Le intolleranze alimentari non sono delle vere e proprie allergie quanto delle reazioni eccessive del sistema immunitario a determinate molecole. Negli ultimi decenni è notevolmente aumentato il numero di persone che si rivolgono a nutrizionisti e allergologi per capire se hanno questo “fastidio” oppure se determinati sintomi dipendono da altri fattori.
In generale per intolleranze alimentari si intendono quelle reazioni verso una determinata molecola. Tale precisazione degli esperti è d’obbligo per non generare inutili malintesi e confusione.
Spesso si sente parlare di intolleranza a cibi particolari ma questa, in via generale, non è una definizione precisa e totalmente corretta. Ad esempio una delle più diffuse e note intolleranze alimentari viene attribuita al latte, in realtà si tratta di una duplice intolleranza a due molecole ben precise:
- Latte albumina.
- Latte caseina.
Per cui, per eliminare i sintomi delle intolleranze alimentari serve togliere dalla dieta non solo il latte ma anche tutti i derivati che possono contenere caseina e albumina del latte.
Sintomi più comuni delle intolleranze alimentari.
L’intolleranza alimentare è definita dagli esperti come una reazione avversa a una determinata sostanza, si comprende come questa non sia una vera allergia propriamente detta anche perché ha alcune differenze.
Quella principale sono, appunto, i sintomi. Quelli delle intolleranze alimentari non hanno un effetto particolarmente violento, una allergia potrebbe portare anche a shock anafilattico grave se non mortale.
I sintomi delle intolleranze alimentari si sviluppano nell’arco di alcune ore e spesso non sono molto violenti ma solo particolarmente fastidiosi e tendono a cronicizzarsi se non si evita la molecola che ne è la causa.
In più la loro forza è anche in funzione delle quantità che sono state ingerite dell’alimento incriminato portando, in linea di massima, a problemi più simili a quelli di una intossicazione alimentare che di una allergia.
I sintomi che si possono provare sono molteplici e spesso variano al variare di una moltitudine di fattori rendendo difficile capire se si tratta di intolleranze alimentari o altre patologie.
I principali sintomi possono includere:
- Nausea.
- Diarrea.
- Cattiva digestione e bruciori di stomaco.
- Dolori nella zona addominale.
- Gonfiore.
- Flatulenza.
- Ritenzione idrica.
- Stanchezza e in generale spossatezza cronica e sonnolenza.
- Alitosi.
- Malessere diffuso.
- Uretriti e cistiti (femminili ma anche maschili).
- Meteorismo.
- Raffreddore e stanchezza.
È chiaro come colpiscano una quantità incredibile di elementi del corpo umano, risultando molto fastidiosi e debilitanti. I sintomi colpiscono in via generale lo stomaco e l’intestino per andare a “propagarsi”, con il tempo in tutto il corpo.
Le difficoltà maggiori per gli specialisti sono la difficoltà nell’isolare i sintomi per effettuare una diagnosi precisa che, anche con gli stessi test di laboratorio, può risultare imprecisa.
Cause delle intolleranze alimentari.
Le intolleranze alimentari sono studiate da pochi anni e non si conosco appieno i motivi che le scatenano. Essendo una “forma” di allergie si ipotizza che possano dipendere anche dalle condizioni del sistema immunitario che avrebbe una reazione eccessiva contro sostanze che dovrebbero, invece, non generare nulla.
Le ipotesi più accreditate alla loro comparsa sono sostanzialmente:
- Fattori genetici, anche se non sia hanno risposte chiare e univoche.
- Dieta poco equilibrata con eccesso di determinate sostanze e scarsezza di altre.
- Fattori di tipo genetico che siano una sorta di base che scatena la patologia.
- Condizioni della flora batterica che si trova nell’intestino che per varie ragioni è stata alterata.
- Tra i più accreditati c’è lo stress che comporta un peggioramento delle difese immunitarie e la tendenza ad avere una vita poco sana ed equilibrata.
Valutando i sintomi e le possibili cause delle intolleranze alimentari gli esperti concordano nella necessità di avere, dove possibile, una vita sana con una buona dieta bilanciata e attività fisica.
Le 3 vere intolleranze alimentari.
La scienza medica afferma che esistono solo 3 vere intolleranze alimentari realmente scoperte e studiate:
Queste patologie sono particolarmente gravi se non curate e tenute in debita attenzione attraverso analisi e una dieta che non comprende le suddette sostanze.
La celiachia è conosciuta dall’antica Grecia come la malattia “addominale” i cui sintomi e cause erano ben noti. Si tratta di una patologia di tipo autoimmune che obbliga chi ne soffre a non assumere cereali di alcun genere e in modo particolare una sostanza specifica: il glutine.
Quando il glutine viene ingerito si scatenano le difese immunitarie che generano una infiammazione, più o meno forte, con sintomi spesso molto fastidiosi e debilitanti.
Durante un “attacco” a farne le spese sono i villi intestinali che sono aggrediti e distrutti proprio dallo stesso sistema immunitario. Dato che sono necessari per assimilare le sostanze nutritive dagli alimenti i sintomi saranno correlati anche a una sorta di malnutrizione.
Il favismo, tra le varie intolleranze alimentari, è senza dubbio la più pericolosa che può provare reazioni molto aggressive sino, in taluni casi, anche al decesso della persona che ne è affetta.
Le sostanze da evitare categoricamente sono in generale fave e piselli (o simili), determinate sostanze come anche la naftalina e alcuni farmaci come analgesici e antipiretici.
La loro assunzione, a causa della mancanza di un determinato enzima (glucosio-6-fosfato) nel sangue, in caso di assunzione può provocare una serie di sintomi e su tutti emolisi acuta con ittero.
Cosa fare e a chi rivolgersi in caso di sospette intolleranze alimentari.
Se si dovessero avere alcuni sintomi che potrebbero lasciar ipotizzare delle intolleranze alimentari è sempre meglio contattare il medico di famiglia, o anche uno specialista in scienza dell’alimentazione. Affrontare una intolleranza è un processo lungo e a volte complesso che va affrontato con l’ausilio di medici specialisti.