Categorie
Dietologia e Scienza dell'Alimentazione Nefrologia

Dialisi renale, la dieta per reni e sistema cardiocircolatorio

dialisi renale dietaL’alimentazione in dialisi, attività fisica e autonomia motoria sono punti fondamentali della terapia per i pazienti con insufficienza renale cronica che iniziano la terapia sostitutiva, la dialisi peritoneale o la emodialisi.

Una tra le prime necessità in dialisi è quella di cambiare la propria alimentazione, dalle prescrizioni di una dieta con scarse proteine ad un regime alimentare più libero. In tal caso, però non sempre è facile questo approccio e si può passare ad una dieta incontrollata, con introiti esagerati di proteine o carboidrati, con rischio di malnutrizione.

La dieta in dialisi, dalla sottonutrizione alla sovranutrizione

La malnutrizione per difetto è spesso presente nei pazienti in dialisi renale, con stime che vanno fino al 30% dei pazienti, che per timore di una dieta sbagliata in emodialisi, procedono ad una forte selezione e riduzione del cibo. In tal caso il rischio riguarda l’aterosclerosi e la sindrome MIA (associazione tra infiammazione, aterosclerosi, e mortalità cardiovascolare).
Per sottonutrizione non si intende solo un’assunzione di cibo scarsa e inadeguata ma anche un’assunzione errata, dovuta ad uno stato di infiammazione cronica sistemica, uno stato uremico e un basso grado di tolleranza del trattamento di dialisi renale.

La malnutrizione per eccesso, invece, può provocare obesità e associarsi alle diverse alterazioni del metabolismo (sindrome metabolica), con evidenti rischi di patologie cardiovascolari. La situazione di malnutrizione peggiora con un’insufficiente attività fisica.
L’alimentazione sbilanciata è, in ogni caso, fonte di complicazioni che il paziente in emodialisi deve evitare, anche per tenere sotto controllo valori importanti come la iperfosforemia e la iperpotassiemia. Queste alterazioni del metabolismo sono correlate alla terapia di dialisi renale, e per questo sono tenute sotto controllo anche con la dieta.

Iperpotassiemia

Rappresenta un parametro importante, dato che può causare diversi disturbi cardiaci per quanto riguarda i pazienti in dialisi renale. È importante che non si assumano alimenti troppo ricchi di potassio, senza però abolirli del tutto ma farli rientrare nella dieta magari non più di 1 volta a settimana.

dialisi dieta fosforoIperfosforemia

Si tratta di un valore importante, dato che è associato a rischi molto alti per chi si trova in dialisi. Per questo è consigliata una dieta ipofosforica, con introiti minori di fosforo a 1000 mg/giorno anche se, dovendo supportare con altre sostanze, spesso il medico nefrologo o specialista ricorre alla terapia farmacologica per tenere sotto controllo i valori della fosforemia.

La correzione dell’alimentazione in dialisi deve seguire indicazioni precise del dietologo nutrizionista e nefrologo, come supporto alla terapia dialitica e a quella farmacologica.

Errori di alimentazione nel regime libero della dialisi

  • Saltare i pasti.
  • Mancata assunzione del secondo piatto.
  • Digiuno prima della seduta di dialisi.
  • Assunzione di spuntini durante la seduta di dialisi molto ricchi energeticamente.
  • Scarsa assunzione di frutta e verdura.

È importante evitare una dieta monotona e priva di alcuni nutrienti, come di tendenza succede per diversi pazienti in dialisi. Una corretta alimentazione va tarata secondo il metabolismo di ogni paziente, ma rispettando tutte le componenti (circa 60% carboidrati, 25% lipidi, 15% proteine), dato che la dialisi permette un regime alimentare libero.

Peso secco e massa corporea

Tenere un registro alimentare di dieta bilanciata è importante anche ai fini della valutazione medica del peso secco (peso ideale) e dello stato delle masse corporee.

La questione interessa il controllo dei liquidi e fluidi del corpo nel soggetto in dialisi, che sono sempre da bilanciare ai fini del buon funzionamento degli apparati cardio-respiratorio e cardiovascolare, anche per una buona tolleranza alla seduta di dialisi. Lo stato di idratazione corporea segue anche lo stato del peso. Il soggetto in dialisi che presenta un peso secco adeguato, presenta anche un aumento di peso ottimale tra le sedute di dialisi e una buona tolleranza della seduta.

Se, invece, avviene una sottrazione di fluidi corporei brusca, con la sotto-idratazione, si provoca nel paziente un aumento della sete e un aumento del peso eccessivo. Le diete in dialisi ricche di sale, sono responsabili di questo introito aumentato dei fluidi corporei e del peso tra una seduta e l’altra.insufficienza renale

Per mantenere il peso secco stabilito, la dieta deve prevedere un opportuno introito di acqua e altre bevande (circa 500-600 mm), introito di sodio negli alimenti e con sale aggiunto (non oltre i 5 g giornalieri). In pratica, senza aggiunta di sale sarebbe ottimale, dato che il quantitativo presente negli alimenti copre il fabbisogno giornaliero.

In alternativa, sono consigliate anche delle spezie aromatiche come prezzemolo, cipolla, aglio, basilico, peperoncino, rosmarino, etc. Il gusto non ne risente e si evita di aggiungere sale!

La massa grassa e massa magra

Vanno anch’esse valutate dato che spesso i soggetti che sono in dialisi presentano una ridotta massa muscolare per fattori di età, scarsa attività fisica, ridotto apporto nutrizionale. Spesso sono presenti casi di obesità o sovrappeso, in cui l’intervento del nutrizionista deve aiutare in una dieta che preservi la massa muscolare e non aumenti quella grassa, con una dieta in dialisi costituita da un’adeguata quota di proteine e calorie.

Regolare attività fisica e sport sono consigliati ad ogni paziente, quando possibile, per mantenere in attività la massa muscolare e favorire il sistema cardio-circolatorio.

 

Fonti:
http://www.fondazioneitalianadelrene.org/