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Dermatologia e Venereologia

Emangioma: oggi si cura con il propranololo

emangiomaL’emangioma è un tumore benigno dei tessuti molli, si può manifestare già alla nascita e può svilupparsi in modo anche piuttosto rapido sia in profondità sia in estensione, fino al primo anno di vita. Di solito poi si stabilizza per pochi mesi e successivamente tende a regredire molto lentamente anche per circa 7-8 anni. L’emangioma però non regredisce sempre completamente. Alcuni emangiomi necessitano di un trattamento nella fase di sviluppo, soprattutto quando sono ritenuti “pericolosi” a causa, ad esempio, della loro localizzazione.

Studi effettuati negli ultimi anni per la cura dell’emangioma hanno constatato l’efficacia dell’utilizzo di un principio attivo betabloccante, il propranololo, già ampiamente utilizzato nel campo cardiologico, che oggi trova impiego anche per gli angiomi infantili in età pediatrica. In base ai risultati ottenuti il propranololo sembra interrompere l’evolversi dell’emangioma infantile nella sua fase proliferativa favorendone la regressione.

emangioma propranoloEmangioma: gli studi sul propranololo

Nel 2007 la dott.ssa Cristine Leaute Labreze, una dermatologa del centro ospedaliero dell’Università di Bordeaux, ha scoperto come l’utilizzo del propranololo fosse efficace per la cura degli emangiomi; nel 2008 ha pubblicato il suo primo articolo per mostrare l’importanza dell’utilizzo di questo farmaco.

L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù ha iniziato nel 2010 uno studio per constatare la validità e la sicurezza del propranololo, seguendo gli esiti dei piccoli pazienti e sottoponendoli a frequenti controlli dermatologici accostati in parallelo a controlli cardiologici.

Il recente studio multicentrico internazionale Hemangiol® ha rilevato inoltre un maggiore potere curativo del farmaco con un aumento del dosaggio da 2 mg/kg/die (dosaggio consigliato precedentemente) a 3 mg/kg/die.

In base agli studi effettuati si è constatato che, dopo l’assunzione del farmaco, potrebbero comparire alcuni effetti indesiderati come:

  • diarrea,
  • vomito,
  • ipoglicemia,
  • riduzione della frequenza cardiaca,
  • riduzione della pressione arteriosa,
  • agitazione durante il sonno,
  • asma.

Il medico valuterà in base alla gravità del caso, la necessità della sospensione della cura.

Emangioma: propranololo quando usarlo

Prima di iniziare il trattamento il medico valuterà la reale esigenza dell’utilizzo di questo farmaco, dovuta ad esempio ad un emangioma che potrebbe apportare limitazioni a livello funzionale come alla vista, all’udito, a livello respiratorio, o anche in caso di ulcerazioni o di inestetismo permanente. Controllerà inoltre lo stato di salute generale del piccolo paziente, come la pressione, la frequenza cardiaca, la glicemia e l’attività cardiaca (con un elettrocardiogramma).

Attualmente, in Italia, la terapia del propranololo viene iniziata in ambiente ospedaliero, con un ricovero del bambino per le prime 48 ore, sono poi previsti dei controlli ambulatoriali a scadenze predefinite.

In base alle linee guida, la cura  dovrebbe essere intrapresa tra le 5 settimane e i 5 mesi del bambino, inizialmente fornendo una dose di 1 mg/kg/die, aumentando poi la dose fino ai 3 mg/kg/die, raccomandati per un periodo di almeno 6 mesi.

L’efficacia di questo farmaco sembra dovuta ad un’azione vasocostrittrice, i vasi sanguigni tendono a restringersi riducendo così l’afflusso del sangue all’emangioma. Sebbene gli studi relativi all’assunzione del propranololo si riferiscono ad un arco di tempo piuttosto ristretto (pochi anni), si è notata una maggior efficacia e tollerabilità rispetto alla terapia standard che veniva effettuata con corticosteroidi; secondo i ricercatori, risulterebbe comunque ancora più efficace un breve ciclo di corticosteroidi associato al propranololo.

Fonti:

http://www.ospedalebambinogesu.it/home