La correlazione tra allergeni è cosa nota e la combinazione di allergia al polline e allergia ad alcuni frutti è stata indagata nel tempo, dato che diverse reazioni allergiche si sono verificate per coloro che soffrono di rinite allergica, a contatto con frutta e verdura crude.
Una conferma clinica di tale combinazione tra allergeni è stata recentemente ribadita da uno studio dell’Ospedale Sant’Anna di Como (Accademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica), in cui un gruppo di ricercatori allergologi ha messo in luce il fatto che coloro che non tollerano i pollini primaverili, sono anche soggetti a reazioni allergiche.
Allergie a frutta e verdura crude
i soggeti che non tollerano i pollini, sviluppano possibili reazioni molto fastidiose a contatto con la frutta e verdura crude, come il prurito all’interno della bocca e del cavo orale, intenso pizzicore, fino all’edema del cavo orale, con gonfiore alle labbra e all’interno della bocca.
In caso di edema è necessario fare molta attenzione dato che può sfociare in un senso di soffocamento, con sensazioni da asma allergica.
L’allergia è sviluppata dalla frutta fresca e dai vegetali, che contengono alcune proteine con una struttura simile alle sostanze contenute nel polline, non alterate dalla cottura o dalla digestione, e sono quindi in grado di scatenare l’allergia.
Il sistema immunitario riconosce entrambi le sostanze come estranee e nocive, innescando la reazione allergica.
Allergie crociate, le più diffuse
Le reazioni inaspettate dei vegetali e frutta, sono spesso definite come allergie crociate, in quanto attivano i possibili incroci tra allergia ai pollini e ad alcuni alimenti crudi.
- Allergici alle betulacee: attenzione a mele, carote, nocciole, finocchi, pere, ananas, ciliege, albicocche, susine, banane, prugne e fragole.
- Allergici alle graminacee: attenzione a pomodori, angurie, arance, kiwi, melone e alcuni cereali a volte (consigliato approfondire tramite test).
- Allergici alle compositae: attenzione a melone, banana, anguria, sedano, cetriolo, zucchina, carota e prezzemolo.
Test allergici per pollini e alimenti
Risulta quindi importante per tutti coloro che, allergici al polline, vogliono accedere ad un’alimentazione controllata, un adeguato test per allergie presso un allergologo specialista o centro specializzato.
In tal modo si possono mettere in luce con esattezza gli alimenti da limitare, anche per coloro che vogliono intraprendere una dieta crudista.
Una breve cottura o il trattamento con succo di limone sono metodi che possono essere di aiuto per depotenziare la molecola fonte di allergia, rendendola innocua e incapace di scatenare reazioni del sistema immunitario.
Non sempre funzionano queste neutralizzazioni, però, quindi è importante inquadrare quale tipo di allergie crociate possano essere presenti.
Tra i test per allergie più utilizzati sono:
Test cutanei
Il test allergicoviene effettuato attraverso l’inserimento sottocute degli estratti dell’alimento sospettato di essere il fattore scatenante della reazione allergica; mediante iniezione o sfregamento, si verifica la possibile reazione di prurito e gonfiore.
RAST (radio-allergo-assorbimento)
In questo test all’interno di una provetta, vengono combinati gli estratti degli alimenti sospetti con i campioni di sangue del paziente; in tal modo si rileva la presenza degli anticorpi prodotti in seguito alla combinazione – il test non indica, però, l’entità della reazione allergica.
Test in doppio cieco con controllo di placebo (DBPCF)
L’alimento sospettato viene inserito in un altro alimento oppure in una capsula e somministrato al paziente, sotto controllo medico per valutarne le reazioni.
All’interno di una visita allergologica sono realizzati tali test, per definire meglio il quadro clinico e procedere con la possibile esclusione degli alimenti o terapia con farmaci antistaminici, a seconda dei casi.
Fonti
http://www.farmacia.it/fnew/