Categorie
Dietologia e Scienza dell'Alimentazione Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

Celiachia, una settimana per saperne di più.

celiachia alimentiDal 16 al 22 maggio è indetta la Settimana Nazionale della Celiachia, ovvero uno spazio temporale e di informazione per conoscere meglio cause e sintomi di una patologia gastrointestinale ancora poco conosciuta e spesso difficilmente diagnosticata a primo impatto.

L’Associazione Italiana Celiachia ha indetto questa settimana di approfondimenti per informare e sensibilizzare tutta l’opinione pubblica su una malattia che colpisce circa 600.000 pazienti in Italia ed è stabile nella popolazione mondiale, con circa l’11% dei casi diagnosticati.

Celiachia, cos’è?

Per molti questa patologia è legata al fatto che chi ne è affetto, tra gli amici o i parenti, non può mangiare la pasta, il pane, alimenti che solitamente la nostra dieta mediterranea mette in tavola più di una volta al giorno. Ma, esattamente, la celiachia oltre queste conseguenze, presenta cause ed effetti anche diversificati che è bene conoscere, anche per una diagnosi accurata e per recarsi, eventualmente, dal gastroenterologo, con più dati possibili.

La celiachia è una malattia autoimmune dell’intestino tenue, che si sviluppa mediante un’intolleranza permanente al glutine, ovvero alla sostanza proteica che si trova nel frumento, farro, grano khorasan (Kamut), avena, segale, orzo e anche cereali meno conosciuti come triticale e spelta.

Esiste una predisposizione genetica alla celiachia e, di solito, i sintomi si possono presentare fin dai primi anni di vita, anche se molti individui se ne rendono conto solo in età adulta.

villi intestinaliL’introduzione del glutine all’interno dell’apparato gastrointestinale, provoca nei celiaci delle lesioni alla mucosa intestinale. La risposta chimico-fisica che provoca l’intolleranza al glutine è data dalla reazione infiammatoria dell’organismo alla gliadina, ovvero una proteina del glutine. La reazione porta ad un troncamento dei villi intestinali, detta anche atrofia dei villi, che rivestono l’intestino tenue.

Quest’infiammazione interferisce con il corretto processo di assorbimento delle sostanze nutritive ingerite attraverso i cibi, dato che i villi stessi sono responsabili di tale assorbimento.

Non si tratta di unallergia alimentare, né tanto meno un’intolleranza temporanea e passeggera: la celiachia presuppone non risposte dal sistema immunitario, ma dal punto di vista intestinale.

Sintomi

Nei casi di celiachia dove i sintomi sono molto forti si verificano dopo l’assunzione di alimenti contenenti il glutine, avvengono episodi di diarrea, progressiva perdita di peso, stanchezza cronica, riscontro dell’anemia. Anche per questa varietà non è semplice la fase della diagnosi, dato che possono essere presenti sintomatologie differenti.

Sintomi gastrointestinali

Diarrea, crampi addominali, gonfiore addominale, dolori all’addome, possibili ulcere della bocca e intolleranza al lattosio (mal digerito e assorbito a causa dei danni ai villi intestinali). Tali sintomi vengono attribuiti alla sindrome dell’intestino irritabile e, quindi, è necessario prestare attenzione per comprendere se si tratti invece di spie della celiachia.

Molti gastroenterologi, infatti, possono ritenere utile effettuare lo screening per la celiachia in pazienti che presentano disturbi del colon irritabile.

Sintomi correlati

A causa del non corretto assorbimento degli alimenti, si verificano carenze di sali minerali, vitamine liposolubili, che nei bambini aggrava la situazione con la perdita di peso e la ritardata crescita.
Per la carenza di vitamina D e lo scarso assorbimento del calcio, si possono presentare forme di osteoporosi e osteopenia.

Inoltre, si può sviluppare l’anemia per malassorbimento del ferro e alcuni pazienti sviluppano una capacità di coagulazione del sangue anormale, per carenza di vitamina K.

Conseguenze

Le persone colpite da celiachia, se non rispettano un’adeguata dieta senza glutine, come visto possono essere soggette a menopausa precoce, osteoporosi, problemi di fertilità e anemia, fino alla possibile esposizione alla comparsa di tumori all’intestino.

È, quindi, importante riconoscere subito i sintomi e comunicarli ad uno specialista in gastroenterologia o dietologia, per poter subito stilare un piano di dieta appropriata, una giusta alimentazione e valutare, con accertamenti ed esami, se sono in corso situazioni più o meno serie riguardo a tali conseguenze.

celiachia alimentiSe qualcuno possa spaventarsi all’idea di non mangiare più gli alimenti ricchi di glutine, è bene sapere che esistono ormai molte alternative sia in commercio a livello di prodotti, sia a livello di ristorazione.
Molte catene di supermercati, ristoranti o aziende hanno un reparto pensato per i celiaci, ed esistono anche corsi di cucina, prodotti gustosi a volte scelti anche da non celiaci per il loro valore nutrizionale e il sapore unico (come il Kamut).
Anche se, è bene ricordarlo, una dieta senza glutine non fa dimagrire né apporta un benessere particolare a chi non soffre di celiachia, quindi è sempre importante mantenere una corretta alimentazione in entrambi i casi.

Inoltre, il Servizio Sanitario Nazionale per i pazienti celiaci prevede l’erogazione di prodotti dietetici senza glutine, previo riconoscimento della patologia.

La diagnosi

Ogni anni vengono effettuate nuove diagnosi di soggetti affetti da questa patologia celiaca ma in realtà molti non sono ancora rilevati, e si stima che su 600.000 italiani (ovvero 1 su 100), solo 150.000 circa sono riconosciuti come tali, dopo approfondimenti diagnostici dal gastroenterologo o dal dietologo e nutrizionista.

Le donne sono colpite in modo doppio rispetto agli uomini e, spesso, la celiachia non viene diagnosticata perché molte persone sono ignare di averla. Nonostante i sintomi siano evidenti, a volte non sono così manifesti da creare complicazioni imminenti.
La celiachia non è guaribile ma diversi sono gli accorgimenti che si possono utilizzare per migliorare il proprio stile di vita, anche con diete adeguate stilate da un dietologo o gastroenterologo specialista.

È importante considerare che la celiachia è una patologia per la quale non è possibile fare una diagnosi fai-da-te!
In presenza di sintomi sospetti, è fondamentale farsi controllare senza abbandonare il glutine secondo il proprio “intuito”.

Solo degli esami approfonditi possono dare la sicurezza della presenza di questa patologia.

celiachia dietaDieta appropriata per celiaci e controlli periodici

Attualmente l’unica terapia per i celiaci è quella di evitamento dei cibi che possono scatenare i sintomi, con una dieta priva di glutine ma non sbilanciata.

È necessario prima di tuttto escludere pane, pasta, biscotti, pizza… alimenti che contengono glutine ma non solo questi. Un forte impegno all’educazione alimentare è necessario per valutare dalle etichette degli alimenti anche altri cibi che contengono glutine.

Questo rigore dietetico è importante e garantisce, così, lo stato di salute.

 

Fonti
http://www.celiachia.it/home/HomePage.aspx