Le ustioni sono dei danni della cute o dei tessuti sottostanti causate dal contatto con una fonte di calore o da una corrente elettrica e rappresentano una delle esperienze più dolorose che una persona possa provare.
Nella maggior parte dei casi si tratta di ustioni di lieve entità che, oltre al dolore, non lasciano neanche una cicatrice. In altre situazioni, però, il contatto può essere prolungato o con una fiamma (o altra sorgente di calore) molto intensa provocando danni anche gravi che vanno trattati in modo repentino.
Le varie tipologie di ustioni
Le ustioni possono essere causate da differenti fattori, non soltanto con il contatto con fiamme:
- Ustione di origine termica, quindi per contatto con fiamme, radiazioni (non nucleari), liquidi bollenti o anche oggetti arroventati.
- Ustioni di origine chimica, dovute al contatto con vari acidi, basi e in generale sostanze caustiche.
- Possono essere provocate anche dalla corrente elettrica.
- L’origine dell’ustione può essere la luce, intensa e prolungata, come quella solare o di un lettino per abbronzarsi.
- Ustioni di origine nucleare a causa delle radiazioni.
Avere un’idea del tipo di causa è utile sia per prestare il primo soccorso ma soprattutto per facilitare il lavoro dei soccorsi una volta allertati (il 118).
Classificazione delle ustioni, i 3 gradi
Generalmente le ustioni sono classificate in base alla profondità ed estensione della lesione:
- Primo grado, ustione superficiale che si presenta con un eritema (arrossamento cutaneo).
- Secondo grado con presenza da subito di bolle e/o vescicole. Il dolore è piuttosto intenso.
- Terzo grado in cui la cute risulta quasi (o totalmente) carbonizzata con distruzione di tutti gli strati della cute e anche dei tessuti ad essa sottostanti.
In generale le più dolorose sono quelle di secondo grado mentre le ultime potrebbero quasi non provocare dolore per la distruzione dei tessuti connettivi.
Oltre a questi problemi un’ustione estesa su una percentuale molto grande del copro comporta molteplici sintomi e squilibri di carattere generale.
La regola del 9 per le ustioni
I medici suddividono, per semplicità, il corpo umano in parti ognuna delle quali ha un valore percentuale.
- Il tronco costituisce il 36% della superficie corporea.
- Testa e collo il 9%
- Arti inferiori il 18% ciascuno.
- Arti superiori il 9% ciascuno.
Se la superficie ustionata è maggior del 10% negli adulti e del 5% nei bambini si avranno degli squilibri gravi di tipo generale nel paziente.
Un’altra distinzione che è utile fare riguarda la gravità di alcune specifiche ustioni in base alla parte del corpo che interessano, sono considerate gravi:
- Ustioni che colpiscono il tratto respiratorio, i tessuti molli e le ossa.
- Ustioni di 2° e 3° grado che colpiscono viso, inguine, mani, piedi e le principali articolazioni.
- Su persone oltre i 60 anni e i bambini sotto gli 8 anni di età.
Il pericolo immediato dovuto alle ustioni, cosa fare per limitare i danni
Oltre al forte dolore le ustioni, se non trattate a dovere, possono portare anche una serie di complicanze particolarmente gravi come:
Se si dovesse essere di fronte a una persona ustionata si consiglia sempre di chiamare soccorsi e spiegare il tipo, causa e grado delle ferite in modo da semplificare i lavoro dei soccorritori.
Se questo dovesse, per qualsiasi ragione, tardare e si dovesse essere costretti ad agire è opportuno, prima di tutto, capire il grado dell’ustione e agire di conseguenza.
Per le ustioni di 1° grado gli esperti consigliano di bagnare con acqua fredda e asciugare senza però strofinare ed eventualmente impolverare con del talco.
Per le altre ustioni (2° e 3° grado) si raccomanda di:
- Soffocare eventuali fiamme ancora presenti sul corpo.
- Verificare se il paziente è cosciente.
- Attivare tempestivamente il 118.
- Non rimuovere abiti che aderiscono alle zone ustionate, non applicare pomate o sostanze grasse o ghiaccio.
- Medicare asetticamente, usare garze mai cotone.
- Dare da bere per evitare i pericoli della disidratazione.
Anche quelle causate da corrente elettrica devono essere considerate, e quindi trattate, come fossero di 3° grado. Andranno trattate si l’ustione di entrata che quella di uscita dell’elettricità.
Per le ustioni causate da sostanze chimiche lavare con molta acqua corrente. Il lavaggio dovrebbe proseguire per almeno 10 minuti, ad esempio l’acido solforico e la calce viva producono calore a contatto con l’acqua.
(Fonte: Dott. Massimiliano Valentini, volontario di Croce Rossa)