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Chirurgia Vascolare e Angiologia

Ora legale e primavera: istruzioni per l’uso

 “Quando ci sentiamo deboli, tutto ciò che dobbiamo fare è aspettare un po’. La primavera torna, le nevi dell’inverno si sciolgono e le loro acque ci infondono nuova energia.”  Paulo Coelho, “Aleph”, 2011

La primavera è da sempre simbolo di rinascita. Spesso associata ad una bella ragazza, è di sicuro un periodo di alti e bassi, di fatue allegrie e pesanti allergie, ma il tutto viene ripagato dalla visione delle gonne che si accorciano e dagli amori che sbocciano ad ogni angolo. Un piacere per gli occhi e per la mente, insomma.

Questo in teoria, perché come sempre tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Infatti ognuno di noi deve fare i conti con il tempo: quello che va avanti di un’ora nell’ultimo week end di marzo e che pare mettere in crisi circa 12 milioni di italiani, il 18% della popolazione. Se da un lato risparmiamo 500 milioni di kw e più di 300 mila tonnellate di anidride carbonica, dall’altro lato questo sfasamento ha pesanti ricadute sia sull’umore, sia sul fisico.

Giornate più lunghe: cinque pericoli in agguato.

Dal secondo dopoguerra ad oggi si è dimostrato che i primi giorni di passaggio all’ora legale generano stanchezza, apatia, nervosismo, emicranie e, addirittura, stati depressivi. Tutti sintomi che non risparmiano nemmeno i più piccoli. Ma quali sono gli effetti collaterali del passaggio all’ora legale?

  • disturbi del sonno;
  • difficoltà di concentrazione;
  • incidenti alla guida e sul lavoro;
  • stress cardiaco;
  • stress psicologico.

Il debito di sonno non è relativo alla singola ora persa. Il periodo di transizione risulta essere più lungo, e i soggetti più a rischio “jet lag” pare siano i meno mattinieri, come dimostrato da uno studio pubblicato su Neuroscience Letters.

Laughing Woman Lying in the Grass

Il problema è relativo al ritardo nel sorgere e tramontare del sole, che rende difficoltoso l’avvio della modalità “veglia-riposo” e compromette la produzione della melatonina, l’ormone del sonno. Meno sonno, o sonno disturbato, significa anche meno concentrazione e produttività al lavoro. Aumenta invece il tempo trascorso sui Social, come rivelato da uno studio del 2012 del Journal of Applied Psychology.

Se in generale, nella bella stagione e fino ad inizio autunno gli incidenti mortali diminuiscono, il lunedì dopo l’entrata in vigore dell’ora legale si registra lo stesso numero o più di un normale giorno delle stagioni più buie. Uno studio fatto sui minatori segnala anche un aumento di incidenti sul lavoro quando le lancette vengono messe in avanti.

Più sonno, più distrazione!

Anche i cuori si affaticano. L’ora persa aumenta lo stress e, per le persone a rischio, le probabilità di incorrere in un attacco. I medici suggeriscono a questi soggetti un graduale adattamento, anche solo un quarto d’ora alla volta.

Infine un piccolo cambiamento nei ritmi cronobiologici può portare a effetti devastanti nelle persone più vulnerabili. È australiano lo studio che ha registrato un aumento dei suicidi nelle prime settimane di ora legale, così come in quelle successive al ritorno all’ora solare.

Come superare il “jat lag” ed essere felici

Un prezioso alleato nella vita di tutti i giorni è l’alimentazione, associata ad una vita sana e ad una moderata attività fisica. Con poche e semplici accortezze possiamo limitare i fastidi di stagione. La Coldiretti suggerisce un elenco di alimenti utili per richiamare Morfeo e per battere il jet lag da primavera.

Si quindi ai cibi che aiutano a rilassarsi:

  • gli zuccheri complessi: pasta, riso, orzo, pane, perché contengono un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento;
  • zuccheri semplici, come la frutta dolce di stagione, ma anche cioccolato e cacao possono aiutarci;
  • proteine derivanti da legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi, anche a cena;
  • verdure: al primo posto la lattuga, seguita da radicchio rosso e aglio, perché le loro spiccate proprietà sedative conciliano il sonno; si anche a zucca, rape e cavoli.

La Coldiretti consiglia anche una “ricetta” per il buon sonno: un bicchiere di latte caldo, prima di andare a letto – ma anche tisane ed infusi – e un dolcetto. Così sicuramente combattiamo lo stress e favoriamo il sonno, ma forse rimandiamo la prova costume.

Da evitare, invece, i falsi amici come i superalcolici (che inducono un sonno di qualità cattiva) e a tutti i cibi con sodio in eccesso. Al bando, dunque:

  • spezie, come curry, pepe, paprika;
  • sale in abbondanza;
  • salatini e piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina.

Per il giorno, in cui  dobbiamo essere più reattivi e combattere la sonnolenza, si a the e caffè.

Fastidi di stagione, dunque, facilmente arginabili con un minimo di attenzione e, a quanto pare, anche con la soddisfazione del palato. Perciò se “aprile, dolce dormire”, poco importa, perché sappiamo che dietro l’angolo ci aspetta niente po’ po’ di meno che sua maestà, l’estate.