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Chirurgia Generale

L’ernia ombelicale nei bambini e negli adulti

ernia ombelicale adulti e bambiniL’ernia ombelicale è un tipo di ernia addominale (così come l’ernia inguinale), che si manifesta come un rigonfiamento nella zona della cicatrice ombelicale. Può verificarsi sia nei bambini che negli adulti.

Nei casi più gravi può degenerare in ernia “incarcerata” o “strozzata” comportando gravi complicanze. Sottoponiamoci quindi ad una visita medica chirurgia non appena notiamo i sintomi propri di questa patologia.

L’ernia ombelicale nei bambini: scopriamo cos’è

L’anello ombelicale è una “porta” che si trova nella parete addominale dove sono localizzati i vasi sanguigni che trasportano le sostanze nutritive dalla mamma al feto; di solito quest’apertura si chiude da sola subito dopo la nascita, ma alcune volte rimane aperta lasciando fuoriuscire una piccola parte dell’intestino, creando appunto l’ernia ombelicale. E’ spesso diffusa nei neonati prematuri o sottopeso, di solito scompare nel primo anno di vita.

Se le dimensioni sono inferiori ai 2 cm, il più delle volte scomparirà da sola in breve tempo. Il medico spesso non consiglia alcuna terapia; bisogna avere pazienza ed aspettare che la natura faccia il suo corso.

Alcuni esperti sconsigliano l’uso di bendaggi contenitivi perché potrebbero provocare irritazioni alla pelle delicata del bambino appena nato, ed inoltre potrebbero impedire il normale sviluppo dei muscoli dell’addome.

In linea generale, il consiglio del medico, è quello di intervenire chirurgicamente solo nei casi in cui l’ernia:

  • provoca un forte dolore (con conseguente pianto intenso del bambino),
  • si gonfia eccessivamente,
  • è ancora presente all’età di 3/4 anni,
  • è diventata “incarcerata” o “strozzata”.

Sarà comunque il medico dopo aver effettuato un’analisi accurata, a definire la necessità o meno di un intervento chirurgico.

ernia ombelicale adultiL’ernia ombelicale negli adulti

Negli adulti l’ernia ombelicale è conseguenza di un cedimento dei muscoli addominali.

Una delle cause più ricorrenti è l’aumento della pressione intraddominale che può essere dovuta a:

  • gravidanze multiple,
  • obesità,
  • tumore nella cavità addominale,
  • ascite (presenza di liquido nella cavità addominale),
  • cirrosi.

L’ernia ombelicale può provocare sintomi come dolore, bruciore, gonfiore addominale e arrossamento della pelle.

E’ un disturbo da non sottovalutare perché potrebbe portare delle conseguenze anche gravi come ad esempio il rischio di infiammazioni quando l’ernia rimane “incarcerata”, comportando sintomi come dolori molto forti e vomito; o anche nel caso di ernia “strozzata” che provoca la mancanza di afflusso del sangue al livello intestinale (che può portare la necrosi dei tessuti).

Non esistono terapie che riescono a far regredire l’ernia, ma l’unico modo è intervenire chirurgicamente.

Esistono due tipi di intervento, quello a “cielo aperto” ossia un intervento chirurgico di tipo tradizionale, dove viene praticata una piccola incisione (spesso in anestesia locale) per riposizionare l’ernia al suo posto naturale. Viene poi inserita una “rete” compatibile con il nostro organismo, che servirà come contenimento della parete addominale.

Altro tipo di intervento è quello “laparoscopico”, una tecnica più evoluta che prevede delle piccole incisioni nelle quali viene inserita una microtelecamera (laparoscopio) che permette di osservare l’addome dall’interno. Per mezzo una strumentazione ad hoc l’ernia viene riposizionata al suo posto. Di solito viene effettuato in anestesia generale.

Sarà il medico al quale ci siamo rivolti a consigliarci il tipo di intervento più adatto al nostro caso.