale, disturbi osteoarticolari, angina pectoris, fuoco di S. Antonio sul seno, stress e tensione psicologica. Inoltre gli esperti hanno notato che le donne che fanno uso di contraccettivi ormonali o antidepressivi possono essere soggette a mastalgia. E’ inoltre importante evitare di indossare dei reggiseni eccessivamente stretti o indumenti che fasciano in modo inadeguato il seno.
Un altro fattore che potrebbe comportare una mastalgia è la mastite ossia un’infiammazione della mammella che compare spesso nelle neomamme.
Mastalgia: non bisogna allarmarsi!
I risultati ottenuti da uno studio condotto da Paolo Veronesi hanno evidenziato che su 4500 casi di carcinomi consecutivi solamente il 3% si manifestava con dolore al seno. Le donne colpite da mastalgia avevano un’età superiore ai 50 anni.
Ogni donna dovrebbe essere in grado di riconoscere qualsiasi cambiamento della morfologia del proprio seno effettuando con regolarità l’autopalpazione ed il controllo visivo delle mammelle. Quando la mastalgia dura più di due settimane nello stesso mese e comunque non si attenua dopo il ciclo mestruale, quando il seno presenta un tessuto nodulare con masse solide anche dopo il ciclo mestruale, quando dal capezzolo fuoriesce un liquido lattiginoso ed è retratto rispetto alla sua posizione abituale, quando notiamo dei cambiamenti nella forma del seno, in tutti questi casi è importante richiedere un parere del medico effettuando una visita senologica per analizzare l’origine di questa patologia.
Fonte:
http://www.medicitalia.it