Categorie
Diabetologia Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Metabolismo degli zuccheri, nel diabete come funziona.

zuccheri diabetePer compiere tutte le nostre funzioni vitali e gli sforzi fisici, sappiamo bene quanto siano importanti gli zuccheri, fonte di energia che ricaviamo dagli alimenti, nella maggior parte dei casi presenti nei carboidrati, nelle verdure e nella frutta.

Energia dagli zuccheri

Tra gli alimenti che introduciamo nel nostro corpo, gli zuccheri sono metabolizzati in modo completo dato che si tratta di una delle maggiori fonti di “forza”. Vengono digeriti, scindendosi in unità minori, assorbiti dal corpo e convertiti in energia, utilizzabile dalle cellule del nostro organismo per tutte le necessità.

In particolare gli zuccheri alimentari forniscono il glucosio, una sostanza che rappresenta una fonte importante per il sistema nervoso, i globuli rossi e il sistema midollare del surrene. Detti anche glucidi o saccaridi, gli zuccheri alimentari sono più comunemente conosciuti come carboidrati ovvero idrati di carbonio, composti anche da idrogeno e ossigeno.

In ogni dieta si parla di carboidrati, a volte a torto come un male, mentre in un’alimentazione corretta le quantità necessarie di carboidrati svolgono una funzione importantissima.

Il problema si pone nel metabolismo degli zuccheri per chi soffre di diabete e chi vuole prevenirlo, magari in quanto soffre di sindrome metabolica a causa dell’eccesso di zuccheri che diventano poi grassi altrettanto in eccesso.

Tipologie di saccaridi coinvolti nel metabolismo degli zuccheri.

Prima di tutto, è bene conoscere quali tipi di zuccheri sono coinvolti nelle nostre dinamiche alimentari

  • Monosaccaridi ovvero costituiti da una singola molecola saccaride, detti anche zuccheri semplici: glucosio, galattosio e fruttosio (presente nella frutta).
  • Disaccaridi ovvero frutto dell’associazione di due zuccheri semplici: lattosio presente nel latte, maltosio e saccarosio, il comune zucchero.
  • Polisaccaridi ovvero formati da catene di vari monosaccaridi: amido, glicogeno di origine animale, cellulosa e pectina di origine vegetale. I polisaccaridi donano agli alimenti un sapore non molto dolce, come ad esempio i cibi ricchi di amido come pasta, riso, patate oppure le verdure.

Il metabolismo di assorbimento degli zuccheri

metabolismo zuccheriTramite gli alimenti vengono introdotti nel nostro organismo, ma devono essere prima digeriti e poi assorbiti. Nella digestione avviene la scissione degli zuccheri in singole unità o monosaccaridi ovvero glucosio, fruttosio e galattosio che attraverso le pareti intestinali verranno poi trasportati al fegato, dove anche galattosio e fruttosio saranno convertiti in glucosio, che alla fine di tutti i processi è l’unico zucchero presente nella circolazione dell’organismo.

In tal modo il glucosio arriva a tutte le zone dell’organismo che necessitano della sua presenza dal cervello ai globuli rossi, al muscolo scheletrico e a quello cardiaco. Lo zucchero si trasforma così in energia, con il lavoro delle cellule che richiamano il glucosio dalla circolazione sanguigna, sottoponendolo al processo di metabolismo detto glicolisi.

Glicolisi, la trasformazione che crea l’energia o il grasso in eccesso.

La molecola del glucosio mediante la glicolisi, si trasforma con fenomeni di ossidazione e fosforilazione, per poter poi produrre le molecole di ATP ovvero adenosina trifosfato. In tal modo arrivano al nostro organismo tali molecole che rappresentano energia disponibile, per tutte le esigenze del metabolismo della cellula. Sia esigenze di energia a breve termine che riserve di energia locali.

E qui, scatta la problematica a livello di dietologia, dato che il glucosio in eccesso viene captato ben prima da fegato e muscoli, immagazzinato come glicogeno – un deposito di energia.

Si usa questa energia negli sforzi muscolari intensi, nel periodo tra un pasto e l’altro, durante alcuni digiuni… in pratica le riserve di zuccheri possono essere “attaccate” ma se sono già molto alte e l’ingestione di zuccheri è continua, si creano delle riserve di glicogeno che si trasformano in lipidi, ovvero grassi – una riserva energetica a lungo termine.

Diabete, metabolismo degli zuccheri e glicemia alta

cause diabete mellito Il metabolismo glucidico, quindi, è dato dall’insieme di vari meccanismo che intervengono a controllare l’utilizzo degli zuccheri nell’organismo, coinvolgendo ormoni e molecole vari, che per una persona che vuole prevenire o curare il diabete, sono importanti da conoscere.

Il glucosio nel nostro sangue è presente con un valore che è quello della glicemia, che è il principale indicatore di qualche eccesso e anomalia. I valori della glicemia dovrebbero rientrare tra i 65 e i 110 mg / dl che stabiliscono un equilibrio tra il metabolismo di assorbimento degli zuccheri, la produzione di glucosio e il suo consumo.

In questo processo intervengono come visto il fegato per la sintesi e l’accumulo di glucosio, ma anche il pancreas, che è l’organo adibito alla produzione di ormoni che regola il metabolismo degli zuccheri, ovvero l’insulina e il glucagone. La prima fa abbassare la glicemia la seconda la fa aumentare.

Nel soggetto diabetico l’insulina non viene prodotta dal pancreas per diversi motivi, creando così un’insufficiente azione di abbassamento della glicemia a livello di tessuti periferici e una conseguente iperglicemia. Nei soggetti in giovane età spesso il diabete è detto di tipo 1, dato che l’insulina pur essendo prodotta in quantità esatta, non agisce nei tessuti periferici in modo adeguato, perché il recettore al quale si lega non funziona bene, creando una situazione di insulino-resistenza.

Una situazione tipica dei soggetti di età avanzata con lieve obesità e sindrome metabolica, che rientrano nella patologia del diabete di tipo 2 o diabete mellito.

È fondamentale un’azione di prevenzione a livello alimentare e diversi controlli diabetologici dei valori di glicemia e del proprio metabolismo degli zuccheri, al fine di evitare di rientrare in un quadro clinico poi compromesso – il diabete infatti è una patologia molto diffusa e spesso troppo sottovalutata.