Moda o infatuazione collettiva che fosse, sembra proprio che la passione per le bibite light sia destinata a conoscere un rapido declino. Dopo le accuse fondate su una possibile associazione fra i dolcificanti e l’insorgenza di tumori, una ricerca americana ora sposta l’attenzione sugli effetti che questo genere di bevande possono causare a livello nefrologico. I risultati della ricerca fanno risaltare un deterioramento della funzonalità dei renia fronte di un consumo medio e prolungato di due lattine al giorno, facendo notare che i danni vengono provocati soltanto dalle bibite in cui lo zucchero è stato sostituito da un qualsiasi tipo di edulcorante. Questa associazione vale anche nei casi di pazienti con altre patologie connesse al malfunzionamento dei reni, il che garantisce sulla bontà dei dati ottenuti.
Sulle possibili ragioni di questo rapporto, per il momento esistono soltanto ipotesi, che vanno dall’accusa verso lo sciroppo di mais, sostanza molto utilizzata per edulcorare le bevande e già indicata come responsabile per la presenza di mercurio, all’immancabile aspartame, da molto tempo ritenuto pericoloso per la salute, ma che continua a rappresentare l’elemento principale in molti prodotti privi di zucchero.
Questa sulle bibite light però non è l’unica ricerca che mette in guardia sulla salute dei nostri reni. In parallelo, è stato compiuto un altro studio che si è concentrato invece sui più noti effetti del sale. In questo secondo studio si è evidenziato che un regime alimentare ricco di sodio provoca un peggioramento della funzionalità renale non riscontrabile, al contrario, in chi segue una dieta con poco sale. In conclusione sembra proprio che i nostri preziosi organi rifuggano gli estremi, e che in ogni caso preferiscano sostanze naturali piuttosto che i dolcificanti, forse inutili, a volte pericolosi e comunque dal gusto assolutamente imparagonabile a quello dello zucchero tradizionale.
Articolo di redazione
Fonte: Italiasalute.it del 30/05/2010