Il tumore al seno è un male che è molto frequente nelle donne, (rappresenta il 29% dei tumori femminili) e spesso per evitare la metastasi, ossia la diffusione in altre zone del corpo, richiede l’asportazione di uno o entrambi i seni, intervento chirurgico chiamato mastectomia.
A seconda dell’estensione del tumore e della sua localizzazione nel seno, la mastectomia può essere effettuata in modo radicale o parziale, quando interessa entrambi i seni prende il nome di mastectomia bilaterale.
Oggi è possibile individuare tramite delle indagini la percentuale di rischio con la quale si può essere colpiti da un tumore alla mammella. In caso di elevate possibilità legate in genere anche a familiarità tumorali, alcune donne decidono di sottoporsi ad una mastectomia preventiva, ossia una mastectomia a scopo terapeutico che riduce notevolmente la possibilità di ammalarsi.
Mastectomia: quando è necessaria
La mastectomia generalmente viene effettuata in caso di:
- presenza di tumori in più zone del seno,
- massa tumorale di dimensioni elevate,
- carcinoma duttale in situ diffuso in gran parte del seno,
- tumore è localizzato dietro al capezzolo o al centro del seno.
Prima di procedere con la mastectomia possono essere necessari dei trattamenti di chemioterapia o ormonoterapia, che hanno lo scopo di ridurre le cellule tumorali per cercare di evitare il più possibile un intervento troppo invasivo di mastectomia.
La chemioterapia è un trattamento terapeutico a base di sostanze chimiche che viene utilizzato per eliminare le cellule che crescono più rapidamente delle cellule normali (e quindi anche le cellule tumorali). Può provocare numerosi disturbi ed effetti collaterali, come perdita di capelli, nausea, vomito e diarrea, ma ha un’alta percentuale di guarigione per il cancro, per questo motivo viene utilizzato solitamente come trattamento terapeutico di prima scelta.
L’ormonoterapia è una terapia ormonale a base di farmaci che cerca di bloccare l’attività degli ormoni estrogeni, che gli esperti considerano essere coinvolti nello sviluppo dei tumori. Può essere utilizzata abbinata alla chemioterapia o anche da sola.
Tipologie di Mastectomia e intervento
A seconda della diffusione del tumore la mastectomia può essere praticata asportando la mammella in modo completo o parziale, la scelta di esecuzione dell’intervento viene discussa e concordata dal chirurgo e dall’oncologo.
Le varie tipologie di intervento di mastectomia sono cinque:
- Mastectomia standard: è tra gli interventi di mastectomia più diffusi, consiste nell’asportazione completa della mammella, dei capezzoli e dell’aureola tralasciando i muscoli pettorali e i linfonodi ascellari. In genere con questa tipologia non è prevista la ricostruzione successiva del seno.
- Mastectomia con conservazione della pelle: viene asportata come per la mastectomia standard la mammella completa tranne il rivestimento cutaneo, in genere viene usato questo tipo di intervento quando si vuole ricostruire il seno.
- Mastectomia con conservazione dell’areola e capezzolo: quando il tumore non è troppo invasivo è possibile effettuare questo tipo di intervento che consiste nella rimozione della ghiandola mammaria escludendo il capezzolo e l’areola. Viene utilizzato spesso per l’intervento di mastectomia preventiva eseguito in concomitanza con l’intervento di ricostruzione del seno.
- Mastectomia radicale: in genere viene utilizzata quando il tumore si è espanso in modo notevole, consiste nell’asportazione completa della mammella, areola, capezzoli, linfonodi ascellari, muscoli pettorali e cute. È un intervento di tipo invasivo che non permette la successiva ricostruzione del seno.
- Mastectomia radicale modificata: è un intervento simile alla mastectomia radicale ma non asporta i muscoli pettorali e quindi permette la successiva ricostruzione del seno.
Prima dell’intervento di mastectomia, che viene sempre effettuato in anestesia generale, il paziente viene sottoposto ad analisi e indagini per controllare la risposta del tumore ai trattamenti effettuati di chemioterapia o ormonoterapia e il suo stato di salute.
Il chirurgo procede quindi all’intervento di mastectomia eseguendo in genere un’incisione in orizzontale o diagonale, ed asporta i tessuti che ritiene necessari eliminare per evitare la diffusione del tumore.
Subito dopo l’operazione, viene effettuato il drenaggio della ferita, ossia vengono inseriti dei tubicini per drenare i liquidi che si potrebbero creare nella zona operata per evitare eventuali infezioni. Il drenaggio può durare anche qualche giorno.
Il medico potrebbe consigliare al paziente fumatore, successivamente all’operazione, di smettere di fumare per accelerare i tempi guarigione e di rimarginazione, poiché il fumo modifica il flusso sanguigno.
Sono necessarie generalmente dalle 3 alle 6 settimane per rimettersi in modo completo dall’intervento. Durante il periodo post operatorio il medico darà le giuste indicazioni da seguire per evitare possibili complicazioni: è importante stare a riposo, non affaticarsi, evitare di sottoporsi a sforzi eccessivi come sollevare pesi e fare sport.
Mastectomia preventiva
Le persone che presentano un alto rischio di essere colpite da un tumore al seno possono oggi effettuare un’analisi genetica che interessa uno studio di un’alterazione dei geni BRCA1, BRCA2 e p53, per mezzo della quale è possibile calcolare la percentuale di rischio di contrarre una neoplasie. Chi ha una storia familiare che presenta casi di tumore al seno può conoscere con questa analisi se è persona ad alto rischio e decidere quindi di sottoporsi ad una mastectomia preventiva a scopo terapeutico, ossia l’asportazione delle mammelle per evitare di essere colpite in futuro da neoplasie. Con questa operazione è possibile ridurre del 90-95% la possibilità di ammalarsi di tumore ma non di eliminarla completamente. Per questo è un tema molto dibattuto e discusso dai medici anche perché ha un impatto molto forte dal punto di vista psicologico.
Dopo la mastectomia: la ricostruzione del seno
Quando l’intervento di mastectomia da praticare non è eccessivamente invasivo è spesso possibile effettuare un intervento di ricostruzione al seno che è di grande aiuto psicologico per le donne colpite a cancro alla mammella. Questo intervento può essere effettuato sia in concomitanza dell’intervento di mastectomia, sia in un momento successivo. Il chirurgo può procedere alla ricostruzione del seno inserendo una protesi in silicone, effettuando un trapianto di tessuto prelevato da un’altra zona del corpo, o anche effettuando una ricostruzione combinata di protesi e trapianto di tessuto.
Fonte:
http://www.infoseno.org