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Diverticolite, fattori di rischio, cause e sintomi

fibre_diverticoliteLa diverticolite è una patologia che si sviluppa quando si infiammano o infettano delle sacche (diverticoli appunto), che si trovano sulle pareti del colon.

Gli specialisti non hanno ben chiare le ragioni per le quali questa patologia si sviluppa. Si ipotizza che possa derivare, in prima battuta, da uno scarso apporto di fibre nella dieta.

Senza il giusto apporto di fibre il colon è costretto a lavorare di più, sforzandosi troppo questo può favorire lo sviluppo di piccole sacche all’interno dello stesso colon. In queste si possono bloccare elementi di cibo che poi porteranno ad una infiammazione del diverticolo causando quindi la patologia.

Proprio dei batteri che si insediano nelle “sacche” potrebbero essere, secondo gli esperti, la causa della diverticolite.

Fattori dir ischio della diverticolite.

La diverticolite è una malattia che ha avuto una diffusione maggiore intorno ai primi anni del ‘900, probabilmente, a causa dell’uso di una nuova cucina più ricca di grassi e povera di fibre.

Un regime alimentare di questo tipo, quindi con pochissime fibre necessaria al corretto funzionamento dell’apparato digerente, ha portato l’incidenza della diverticolite a livelli molto alti.

Gli esperti stimano che circa il 10% della popolazione sopra i 40 anni di età ne è affetta in maniera più o meno grave. Per diminuire i rischi i gastroenterologi consigliano:

  • Aumentare le fibre.
  • Diminuire i grassi e cibi troppo “complessi”.
  • Bere molta acqua, di solito almeno 2 litri al giorno. Le persone anziane dovrebbero prendere nota di quanto bevono dato che, in loro, il bisogno di liquidi non viene sempre accompagnato dalla sete. Ciò comporta problemi di disidratazione e difficoltà nell’evacuazione.

Da qui si comprende come, secondo recenti stime del Ministero della Salute, circa la metà degli adulti sopra i 60 anni di età soffre di diverticolite.

I principali sintomi della diverticolite.

Se si è affetti dalla diverticolite si può soffrire di uno o più sintomi che solitamente hanno una durata molto variabile, si tratta di periodi che varia da alcune ore fino anche ad alcune settimane.

Questi solitamente includono:

  • Il sintomo più comune è un dolore allo stomaco (il più delle volte si sviluppa nella parte sinistra) che si accentua quando si effettuano dei movimenti.
  • Scarso
  • In rari casi nausea accompagnata anche da attacchi di vomito.
  • Costipazione (frequente).
  • Diarrea.
  • In alcuni casi si possono verificare anche attacchi di febbre o brividi di freddo.

Nel momento in cui si abbia uno o più sintomi è utile una visita dal medico di famiglia per valutare se sia diverticolite o qualche altra patologia.

Potrebbero essere necessati alcuni test diagnostici come del sangue (conta dei globuli rossi) per escludere problemi più gravi.

In seguito il medico, o il grastroenterologo, in base ai test saranno in grado di prescrivere una cura, solitamente a base antibiotica. In rari casi più gravi, in cui non ci sono miglioramenti attraverso l’uso di medicine, sarà necessario un intervento chirurgico.

Le cause della diverticolite.

Le ragioni che infiammano i diverticoli sono, come detto, dovute ad una serie di fattori di rischio che,s e non eliminati, possono scatenarne la patologia.

Se non si può delineare una causa diretta che infiammi i diverticoli possiamo comunque prendere in considerazione una serie di con-cause delineatesi su base empirica come:

  • Una cattiva alimentazione nella quale mancano o sono in quantità minime alcuni alimenti come frutta, verdura, cereali che sono le fonti principali per l’apporto di fibre.
  • La presenza di batteri intestinali che ristagnano proprio a causa delle difficoltà derivanti dallo scarso apporto di fibre dato da una cattiva alimentazione.
  • Poca attività fisica che aiuta notevolmente l’intestino e lo stomaco nelle loro funzioni.

Come spesso accade alcune patologie moderne sono causate da un non corretto stile di vita e da una poca attenzione all’alimentazione. Ci possono essere casi, molto rari a dire il vero, in cui, pur seguendo tutti i dettami della medicina si va incontro alla diverticolite.

Complicanze dovute alla diverticolite.

Pur essendo una patologia molto fastidiosa a volte viene ignorata dal paziente perché i sintomi sono passeggeri e di lieve entità.

Le complicanze principali sono:

  • Veri e propri ascessi delle “sacche diverticolari”. Tale infiammazione o infezione possono propagarsi anche verso la membrana esterna fino alle pareti addominali.
  • Peritonite.
  • Si possono sviluppare anche aperture anormali come fistole.

Le complicanze derivanti da una diverticolite non curata, come visto, possono essere molto fastidiose e pericolose.

Le fibre come aiuto per contrastare la patologia.

L’assunzione di molte fibre ha, come beneficio principale, quello di prevenire problemi come la costipazione, in più diminuisce la pressione arteriosa e aiuta a controllare gli zuccheri nel sangue.

Meglio non mangiare le fibre (ottiche)!
Meglio non mangiare le fibre (ottiche)!

In più, cosa non da sottovalutare, è uno strumento necessario per chiunque voglia perdere qualche chilo di troppo.

L’Istituto di Medicina degli Stati Uniti ha calcolato quante fibre si dovrebbero consumare in funziona del genere e dell’età.

In generale si è valutato che un uomo adulto, di età compresa tra i 19-50 anni di età, dovrebbe consumare una quantità di circa 38 grami di fibre al giorno.

Una donna della stessa età, invece, dovrebbe avere un apporto di circa 25 grammi, che aumenta nelle donne incinta fino anche a 28-29 grammi di pura fibra.

Le fibre si trovano in una serie di alimenti che, purtroppo, si consumano sempre meno a fronte di un utilizzo sempre maggiore di grassi e alimenti complessi.

Gli alimenti che l’Istituto di Medicina degli Stati Uniti consiglia per aumentare la quantità di fibre ingerite ogni giorno sono in generale:

  • Fagioli.
  • Cereali integrali.
  • Lenticchie, ceci.
  • Bacche e frutta secca.
  • Mele con la buccia.
  • Pere.
  • Grano integrale.

I gastroenterologi e dietologi consigliano di aumentare gradualmente le fibre nella dieta in modo che lo stomaco si possa “abituarsi” al cambiamento di regime alimentare per poter diminuire anche il rischio di diverticolite.