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Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

Stitichezza e intestino pigro, le possibili cure.

stitichezzaLa regolarità intestinale non è facile da raggiungere data la variabilità della propria alimentazione, ma spesso si trascurano alcune tecniche per rilassare l’intestino e per favorire il transito del cibo. Diversi studi, tra cui un recente libro sulla costipazione interna, sono concordi nell’affermare che sono varie le possibilità di contrastare la cattiva alimentazione e le problematiche del cosiddetto “intestino pigro”.

Nel tempo i problemi di costipazione portano ad avere disturbi come le emorroidi o conseguenze più gravi come soffrire di diverticoli. Per questo è fondamentale prevenire situazioni croniche.

La stitichezza, i sintomi.

stitichezzaUn disturbo molto frequente nei paesi dove l’abbondanza di cibo e la vita sedentaria creano disturbi all’apparato intestinale. La stitichezza o stipsi, colpisce circa il 10% dei bambini e aumenta fino ad arrivare al 40% massimo nei soggetti sopra i 65 anni. Si tratta, inoltre, di un disturbo del transito intestinale frequente tra le donne in gravidanza, particolarmente nei primi 3 mesi.

Le cause della stitichezza possono essere varie, soprattutto sono date dalla cattiva alimentazione ma per ogni caso è importante da parte del gastroenterologo, valutare anche fattori psicologici o di patologie collaterali.

Mentre per i sintomi, lo stato di alterazione delle funzionalità dell’intestino interessa la difficoltà a defecare, con episodi di evacuazione infrequente e incompleta, con sforzi e presenza di feci dure. La sensazione maggiore è quella di ostruzione ano-rettale e di ostruzione del condotto che permette una regolare evacuazione giornaliera, o almeno ogni due giorni.

Se la situazione è transitoria è possibile che sia dovuta a diversi fattori alimentari e si può variare la dieta o usare una tantum dei lassativi, mentre se la situazione di stitichezza è cronica e perdura per oltre due-tre mesi, è necessario valutare una terapia adeguata.

Le possibili cause della stitichezza

Nel momento in cui gli alimenti digeriti attraversano il colon, avviene l’assorbimento dell’acqua ancora presente negli alimenti e la formazione di quelli di scarto ovvero le feci, che le contrazioni muscolari vanno a spingere verso il retto. In questa fase sono ancora solide, dato che la maggior parte dell’acqua contenuta è stata già assorbita dal colon.

Se la percentuale di assorbimento è troppo alta, oppure le contrazioni del colon sono troppo deboli, le feci si muovono lentamente, si induriscono e si seccano.

Alla base di questa irregolarità intestinale spesso ci sono diete sbagliate, per questo ricorrere spesso ai lassativi non è una buona prassi, quando sarebbe molto più importante modificare lo stile di vita alimentare e sedentario.

Prima di tutto, lo scarso consumo di frutta, verdura e cereali integrali possono favorire la stipsi o stitichezza, così come uno scarso apporto di liquidi, dato che al nostro organismo sono necessari circa un litro e mezzo di acqua o bevande liquide giornalieri.

stitichezza fibreLa mancata regolarità intestinale è dovuta anche a diete squilibrate, senza grassi per esempio: troppa attenzione ad eliminare i grassi, può favorire il rallentamento della digestione o peristalsi, con i movimenti intestinali troppo lenti.

Bastano degli accorgimenti dietetici per verificare se la situazione della stitichezza non sia dovuta ad altri fattori, come depressione e ansia.
Per la prevenzione della stitichezza a livello alimentare è necessario un aumento del consumo di fibre alimentari, almeno 25-30 grammi al giorno, così come alimenti “lassativi” (ad esempio prugne o succo di prugna) e liquidi in abbondanza.

Può essere utile evitare tè e caffè (tranne i casi in cui il caffè mattiniero può aumentare il movimento intestinale), così come i fritti e i grassi di origine animale.

Lassativi per la stitichezza, pro e contro

Quando si ricorre ai lassativi, ci si arriva perché la stitichezza è divenuta cronica e non basta regolare l’attività con una corretta alimentazione. Devono essere sempre presi sotto controllo medico e per brevi periodi, dato che i lassativi possono avere delle controindicazioni, che potrebbero anche peggiorare la situazione di stitichezza.

Esistono diversi tipi di farmaci purgativi:

  • lassativi stimolanti che aumentando la motilità intestinale
  • lassativi a base di fibre che formano la massa
  • lassativi osmotici che aumentano il volume delle feci
  • ammorbidenti fecali che rendono soffici le feci e facilitano l’evacuazione.

I lassativi osmotici sono molto utilizzati, non vengono assorbiti dall’intestino e trattengono acqua nelle feci, per renderle così morbide, idratate e favorendone l’espulsione giornaliera. lassativiQuesti lassativi possono essere prescritti sia a bambini che a donne in gravidanza, anche ai sofferenti di patologie per cui altri tipi di lassativi non sono consigliati.

Servono alcuni giorni prima che facciano effetto come regolatori del transito intestinale, al contrario dei lassativi stimolanti che agiscono subito ma irritano l’intestino.Questi ultimi, infatti, sono consigliati solo in alcuni casi, come i farmaci antistitichezza, che sono abbastanza diretti nello stimolare la peristalsi dell’intestino (procalopride e linaclotide) ma vengono prescritti solo in alcune situazioni, per non compromettere invece stati di disagio intestinale altrimenti regolabili con i lassativi osmotici.

Stress e stitichezza.

A livello di rilassatezza dei tessuti, e quindi anche psicologico, diverse teorie mettono in luce come l’azione inconscia sui muscoli dello sfintere, per non farli rilassare, sia nociva a lungo andare per la salute e potrebbe far sorgere problemi di stitichezza. Ovvero, troppe limitazioni di tempo e modo, così come i tabù intorno alla defecazione, non aiutano quelli che già potrebbero essere problemi a livello intestinale.

È necessario quindi agire su due fronti, quello alimentare e quello psicologico, per favorire un benessere globale e permettere all’intestino di non “bloccarsi”.

La flora batterica intestinale

Da questo punto di vista, la correlazione tra la flora batterica dell’intestino e la produzione di ormoni che influenzano l’umore è ormai chiara alla medicina, che ha sempre più a fondo indagato a connessione tra intestino e cervello. La flora batterica digerisce il cibo, produce energia, è presente nel gruppo sanguigno ed è coinvolta nei processi di produzione ormonale. Uno squilibrio della flora dei batteri intestinali è ormai collegato a diverse malattie infiammatorie intestinali, come l’opposta sindrome del colon irritabile, all’obesità e anche a problemi che investono la stitichezza.

Alcune teorie per facilitare l’evacuazione addirittura puntano non tanto sull’alimentazione quanto sulla posizione tenuta, per cui sollevati sulle gambe, a “squat” come gli animali, sarebbe l’ideale… di certo ad un punto di evoluzione così alto come nel mondo occidentale tali teorie sono difficili da applicare, quindi è sempre consigliabile migliorare l’apporto di fibre e liquidi nell’intestino.

 

Fonti
https://www.timeshighereducation.com/
www.infermieriperlasalute.it