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Dietologia e Scienza dell'Alimentazione

Cibo Biologico sotto accusa: più sano o più costoso?

Questa è la domanda che tutti gli eco-consumatori si fanno ma alla quale nessuno sa rispondere con certezza: perché i prodotti ‘bio’ sono così cari? Sono più buoni? O più salutari? Chiedetelo a chi si occupa di salute e alimentazione e non otterrete risposta. L’iter per la certificazione dei prodotti biologici è troppo complesso, spiegano i produttori, basta un’infiltrazione da un campo vicino per non ottenerla o vedersela revocata, ma a chi fa un lavoro onesto e sa come coltiva le proprie mele basta questo, senza bisogno di certificati.
E non è affatto sicuro che i prodotti certificati come biologici siano più salutari degli altri. Per la scienza, la linea di demarcazione tra cibo biologico e “convenzionale” non è affatto netta giacché sebbene ormai gli studi sulle proprietà dei cibi biologici in relazione alla salute comincino a essere un bel numero, la gran parte di queste ricerche non è condotta secondo criteri soddisfacenti sul piano scientifico. Ma se i lavori scientifici sono pochi e mancano di dare risposte definitive, il motivo per cui si dovrebbe spendere quell’euro in più di media a cuor leggero, è invece molto chiaro per chi nel biologico ci ha investito e ci crede. Ed è la sicurezza di mangiare un prodotto meno “inquinato” e ottenuto nel rispetto della biodiversità e del benessere del suolo (o degli animali) senza ricorrere a pesticidi e fertilizzanti chimici.
Tutto bello e tutto giusto, se non fosse che ormai questa ricerca della “purezza incontaminata” alimenta un giro di affari che solo in Italia viene ormai stimato in oltre 3 miliardi di euro, mentre il mercato europeo ne vale circa 13 e quello mondiale più di 37. Cifre che sembrano destinate a crescere e, forse, a trasformare in ecosostenibile e biologica anche l’innata avidità dell’essere umano.

Articolo di Redazione
Fonte: L’Espresso, 17 dicembre 2010