La prostata ingrossata (ipertrofia prostatica benigna) è un problema che colpisce molti uomini con l’avanzare dell’età. Recenti studi hanno evidenziato che ne sono interessati il 75% degli uomini sopra i 70 anni fino a raggiungere il 90% nelle persone che hanno superato gli 80 anni.
Considerata l’alta probabilità di avere la prostata ingrossata quando si diventa anziani, è importante capire i sintomi legati a questa patologia in modo da effettuare il prima possibile una visita di controllo da un urologo. Gli esami avranno lo scopo di evidenziare l’entità della patologia e pianificare una cura adatta (si stima che circa il 40% dei pazienti che hanno la prostata ingrossata hanno bisogno di trattamenti medici).
Inoltre la prostata ingrossata può essere il segnale di altre malattie più serie, come il cancro alla prostata, e per questo motivo è importante tenerla sotto controllo.
Cosa è la prostata
La prostata è una ghiandola dell’apparato sessuale maschile cha ha lo scopo di produrre il liquido prostatico, sostanza utile agli spermatozoi durante l’eiaculazione per migliorare la loro sopravvivenza e facilitarli nell’inseminazione dell’ovulo. Quindi avere una prostata in cattiva salute è una delle cause principali dell’infertilità maschile.
Le cause della prostata ingrossata
Non si conoscono ancora con precisione le cause scatenanti che generano una prostata ingrossata. Considerato però che questa patologia è direttamente legata con l’avanzare dell’età, si pensa che dipenda da una variazione dell’equilibrio ormonale nell’uomo (andropausa) e da una variazione del livello di testosterone.
I sintomi legati alla prostata ingrossata
Inizialmente la prostata ingrossata non produce sintomi evidenti e può passare molto tempo prima che il paziente si renda conto del problema.
Quando la patologia si aggrava e l’ingrossamento diventa sempre più importante si potranno avere problemi durante la minzione, in quanto l’aumento di volume della prostata produce una pressione sull’uretra rendendo difficoltosa la fuoriuscita dell’urina.
Sotto queste condizioni la vescica dovrà essere sottoposta ad uno sforzo maggiore per espellere l’urina e, con il passare del tempo, si indebolirà e perderà di efficienza. Inoltre la vescica non si svuoterà completamente e saranno possibili infezioni o formazione di calcoli.
Altri sintomi che dipendono dalla prostata ingrossata sono sempre legati alla minzione:
- frequenti stimoli di urinare durante il giorno (pollachiuria),
- frequenti stimoli di urinare di notte (nicturia),
- sgocciolamento alla fine della minzione.
Gli esami relativi alla prostata ingrossata
Quando sono presenti i sintomi sopra descritti è opportuno effettuare una visita di controllo da un urologo. Gli esperti consigliano anche di effettuare una visita preventiva superati i 50 anni di età, anche in assenza di tali segnali, in quanto la patologia è spesso asintomatica.
Il primo esame a cui verremo sottoposti è l’esplorazione rettale, ossia un esame diretto della prostata effettuato attraverso l’ano, che serve per rilevare le dimensioni e le condizioni della prostata.
Dopo questo primo esame il medico ci potrà sottoporre ad altri controlli più accurati per escludere la presenza di altre patologie (tumori o prostatiti):
- flussometria: ha lo scopo di misurare la velocità e la forza del getto dell’urina durante la minzione in modo da evidenziare eventuali restringimenti del condotto di espulsione,
- Psa (antigene prostatico specifico): serve per capire se si tratta di un possibile cancro della prostata (carcinoma prostatico),
- esame delle urine: utile per determinare la presenza di batteri,
- ecografia prostatica: determina le dimensioni della prostata e individua la presenza di possibili tumori e calcoli,
- misurazione del ristagno di urina: evidenzia il volume di urina residua nella vescica dopo la minzione,
- International Prostata Symptom Score (IPSS): si tratta di un test, utilizzato dagli urologi di tutto il mondo, costituito da una serie di domande legate ad eventuali disturbi e alla qualità della vita del paziente.
Le terapie per la prostata ingrossata
Una volta che il medico ha determinato la presenza della prostata ingrossata, probabilmente consiglierà al paziente determinate cure farmacologiche che, a seconda del caso specifico, saranno a base di inibitori della 5alfa-reduttasi o alfa bloccanti.
Esistono anche particolari terapie a base di prodotti naturali che vanno, però, sempre assunti sotto il controllo medico evitando il fai da te.
Gli effetti visibili di queste cure sono in genere lenti e possono dare i primi risultati anche diverse settimane dopo il loro inizio. È per questo motivo che i medici consigliano di tenere la prostata sotto controllo in modo da intervenire il prima possibile.
Se le cure prescritte non danno risultati positivi, alla fine sarà necessario un intervento chirurgico per risolvere il problema alla radice.
L’intervento più comune è la resezione endoscopica della prostata (Turp) dove, attraverso l’introduzione di uno strumento attraverso l’uretra, il chirurgo rimuove il tessuto prostatico interessato. Si tratta di un intervento che viene effettuato in anestesia locale con una degenza di un paio di giorni ed una convalescenza di qualche settimana.
Un altro intervento molto utilizzato è tramite l’utilizzo di laser.
La prevenzione della prostata ingrossata
I medici consigliano sempre di lavorare sulla prevenzione piuttosto che intervenire su una patologia in stato avanzato.
Nel caso della prostata ingrossata è consigliato effettuare giornalmente una moderata attività fisica e prestare attenzione alla dieta e allo stile di vita quotidiano.
In particolare è importante assumere molta frutta e verdura, come i pomodori che contengono il licopene che ha un’azione protettiva per la prostata. Allo stesso tempo bisogna limitare l’assunzione di cibi grassi, carni rosse e bevande alcoliche.
Fonte: http://www.medicina360.com/