L’autopalpazione al seno è un esame che ogni donna dovrebbe effettuare costantemente per conoscere al meglio il proprio corpo al fine di individuare eventuali anomalie. L’autopalpazione al seno non sostituisce la visita senologica annuale di controllo o un’ecografia mammaria, ma è il primo esame di prevenzione del tumore al seno.
Quando eseguire l’autopalpazione al seno
Gli esperti consigliano di eseguire l’autopalpazione al seno nei giorni in cui non sono presenti le mestruazioni, ossia nei giorni successivi al ciclo mestruale, perché il seno non è gonfio ma morbido, ed è più facile analizzarlo.
Se siamo in menopausa, gli esperti consigliano di effettuare l’autopalpazione al seno almeno una volta al mese; potrebbe essere utile fissare un giorno del mese per ricordarcene con più facilità!
Le ragazze dopo i 20 anni dovrebbero iniziare a praticarla con frequenza e prenderla come un’abitudine. E’ importante conoscere bene il proprio corpo.
Come si effettua l’autopalpazione al seno
L’autopalpazione al seno si divide in due momenti:
- il controllo visivo,
- la palpazione del seno.
Armiamoci di spirito critico e osserviamo con attenzione il nostro seno davanti allo specchio in una stanza ben illuminata. Il seno non deve presentare irregolarità sulla superficie o alterazioni nelle dimensioni. E’ abbastanza comune non essere perfettamente simmetriche, rientra quindi nella normalità avere un seno leggermente diverso dall’altro; dobbiamo però fare molta attenzione se con l’autopalpazione notiamo dei cambiamenti nel tempo; in questo caso, anche in presenza di una lieve alterazione, è importante comunicarla al nostro medico.
Osserviamo quindi il nostro seno prima in piedi con le braccia lungo i fianchi, con le spalle rilassate, poi con le mani sollevate sulla testa, successivamente con le mani sui fianchi contraendo i muscoli pettorali, ed infine piegandoci in avanti con le mani sui fianchi.
Guardiamo bene il contorno del seno che deve essere lineare e non presentare rientranze o rigonfiamenti, facciamo anche attenzione ad eventuali alterazioni del colore della pelle; poi passiamo al capezzolo e all’aureola, quest’ultima non deve essere infiammata o avere una cute che tende a desquamarsi. Quindi con l’indice ed il pollice spremiamo con delicatezza il capezzolo: è molto importante che non fuoriesca del sangue, altrimenti rivolgiamoci subito al nostro medico.
Poi passiamo a praticare la palpazione del seno, ma questa volta in posizione sdraiata supina, posizionando un cuscino sotto le spalle.
Pieghiamo il braccio del seno che andremo a controllare dietro la testa, e con l’altra mano premiamo con i polpastrelli delle tre dita centrali dal cavo ascellare verso il capezzolo, pratichiamo dei movimento circolari dall’alto verso il basso. Passiamo poi all’altra metà, sempre con movimenti circolari dalla periferia verso il centro, questa volta dal basso verso l’alto.
Controlliamo con attenzione anche le ascelle per verificare la presenza di eventuali linfonodi ingrossati.
Se con l’autopalpazione al seno individuiamo dei rigonfiamenti sospetti non significa necessariamente che si tratti di un tumore maligno. I noduli molto spesso non sono preoccupanti ma vanno tenuti sotto controllo.
Ci potremmo infatti trovare in presenza di:
- fibroadenomi,
- cisti,
- addensamenti.
Una visita senologica ci aiuterà a chiarire ogni dubbio. Il medico potrebbe prescriverci un’ecografia mammaria o una mamografia a seconda della particolarità del caso.
E’ molto importante agire in modo tempestivo.