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Dietologia e Scienza dell'Alimentazione

Le diverse tipologie di vegetarianismo

Il vegetarianesimo o vegetarianismo racchiude un insieme di pratiche alimentari che prevedono l’esclusione parziale o totale di alimenti derivati dagli animali: nel primo caso sono compresi i derivati del latte come formaggi e le uova, mentre nel secondo caso latte e derivati non si assumono.

Il termine deriva dal corrispettivo vocabolo anglosassone vegetarian (vegetable = vegetale) ovvero “chi vive come una pianta” e dal latino vegetus che significa “vegeto o vigoroso”. In base alla sua etimologia l’essere vegetariani assumerebbe una valenza del tutto positiva e salutare; in realtà, e soprattutto in gravidanza, si potrebbe andare incontro a qualche più o meno lieve complicanza a causa di una carenza di vitamine o sali minerali essenziali alla gestante e al nascituro.

Quali sono i tipi?

  • Latto Ovo Vegetarismo: vengono assunti oltre ai vegetali tutti i derivati animali per via indiretta ossia uova, latte, formaggi, miele, alghe, lieviti (ad esempio, i funghi), i fermenti lattici o similari.
  • Latto Vegetarianismo: i vegetali non sono accompagnati da uova o da lieviti.
  • Ovo Vegetarianismo: prevedono il consumo di vegetali ma non di uova; inoltre sono esclusi il latte e i latticini (formaggi freschi e stagionati e yogurt).
  • Veganismo dietetico: vengono totalmente esclusi tutto ciò che proviene dal regno animale (dalle carni, ai pesci ai formaggi). Sono ammessi solo ed esclusivamente i prodotti derivanti da frutta e vegetali.
  • Crudismo vegano: i cibi ovvero verdure e legumi che non vanno cotti oltre i 40°: vegetali, noci, semi e legumi seguiti da frutta fresca.
  • Fruttarismo: vengono compresi tutti i frutti e si includono pomodori, zucchine, cetrioli e peperoni.
  • Il macrobiotico prevede eccezionalmente un piccolissimo consumo di carne.

Nei diversi tipi il fattore comune consiste nella presenza di una buona quantità di carboidrati che danno energia insieme alle proteine anch’esse assunte in diversa quantità a seconda della tipologia. Vengono a mancare i grassi saturi che fanno molto bene alla nostra salute, perché costituiscono una forma preventiva alle malattie cardiovascolari ed alcuni gruppi vitaminici come il gruppo B (inclusa la B12) che si trova nei legumi ed in alcuni vegetali non sempre consumati. Sono diete carenti di calcio, vitamina D e zinco fondamentali per il mantenimento del nostro scheletro e in particolare nelle donne in gravidanza che devono alimentare la creatura che hanno nel loro grembo.

Tra i vegetariani corrono meno rischi quelli che seguono la dieta Latto-Ovo-Vegetariana e quella latto-Vegetariana poiché possono integrare con la vitamina B12 contenuta in carne, uova e latticini.

Come dovrebbero mangiare le vegetariane in gravidanza e durante l’allattamento?

I fabbisogni dietetici in gravidanza o in allattamento sono diversi poiché la donna ha la responsabilità della crescita del bambino prima e dopo la nascita. È pertanto consigliabile recarsi sia dal ginecologo che dal nutrizionista per conoscere attraverso alcuni esami emato-chimici cosa è necessario integrare. I valori che vanno mantenuti nella norma sono il numero di globuli rossi, la quantità di ferro, di calcio, di vitamina D e di tutte le proteine.

Questi valori vanno controllati perché sono indispensabili all’accrescimento regolare e sano del bambino. In mancanza di questi elementi, nella dieta andrebbero inseriti anche integratori da somministrare senza superare le dosi consigliate. Tra le diete più consigliate in gravidanza sono le latto-ovo vegetariane poiché sono le più equilibrate e carenti della vitamina B12 che può essere integrata in altro modo. Il controllo e il monitoraggio andrebbe eseguito anche durante l’allattamento per essere più sicuri che il neonato venga alimentato con le sostanze necessarie.

Cosa comporta nel bambino una dieta vegetariana?

I bambini presentano solitamente una crescita più rallentata rispetto agli onnivori specialmente dopo lo svezzamento.

I vegetali non sono spesso sufficienti e comportano un apporto minore di grassi, proteine e indispensabili sali minerali come il calcio; inoltre l’apporto proteico e vitaminico dei vegetali è meno ottimizzabile dall’organismo umano. La mancanza del latte e dei suoi derivati implica poi la carenza di calcio che causa nei bambini rachitismo, scoliosi ed altri problemi alla massa ossea dello scheletrico. Se manca la vitamina B12, nel bambino potrebbero verificarsi problemi di microcitemia o anche di anemia per mancanza di ferro e per deficit nella produzione di globuli rossi.

Vegetarianismo e religione?

Ma cosa possiamo dire riguardo il rapporto tra vegetarismo e religione? Ebbene, com’è noto molte religioni a parte quella cristiana prevedono un bassissimo consumo di carne nella loro dieta: studiando l’induismo veniamo a conoscenza dell’invito a fare uso di sole verdure, legumi e frutta; nello zoroastrismo si prevede l’assunzione esclusiva di verdure, il gianismo raccomanda la dieta vegetariana, la religione musulmana prevede alcune regole sul consumo della carne (ad esempio è bandita quella di maiale), la religione ebraica (sono ammesse le carni solo di alcuni animali) ed infine il buddismo predica il rispetto di tutti gli esseri viventi compresi gli animali che dunque non possono essere macellati, cotti e portati in tavola.

Conclusioni

Per dare uno sguardo alla diffusione del vegetarianismo va detto che sembra sia una tendenza che vada in aumento negli ultimi decenni in particolare nel mondo occidentale: nel Nord-Europa si arriva quasi al 10% della popolazione, in Italia la percentuale è più bassa, negli Stati Uniti quasi la metà dell’Italia (intorno al 4-5%) e nei paesi dell’Est europeo quasi assente.

Come detto, una dieta vegetariana ha i suoi aspetti positivi ma vanno valutati i rischi se si è in gravidanza o si allatta. Si può seguire una dieta vegetariana purchè sia monitorata da nutrizionisti, dietologi e ginecologi. È importante che le gestanti e i nascituri ricevano l’apporto necessario per lo sviluppo regolare della loro gravidanza e l’accrescimento sano del feto poi bambino.

In caso di necessità, l’apporto di vitamine e sai minerali può avvenire tramite integratori, ma va fatta attenzione alle dosi consigliate.

In sintesi, la dieta mediterranea risulta un perfetto mix e può definirsi semi-vegetariana nel senso più ampio.

Parlatene con i vostri specialisti!

FONTE: Pratica pediatrica ambulatoriale a cura di A. Derschevitz.