L’ipotiroidismo è una malattia autoimmune della tiroide che ne inibisce il funzionamento e la produzione di determinati ormoni. La dieta per l’ipotiroidismo può essere uno strumento utile, se seguita da un medico, per mitigarne i sintomi e problemi annessi.
È fondamentale non seguire delle diete fai da te, in modo particolare se si hanno è problemi di tiroide, ma ricorrere ad un endocrinologo, ed eventualmente anche ad un dietologo, che siano in grado di fornire un regime alimentare sano, equilibrato e con i i nutrienti necessari per contrastare le patologie tiroidee.
La dieta per l’ipotiroidismo è uno dei fattori più importanti che può risultare, in molti casi, addirittura fondamentale e discriminante per la guarigione.
I sintomi dell’ipotiroidismo.
I sintomi che si accusano in caso di problemi alla tiroide sono molteplici e spesso confusi con altre patologie. Per questa ragione gli esperti, qual’ora ne fossero presenti alcuni, consigliano una visita medica specialistica in endocrinologia.
Il sintomo che più spesso si manifesta, e viene associato a problemi alla tiroide, è senza dubbio l’aumento incondizionato del peso, anche su persone che hanno uno stile di vita sano ed attivo.
Globalmente tutto l’organismo ha una sorta di “rallentamento”, dovuto soprattutto alla carenza di iodio che provoca, in molti casi, fastidi alla tiroide. Allo stesso tempo, è utile ricordare, che anche un apporto eccessivo di iodio può essere la causa scatenante dei suddetti fastidi e malattie tiroidee.
Tra gli altri sintomi abbiamo:
- Fragilità dei capelli che si assottigliano ed hanno la tendenza a rompersi per una certa fragilità.
- Le stesse unghie si indeboliscono e sono più soggette a infezioni e micosi.
- Stanchezza costante che è più marcata, in modo particolare, durante le ore mattutine.
La dieta per l’ipotiroidismo può aiutare a contrastare questi sintomi e può essere un buon supporto per una guarigione.
Dieta per l’ipotiroidismo: cosa mangiare.
I problemi alla tiroide, causati dalla mancanza di iodio, sono sempre minori nella società moderna. In questi casi è opportuno aggiungere alimenti che ne sono ricchi come:
- Pesce di mare.
- Alghe marine.
- Molluschi.
- Sale marino integrale.
- Olio di cocco, anche se questo alimento è consigliato dalla cosiddetta medicina non ufficiale, perché stimola la tiroide a produrre una maggiore quantità di ormoni.
Al contrario esistono alcuni cibi, specialmente se vengono consumati crudi, che aumentano di molto il fabbisogno di iodio che, per questa loro caratteristica, andrebbero evitati:
- Soia.
- Tapioca.
- Rape.
- Cavoli, broccoli e cavolfiori.
- Ravanelli.
Ovviamente si tratta di alimenti che incidono su chi già ha problemi con la tiroide e che non hanno alcun riscontro negativo su persone sane.
Tra i vari cibi sconsigliati c’è anche il latte, infatti esso può avere la tendenza a rallentare le funzioni della tiroide.
Sempre la medicina non ufficiale consiglia, nella dieta per l’ipotiroidismo, il consumo settimanale di riso integrale che ha un effetto antiinfiammatorio e aiuta a combattere lo stress.
Tra i vari alimenti è consigliato anche il consumo di:
Come visto una dieta per l’ipotiroidismo, a parte alcuni accorgimenti, non è altro che un regime alimentare sano e variegato che comprenda, in modo particolare, prodotti ricchi di iodio (se necessario) e che non abbiano effetti di “rallentamento” sulle funzioni della tiroide.