In Italia il numero dei malati di influenza è destinato nei prossimi giorni a salire. Alla fine dell’inverno l’influenza metterà a letto tra i 3 e i 5 milioni di italiani. Contrariamente alla Gran Bretagna, dove l’influenza ha già raggiunto il suo picco, in Italia l’epidemia segue un corso regolare e dovrebbe avere il suo massimo tra gennaio e febbraio. La parte del leone spetta al virus H1N1 , il ceppo influenzale che l’anno scorso innescò la pandemia, ora declassato a stagionale. Ma se lo scorso anno era l’unico protagonista in scena, quest’anno sarà accompagnato da altri due virus, entrambi di origine australiana.
Il più aggressivo, comunque, rimane sempre il tanto temuto H1N1. Secondo le ultime cifre a disposizione, nella settimana che si è conclusa il 26 dicembre i casi sono stati 163mila, 2,72 ogni mille assistiti, in aumento rispetto ai 2,12 dell’anno precedente. La fascia d’età più colpita si conferma quella dei bambini da zero a 4 anni, seguiti dai piccoli dai 5 ai 14 anni, dai 15-64enni e infine dagli over 65. La curva di questa stagione paragonata a quelle degli anni precedenti mostra un andamento simile, il che fa pensare che il picco potrebbe essere tra fine gennaio come nel 2008-09 e metà febbraio come nel 2006-07.
Con il picco arriveranno anche da noi casi gravi come in Gran Bretagna, dove si sono già verificati trentanove decessi. Non essendosi modificato di molto il virus H1N1 procurerà, nel momento di massima diffusione, come l’anno passato, qualche caso con gravi complicazioni respiratorie. Questi casi però sono una minima percentuale e le autorità sanitarie sono pronte ad affrontarli, anche se la principale difesa rimane sempre il vaccino, soprattutto per le categorie a rischio. Malati cronici in testa, dunque, chi deve vaccinarsi può ancora farlo perché il picco è atteso appunto per fine gennaio/inizio febbraio e per sviluppare gli anticorpi sono necessarie un paio di settimane.
Articolo di redazione
Il Corriere della Sera, 4/1/2011