Categorie
Andrologia

Le cause dell’infertilità maschile

Infertilità maschileL’infertilità maschile è un problema in costante aumento nella nostra società. Numerosi studi effettuati da parte di esperti del settore hanno dimostrato che negli ultimi anni la qualità dello sperma, nei paesi industrializzati, è notevolmente calata con la diretta conseguenza di provocare l’infertilità maschile. In pratica i nostri nonni erano più fertili di noi.

Si stima che soffrono di questo problema una percentuale di uomini compresa tra il 10% e il 20%, ma non è semplice capire con precisione quanto sia diffuso il fenomeno. Questo perché l’uomo si sottopone ai controlli da parte di un urologo solo quando ha problemi a concepire un bambino con la partner e non a scopo preventivo durante tutto l’arco della sua vita.

La sensibilità ai controlli preventivi sta comunque aumentando in quanto, mentre in passato si pensava che il concepimento fosse un problema della donna, oggi si stima che le cause sono da imputare per il 50% all’uomo. Inoltre si è recepito il messaggio che l’infertilità maschile è spesso legata ad altre patologie che, se prese in tempo e curate nel modo opportuno, possono essere risolte in maniera positiva.

Infertilità maschile primaria e secondaria

Si parla di infertilità maschile primaria, quando l’uomo non ha mai fecondato nessuna donna, mentre di infertilità maschile secondaria quando ha già fecondato una donna ed il problema si è presentato ad un certo punto della sua vita.

In questo secondo caso si hanno maggiori probabilità di tornare fertili in quanto le cause scatenanti sono più recenti ed è più facile isolarle e curarle.

Le cause dell’infertilità maschile

Le cause dell’infertilità maschileL’infertilità maschile può essere provocata da molte cause tra loro differenti che possono insorgere in vari periodi della vita di un uomo. Si pensa che alcune di esse avvengano quando si è molto piccoli o addirittura durante la gravidanza. Quindi non è semplice capire con precisione quale sia la causa precisa del problema.

Principalmente le cause dell’infertilità maschile sono legate a:

  • qualità degli spermatozoi o del liquido seminale,
  • problemi fisici,
  • disfunzioni ormonali,
  • infezioni.

In genere le cause più diffuse sono quelle che interagiscono con la qualità degli spermatozoi e del liquido seminale in quanto, per portare a termine con successo la fecondazione, è necessario che lo spermatozoo abbia le giuste caratteristiche per fare il suo lavoro. Ricordiamo infatti che, dopo l’eiaculazione, la strada per arrivare a destinazione è lunga e difficoltosa e solo i più forti raggiungono il successo.

In particolare ogni singolo spermatozoo deve avere le giuste caratteristiche di:

  • mobilità: deve avere la forza di muoversi agilmente e di procedere in avanti. Si parla di astenospermia quando questa mobilità è ridotta nel 50% degli spermatozoi, mentre se sono mobili solo il 20% l’uomo è considerato infertile,
  • morfologia: deve essere della forma adatta per superare la cervice e raggiungere l’ovulo da fecondare. Si parla di teratospermia quando meno del 40% degli spermatozoi hanno una corretta morfologia,
  • capacitazione: deve avere le caratteristiche giuste per penetrare l’ovulo. In particolare gli enzimi sulla sua superficie devono essere attivi,
  • maturità: lo spermatozoo, per essere in grado di fecondare l’ovulo, deve avere il giusto livello di maturità, ossia deve avere la classica forma “a girino” e non essere rimasto al livello di spermatidi.

Allo stesso tempo anche il liquido seminale nel suo insieme deve avere alcune proprietà fondamentali:

  • durante l’eiaculazione deve essere prodotta una quantità sufficiente di sperma. Se questa quantità è inferiore ad un valore che rende possibile la fecondazione (1 ml) si parlerà di aspermia. Allo stesso tempo l’eiaculazione non deve essere troppo abbondante altrimenti lo sperma sarà eccessivamente diluito e pochi spermatozoi raggiungeranno la cervice,
  • nel liquido seminale deve essere presente la giusta quantità di spermatozoi. Se questa quantità è inferiore ad un valore che rende possibile la fecondazione (almeno superiore a 20 milioni di spermatozoi per millilitro di liquido seminale) si parlerà di oligospermia. In alcuni casi è stato riscontrato un valore praticamente nullo di spermatozoi nel liquido seminale (azoospermia),
  • viscosità. Se il liquido seminale è troppo denso, gli spermatozoi non riusciranno a liberarsi e non potranno procedere verso l’ovulo.

Si possono avere problemi anche a causa di anomalie genetiche come la sindrome di Klinefelter. In questa patologia l’uomo, invece di avere un cromosoma X e un cromosoma Y, ha almeno due cromosomi X ed almeno un cromosoma Y. Questa anomalia genetica causa l’infertilità maschile o comunque una riduzione di fertilità.

Una causa fisica molto frequente di infertilità maschile è data dal varicocele (colpisce circa il 10% degli uomini), ossia la presenza di vene varicose sopra lo scroto che innalzano la temperatura dei testicoli.

Tra le infezioni più comuni ricordiamo invece la parotite, ossia i classici orecchioni, che se viene contratta dopo la pubertà può causare problemi alla corretta produzione di spermatozoi.

Altre cause di infertilità maschile possono essere legate alle malattie veneree come la clamidia, la sifilide e la gonorrea.

Come nelle donne, anche negli uomini ci possono essere disturbi ormonali che possono provocare l’infertilità, così come le malattie alla tiroide e l’iperprolattinemia. Ricordiamo, infatti, che alti livelli di prolattina riducono la produzione di testosterone.

Infine anche l’impotenza maschile è in qualche modo collegata ai problemi di fertilità. In particolare, anche se non produce anomalie nelle caratteristiche del liquido seminale, questa patologia influisce sull’attività sessuale rendendo difficoltoso, se non impossibile, il rapporto e quindi il concepimento.

Abbiamo visto che le cause dell’infertilità maschile possono essere di varia natura e solo un controllo medico accurato potrà isolare i problemi specifiche al fine di proporre una cura mirata ed adeguata.