Categorie
Dermatologia e Venereologia

Nuovi rimedi per la vitiligine

Le persone con problemi di vitiligine, la fastidiosa presenza di macchie bianche sulla pelle dovuta a una carenza o a una totale mancanza delle cellule responsabili della pigmentazione cutanea, dette melanociti, possono sperare in nuove tecniche per curare il fastidioso disturbo. Un nuovo metodo terapeutico sviluppato a Bordeaux dal Prof. Yvon Gauthier: il trapianto autologo dei melanociti è stato introdotto dall’Istituto Dermatologico  San Gallicano di Roma.
I risultati ottenuti dimostrano che questa metodica è poco invasiva, dà buoni risultati estetici ed è di facile esecuzione. Il grande vantaggio di tale metodica è che la terapia è mirata e modulabile e non prevede l’irradiamento dell’intera cute ma solo delle aree affette da vitiligine. In questo modo si eliminano in gran parte i rischi e gli effetti collaterali della fototerapia. La vitiligine non è una malattia contagiosa ma neanche un semplice disturbo estetico, poiché diverse sono le implicazioni di tipo sistemico legate ad essa. Il primo fattore causale connesso alla comparsa di questo disordine cronico della pelle è quello ereditario. Per questo esiste  un progetto internazionale impegnato in uno screening dei geni potenzialmente responsabili della suscettibilità della vitiligine. Ma le ricerche nel mondo sono impegnate non solo a ricercare le cause della malattia, ma anche a migliorare le tecniche terapeutiche. Risultati di grande rilievo si stanno ottenendo con il laser ad eccimeri che, per l’appunto, consente una terapia mirata esclusivamente alle zone interessate dalla malattia. L’ultima frontiera in campo terapeutico è rappresentata dal trapianto autologo di melanociti e cellule basali che rappresenta una possibile terapia per forme di vitiligine segmentaria, caratterizzata da una disposizione segmentaria e metamerica delle lesioni, da una scarsa evolutività in quanto tende ad arrestarsi dopo un anno e da una risposta incompleta alla fototerapia e ad altri trattamenti.
La tecnica di trapianto autologo di melanociti prevede il prelievo di un piccolo frammento superficiale di cute dal cuoio capelluto, la preparazione del materiale prelevato attraverso una complessa procedura di dissociazione e la selezione e la conservazione delle cellule epidermiche in condizioni standardizzate. Nell’arco di 24 ore la sospensione cellulare viene iniettata in bolle appositamente create con la crioterapia nella zona colpita da vitiligine. Successivamente, la zona viene sottoposta a medicazioni e dopo circa 10 giorni si procede alla stimolazione delle cellule impiantate e dei melanociti con il laser ad eccimeri, per arrivare alla ripigmentazione completa della zona osservabile dopo circa tre mesi.

Articolo di redazione
Fonte: Italiasalute.it