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Diabetologia

Diabete? Prevenire è meglio che curare

In Italia si calcola che la malattia colpisca circa cinque milioni di persone. In tutto il mondo la popolazione di diabetici ammonta a 350 milioni: sono numeri da vera e propria epidemia, un’epidemia che dilaga in modo silenzioso, con una sintomatologia che spesso si manifesta tardivamente e la preoccupazione aumenta se si guarda alla crescita di malati tra i giovani e gli adolescenti. Questi sono i numeri usciti fuori al 71° congresso dell’American Diabetes Association (Ada) svoltosi a San Diego e quindi si possono definire numeri ufficiali. Il diabete, sia il tipo 1, sia il tipo 2 andrebbe diagnosticato il più precocemente possibile per ridurre la mortalità e i danni ad altri organi e apparati ma, purtroppo, spesso non accade. Ma a preoccupare maggiormente, come spiega il prof. Ele Ferrannini, ordinario di Medicina interna e responsabile dell’unità del Metabolismo del Cnr a Pisa, è la continua crescita del numero di diabetici rilevata tra i giovani. La guerra al diabete dispone di poche armi, e, tra queste, un posto di primaria importanza lo occupa la dieta.
Ma l’attenzione degli specialisti ora è puntata anche sui progressi della ricerca, sia dal punto di vista tecnologico che da quello farmacologico. Da tempo, ormai, si parla del pancreas artificiale come punto di arrivo di un sistema capace di stimolare la produzione di insulina  e adesso, a San Diego, è stato presentato lo studio di un gruppo di ricercatori della Majo Clinic di Rochester che avrebbe quasi concluso l’allestimento di un pancreas artificiale finalizzato alla produzione di insulina a seconda delle esigenze (individuali e contingenti) del paziente.
Anche sul fronte farmacologico si registrano delle novità: da anni si cerca di individuare nuove molecole che riescano a tenere sotto controllo la glicemia senza rischiare l’ipoglicemia e l’aumento di peso. L’ultima arrivata sul mercato si chiama linagliptin ed è in fase tre di sperimentazione sull’uomo: approvata dall’FDA americana starebbe per avere l’okay definitivo anche dall’europea Ema.
Ma il fronte principale è la lotta all’obesità. Per contrastarla, sopratutto tra la popolazione giovanile e più indifesa, i consigli sono di sottoporre i soggetti a rischio al monitoraggio di peso e altezza da parte del pediatra, di far svolgere un’attività fisica in maniera assidua e sotto la guida di persone esperte.

Articolo di Redazione
Fonte: La Repubblica, 26 giugno 2011