Da tempo, ormai, la ricerca nella lotta contro il cancro ha focalizzato il suo interesse nella scoperta dei principi attivi presenti negli alimenti in grado di prevenire in maniera naturale l’insorgere dei tumori. Questi principi nutrienti coadiuvanti sono stati da tempo identificati in molti alimenti.
Ultimamente, Adriana Albini, direttrice del Dipartimento di Ricerca dell’Irccs Oncologico di Reggio Emilia, ha scoperto che, accanto agli alimenti già dotati di queste proprietà preventive come, ad esempio, le arance o i broccoli, ne esiste un altro, il luppolo, elemento base della birra.
Questa pianta, infatti, contiene un flavonide, lo xantumolo, dotato di grandi capacita antitumorali. Sostiene, la dottoressa Albini, che è una sostanza simile al resveratrolo contenuto nel vino, ed è un elemento antinfiammatorio, antiossidante e capace di ridurre o diminuire l’angiogenesi, la capacità, in altre parole, di bloccare lo sviluppo di nuovi vasi neoplasici.
Naturalmente, tutto questo non si ottiene aumentando a dismisura il consumo di birra. Perché il principio attivo del luppolo possa funzionare, è necessario mettere a punto molecole di sintesi simili allo xantumolo e più facili da assorbire dall’organismo.
Un brevetto è già stato depositato e a breve potrebbero essere prodotti i primi derivati utili per la sperimentazione umana. Lo scopo di questo tentativo è quello di creare integratori non più contenenti solo vitamine e minerali, ma nutrienti efficaci nella prevenzione come flavonidi, estratti di tè verde, curcumina e derivati dell’acido oceanico della buccia d’aranci. Queste sostanze hanno la capacità di agire sulle cellule staminali del tumore, rendendole più sensibili alle terapie e bloccandone, quindi, la riproduzione.
Articolo di Redazione
Fonte: Io Donna, 18 gennaio 2014