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Cardiologia

Ipotensione: quando la pressione bassa può essere pericolosa

ipotensioneLa pressione sanguigna è la forza che esercita il sangue che viene pompato dal cuore sulle pareti dei vasi sanguigni, quando raggiunge valori inferiori ai 90/60 mmHg, livello considerato sotto la norma per una persona adulta, si definisce ipotensione.

Può manifestarsi a qualsiasi età e tende ad essere frequente soprattutto nel periodo estivo, quando le temperature esterne troppo elevate possono provocare un’eccessiva disidratazione, una delle principali cause dell’ipotensione.

Quando la pressione sanguigna è troppo bassa i tessuti e gli organi del corpo non vengono raggiunti dalla giusta quantità di sangue che necessitano, questo potrebbe creare nei casi più gravi danni al cervello o agli altri organi vitali. L’ipotensione può essere asintomatica o comportare disturbi come capogiri, svenimenti e nei casi più gravi anche uno shock.  E’ una condizione che non va sottovalutata e dovrebbe essere sempre sottoposta all’attenzione del medico.

Ipotensione: tipologie

La misurazione della pressione avviene analizzando due valori: la pressione sistolica e la pressione diastolica. La prima, viene misurata quando il cuore pompa il sangue verso l’organismo, la seconda quando il cuore è a riposo, cioè tra un battito e l’altro.

Una persona adulta dovrebbe avere valori di pressione inferiori ai 120/80 mmHg (millimetri di mercurio), il primo valore indica la pressione sistolica, il secondo la pressione diastolica. Quando invece i valori sono inferiori ai 90/60 mmHg, allora si è in presenza di ipotensione.

Esistono tre tipologie di ipotensione:

  1. l’ipotensione ortostatica,
  2. l’ipotensione neuronale mediata,
  3. l’ipotensione grave legata allo shock.

L’ipotensione ortostatica è un calo di pressione dovuto ad un cambio improvviso di posizione, quando si passa velocemente ad esempio da una posizione sdraiata ad una seduta.

Può avere come conseguenza alcuni disturbi come capogiri e vertigini, in genere di durata molto breve. Subito dopo la pressione ritorna ai suoi valori normali. Colpisce spesso gli anziani più debilitati, ma può manifestarsi a qualsiasi età, soprattutto a persone costrette ad uno stato di immobilità. Se compare durante la gravidanza tende a scomparire subito dopo il parto.

L’ipotensione postprandiale è una forma di ipotensione ortostatica che si presenta con un calo di pressione che avviene subito dopo i pasti, in genere colpisce soggetti che soffrono di ipertensione, di patologie legate al sistema nervoso centrale e le persone anziani.

L’ipotensione neuronale mediata è legata invece ad una difficoltà di comunicazione che si viene a creare tra organismo e cervello; quest’ultimo, anche se l’organismo è già in presenza di una condizione di pressione bassa, rallenta ancora di più il battito cardiaco perché riceve un errore di informazioni, provocando così un ulteriore abbassamento di pressione. Questo può provocare sintomi come svenimenti e mal di stomaco. E’ una patologia che si manifesta in genere nei bambini e nei ragazzi.

L’ipotensione legata allo shock avviene quando la pressione raggiunge livelli molto bassi tali da non riuscire a fornire agli organi vitali la corretta quantità di sangue per poter espletare le loro funzioni. Se si viene colpiti da questa tipologia di ipotensione è indispensabile rivolgersi ad un medico in modo tempestivo contattando il 118 perché potrebbe avere conseguenze anche fatali. In genere questa patologia può dipendere da gravi infezioni, emorragie, disturbi renali o disidratazione improvvisa.

Ipotensione: cause

L’ipertensione può essere causata da vari fattori, alcuni dei più frequenti sono:

  • infezioni,
  • emorragia improvvisa,
  • disturbi legati ai nervi,
  • disturbi endocrini,
  • disturbi cardiaci,
  • shock anafilattico.

Gli esperti hanno notato un legame tra l’ipotensione ortostatica e un alto livello di disidratazione del corpo, dovuto ad un eccesso di perdita di liquidi rispetto a quelli assunti, causato in genere da uno stato febbrile, diarrea, vomito o sudore.

Anche l’assunzioni di alcuni tipi particolari di farmaci come diuretici, betabloccanti, Ace inibitori, farmaci per ansia e depressione, può favorire la comparsa di questa patologia. Il medico valuterà la necessità di modificare al paziente la terapia in corso in caso si manifestasse un grave stato di ipotensione.

L’ipotensione dovuta a shock potrebbe essere legata anche a disturbi di tipo cardiaco come aritmia o infarto cardiaco.

ipotensione sintomiIpotensione: sintomi

L’ipotensione può essere una patologia asintomatica e quindi si presenta senza provocare particolari disturbi. In questi casi il medico una volta constatato che la persona che ne è soggetta è sana, tende generalmente a non prescrivere farmaci perché è una sua condizione fisiologica.

Altre volte invece può essere la causa di forti disagi che necessitano inevitabilmente di essere curati. I sintomi che si possono presentare con maggiore frequenza sono:

  • stato di confusione mentale,
  • nausea e vomito,
  • vertigini,
  • debolezza,
  • svenimenti,
  • vista appannata,
  • emicrania.

Il medico valuterà in base ai sintomi che si presentano e al fattore scatenante, la terapia giusta da prescrivere.

ipotensione cureIpotensione: come curarla e prevenirla

Il medico effettua la diagnosi dell’ipotensione visitando il paziente analizzando la respirazione, i valori della pressione sanguigna sia in posizione sdraiata che in piedi, il polso e la temperatura del corpo. Potrebbe inoltre prescrivere alcuni esami per identificarne la possibile causa come esami del sangue, delle urine ed eventualmente un elettrocardiogramma, una radiografia al torace o un’ecografia addominale.

Il medico una volta individuata la causa che provoca l’ipotensione prescrive al paziente la terapia più idonea per il suo caso. Se ad esempio la causa è l’assunzione di particolari tipi di farmaci che provocano un abbassamento di pressione, valuterà una terapia alternativa.

Il medico potrebbe inoltre prescrivere una cura a base di farmaci in grado di alzare la pressione sanguigna.

È possibile in generale prevenire l’ipotensione evitando lo stato di disidratazione (immettendo quindi quotidianamente la giusta quantità di liquidi nel corpo), soprattutto in caso di ipotensione ortostatica, evitando bruschi cambi di posizione (alzandosi ad esempio in modo graduale), e cercando di consumare pasti non eccessivamente abbondanti (in caso di ipotensione postprandiale). Sarebbe poi consigliato  evitare di stare in piedi per troppo tempo e, nel caso in cui questo non fosse possibili, ad esempio se si è costretti  ad assumere questa posizione per motivi lavorativi, utilizzando delle calze contenitive.

Fonte:

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