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Chirurgia Plastica

Chirurgia estetica, facciamo il bis

Continua ad aumentare il numero di pazienti costrette a ricorrere ad un secondo intervento estetico per porre rimedio ai danni provocati dal primo o anche perché semplicemente insoddisfatte dei risultati ottenuti. Il maggior numero di errori riguarda le protesi mammarie, che interessano l’80% delle operazioni totali ma, come segnalato dal New York Times, tra le operazioni che necessitano di ulteriori interventi ci sono anche i lifting e le rinoplastiche. Secondo un’indagine recente le richieste di un intervento riparatore dopo un precedente andato male sono cresciute del 40%. Si è arrivati al punto di promuovere come un vantaggio l’offerta di un re-intervento totalmente gratuito in caso di insuccesso, senza dare spiegazioni chiare di cosa sia successo e soprattutto di come porre rimedio all’errore.
È una dinamica subdolamente perversa in quanto lega psicologicamente il paziente deluso al suo ‘carnefice’, dal momento che scegliere un altro chirurgo comporterebbe dei costi aggiuntivi, spesso eccessivi per le proprie finanze. Proprio la comunicazione tra chirurgo e paziente è spesso lacunosa, sia a causa di una scarsa professionalità che di forti interessi commerciali, con una conseguente cattiva informazione sui reali rischi e sui veri vantaggi di un’operazione. Tante donne operate al seno e rioperate negli ultimi dieci-quindici anni, dimostrano di avere idee vaghe su modello, marca e volume delle protesi inserite e come a volte le protesi rimosse non corrispondano neppure a quanto creduto dalle pazienti.
Assurdamente è proprio la donna, soprattutto se giovane, ad affidarsi a mani inesperte e a non comprendere la delicata funzione che la propria ghiandola ha per la vita familiare presente o futura, per la vita di relazione, e l’interferenza con la prevenzione e la cura dei tumori al seno che ancora oggi rappresentano il maggior rischio oncologico. A causa di uno o più interventi progettati e realizzati male, molte donne soffrono per anni, e ne parlano a mala pena con la persona con cui convivono.
Una volta operato il seno come peraltro il naso, il volto o il gluteo, non potrà mai più ritornare come prima, e non è sempre possibile rimediare agli errori commessi precedentemente con un secondo intervento. Per una corretta operazione è necessaria un’approfondita analisi del paziente e delle eventuali problematiche e delle precauzioni da seguire, ma alcune volte queste regole basilari non vengono rispettate, andando incontro a complicanze di non facile risoluzione nemmeno con un secondo intervento.
Negli ultimi cinque anni la percentuale di pazienti che si sono sottoposti ad una revisione chirurgica più o meno totale è cresciuta fino a raggiungere il 20% del totale. E questa è solo la punta dell’iceberg di chi ha maturato una negativa esperienza con la chirurgia estetica e la medicina estetica. Risultati simili si verificano con l’impiego dei fillers di riempimento per rughe, labbra, zigomi.

Articolo di Redazione
Fonte: Italiasalute.it, 14 gennaio 2011