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Nefrologia

Un test per l’insufficienza renale

Si spera che grazie ad un nuovo test presto sarà possibile sconfiggere l’insufficienza renale. Un innovativo test delle urine, infatti, dovrebbe consentire di diagnosticare con buon anticipo il danno renale acuto (AKI) e di intervenire subito con la strategia terapeutica più appropriata. Il nuovo esame, disponibile dal prossimo autunno anche in Italia, si chiama NGAL (Neutrophil Gelatinase-Associated Lipocalin) e ricerca nelle urine una proteina-marcatore specifica, proprio la Lipocalina Neutrofila Gelatinase-Associata (NGAL).
Rilevare nelle urine NGAL può essere particolarmente utile per curare meglio e prima chi soffre di insufficienza renale acuta: questi pazienti presentano, infatti, livelli di questa proteina 30 volte più alti rispetto a quelli di una persona sana. NGAL è prodotta dai leucociti neutrofili e dai tubuli renali, è presente nelle urine appena 2-4 ore dopo il verificarsi di un danno renale e consente di diagnosticarlo con 46 ore di anticipo rispetto ai test attualmente disponibili e l’importanza della scoperta di NGAL è paragonabile a quella del dosaggio degli enzimi cardiaci in caso di infarto.
Oggi il danno renale acuto (AKI) viene rilevato con l’aumento nelle urine della creatinina serica, un metodo di analisi non specifico per l’AKI che fa diagnosticare una lesione del rene solo dopo 2-3 giorni che questa è avvenuta. Il trascorrere di tutto questo tempo per avere una diagnosi certa può compromettere, in alcuni casi, fino al 50% della funzionalità renale, provocando o la morte del paziente o una sua insufficienza renale cronica grave. Un test come NGAL, invece, che permette una diagnosi precoce di danno renale acuto, può ridurre di molto i rischi per il malato, facendo sì che vangano poste sotto controllo tempestivo la sua idratazione e la sua pressione sanguigna. I decessi causati dall’AKI si attestano al 15%, ma questa triste percentuale sale al 50-80% se sono stati lesionati più organi. Oltre la metà delle persone sopravvissute a un danno renale acuto, inoltre, sviluppa una nefropatia cronica che, nei casi più severi, costringe a fare la dialisi per un lungo periodo di tempo. Il danno renale acuto AKI insorge rapidamente e può manifestarsi anche come complicanza del diabete e di altre malattie croniche: la sua diagnosi tempestiva è quanto mai importante per avere successo nella cura dei soggetti colpiti e ridurne la mortalità.
L’industria ha già elaborato dei kit per la determinazione rapida dell’NGAL, che usati in laboratorio, sono in grado di misurare il livello di questo enzima in circa un’ora, consentendo perciò ai clinici di iniziare ad adottare tutti i provvedimenti protettivi per il rene: evitare l’uso di tutti i farmaci potenzialmente dannosi, mantenere alta la idratazione, favorire in ogni modo la perfusione dei reni.

Articolo di redazione
Fonte: Italiasalute.it