L’ernia inguinale è una patologia in cui si ha una protusione, ossia una fuoriuscita di parte del contenuto addominale, nell’area pelvica e si presenta come un rigonfiamento su uno o entrambi i lati dell’inguine.
È un disturbo molto frequente nella popolazione adulta, soprattutto maschile, e può portare a complicazioni anche gravi se non opportunamente trattata.
Le cause dell’ernia inguinale
La parete addominale è formata da una serie di fasci muscolari molto resistenti che hanno lo scopo di contenere gli organi nella loro posizione naturale.
La causa dell’ernia inguinale è un indebolimento della parete muscolare addominale fino al suo completo cedimento. I muscoli non riescono più a contenere le viscere che in parte trovano una via di fuga verso l’esterno.
Tale indebolimento muscolare può essere facilitato da particolari condizioni come:
- stile di vita sedentario,
- obesità,
- problemi digestivi,
- strappi muscolari,
- sollevamento di carichi pesanti,
- stipsi,
- tosse cronica,
- aumento della pressione addominale a causa dell’ipertrofia prostatica.
Questa patologia colpisce principalmente gli uomini rispetto alle donne, nove casi su dieci, a causa delle differenze anatomiche tra i due sessi e dello sviluppo nei primi mesi del feto. Infatti i testicoli, partendo da una posizione addominale, tendono a scendere verso la loro posizione finale attraverso il canale inguinale. Questo canale può rimanere parzialmente aperto e il tessuto della parte addominale che lo ricopre rimanere debole. È proprio in questo punto, delicato e ricco di vasi sanguigni, che si ha una maggiore probabilità di formarsi l’ernia inguinale.
A seconda delle cause scatenanti possiamo avere due tipologie di ernia inguinale:
- indiretta: in questo caso la patologia è congenita,
- diretta: quando è legata ad un indebolimento della parete addominale che avviene per altre cause.
I sintomi dell’ernia inguinale
Questa patologia difficilmente è asintomatica. Il sintomo più evidente è un visibile rigonfiamento della parete addominale che ha ceduto, che lentamente si fa sempre più prominente, fino ad arrivare nel sacco scrotale nell’uomo e nel grande labbro nella donna. Questa tumefazione appare di un colore diverso rispetto al resto della pelle circostante, a causa dell’alto numero di capillari presenti, e può presentarsi su un solo lato oppure su entrambi i lati dell’inguine.
Anche un dolore diffuso, associato ad un senso di debolezza o di pressione all’inguine, è un sintomo molto comune. Può aumentare con un’attività fisica eccessiva, se si fa un lavoro in cui si è costretti a stare troppo tempo in piedi, dopo un pasto pesante oppure durante una defecazione difficoltosa.
Come viene effettuata la diagnosi
Durante la visita di controllo specialistica, il medico rivolgerà al paziente una serie di domande relative alla patologia, ai sintomi riscontrati e allo stile di vita seguito (anamnesi). Quindi effettuerà una visita medica approfondita della parete addominale per vedere se l’ernia può essere riportata facilmente nella sua posizione di partenza.
Se necessario verranno prescritti ulteriori esami per studiare la situazione generale tra cui la visita cardiologia, la radiografia del torace e vari esami del sangue. Infine se viene deciso un intervento chirurgico verrà effettuata una visita specialistica anestesiologica.
Come curare l’ernia inguinale
Non esistono farmaci in grado di curare e risolvere l’ernia inguinale e gli unici che possono venire prescritti sono quelli per limitare il dolore. Stesso discorso per i rimedi naturali o omeopatici in cui si possono provare prodotti antinfiammatori in grado di limitare i sintomi più fastidiosi.
Sicuramente utile può essere seguire una dieta adeguata, suddivisa in piccoli pasti durante tutta la giornata, ricca di acqua e formata da cibi leggeri facilmente digeribili in modo da favorire la digestione. L’obiettivo principale è di diminuire la pressione addominale e far risultare i sintomi meno fastidiosi.
Anche cambiare stile di vita può essere utile e gli esperti consigliano di dedicarsi a qualche sport in modo da migliorare la struttura e la tonicità muscolare e tenere sotto controllo il peso corporeo. Sempre valido è il consiglio di limitare fumo ed alcool.
L’ernia inguinale viene curata essenzialmente tramite un trattamento chirurgico più o meno invasivo:
- tradizionale aperto,
- laparoscopico mini invasivo.
Nell’operazione chirurgica aperta il chirurgo effettua un’incisione nell’inguine, riporta l’ernia nella sua sede iniziale e rafforza la parete muscolare con una maglia di fibre sintetiche.
Nell’operazione chirurgica laparoscopica mini invasiva il chirurgo inserisce, attraverso delle piccole incisioni nell’addome, un tubicino provvisto di telecamera (il laparoscopio), quindi ripara l’ernia attraverso l’utilizzo di maglie sintetiche.
In genere questa seconda metodologia non viene utilizzata nel caso in cui l’ernia è molto grande o il paziente ha già subito in passato interventi nella parete pelvica.
Il tempo di recupero è abbastanza veloce ma è importante prestare attenzione a non sollevare carichi eccessivi per non compromettere l’esito dell’operazione. L’intervento è abbastanza sicuro e difficilmente insorgono complicanze post-operatorie.
Precisiamo che in alcuni casi l’intervento chirurgico non è risolutivo e l’ernia può ricomparire dopo alcuni anni dall’operazione.
Le complicazioni dell’ernia inguinale
Se la patologia non viene trattata nel modo opportuno può dare origine a complicazioni tra cui ernie inguinali incarcerate ed ernie inguinali strozzate.
L’ernia inguinale incarcerata è un’ernia che si blocca nell’inguine e non può essere riportata nell’addome. Se non curata può peggiorare e portare a un’ernia strozzata, in cui l’afflusso di sangue all’intestino viene compromesso, provocare forti dolori e gravi infezioni fino ad arrivare alla perforazione dell’intera cavità addominale (peritonite). In questi casi è necessario un intervento chirurgico d’urgenza per eliminare il problema alla radice.
Fonte: www.ernia.it