Categorie
Dietologia e Scienza dell'Alimentazione

Frittura: fa bene o male? Quale olio usare?

Quali sono le linee guida per una frittura perfetta? Quale olio utilizzare? La frittura fa davvero male?

Secondo una recente indagine, il 48% degli Italiani, acquista gli alimenti per la propria famiglia senza leggere le etichette sulle confezioni. La scelta cade su prodotti molto pubblicizzati, oppure su prodotti provati in precedenza e già apprezzati.

Si tratta di una disattenzione frutto soprattutto di una cultura poco attenta ai valori nutrizionali e sempre più rivolta a soddisfare il piacere e il gusto.

Fortunatamente ci sono moltissime persone che, invece, fanno attenzione a quel che portano sulle proprie tavole, preferiscono cibi poco lavorati, ricette semplici, frutta e verdura di stagione…

Nell’ultimo decennio inoltre, c’è stata un’esplosione di intolleranze alimentari e sempre più persone acquistano cibi privati di glutine o lattosio o determinati conservanti o coloranti.

A tutto questo aggiungiamo un’altra esplosione: i programmi televisivi che hanno per protagonisti chef pluristellati, capaci di impiattare una foglia di insalata farcita come mai aveva pensato di fare la semplice casalinga.

Il risultato è stata un’attenzione maggiore nei confronti del cibo, e ora quando si parla di dieta, non si pensa più alla vicina di casa sovrappeso che vuole dimagrire, ma si pensa, giustamente, ad uno stile di vita alimentare corretto e salutare.

Le informazioni utili per capire quale “dieta” adottare si trovano ormai ovunque, dai periodici in cartoleria, ai libri, ai siti internet, c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma a volte, qualche dubbio resta, per esempio nel caso delle fritture.

La frittura nella storia

Già gli antichi egizi usavano questo metodo di cottura, ma ad abusarne, nel vero senso della parola, furono i Romani:  per un antico romano c’era almeno un pasto al giorno fritto!!

Anche nel Medioevo la frittura rappresentava una metodologia classica di preparazione dei cibi e così è stato per moltissimi anni a venire.

Ma cosa si intende per frittura?

La frittura è un metodo di cottura basato sull’immersione dei cibi nel grasso bollente. Si ottengono così preparazioni tanto appetitose quanto caloriche.

Il grasso utilizzato può essere di origine animale, come il burro, o vegetale, come l’olio di oliva.

Non tutti i grassi però sono idonei alla frittura, hanno infatti differenti punti di fumo: significa che ogni grasso ha una temperatura massima oltre la quale diviene dannoso, oltre tale soglia avviene una trasformazione a livello molecolare che da il via alla genesi di determinate sostanze trasformandole da salutari a nocive.

Inoltre, oli contenenti maggiori quantità di acidi grassi omega-3 e omega-6 non vanno assolutamente utilizzati per la frittura.

Quali oli preferire?

Se per condire la nostra insalata non abbiamo dubbi  e, salvo diverse indicazioni mediche o per una scelta personale di gusti, usiamo l’olio extra vergine di oliva, quando si tratta di frittura qualche domanda può sorgere spontanea.

In vendita ormai troviamo da moltissimi anni oli dedicati esclusivamente alla frittura, oli nati proprio solo con tale scopo, ma non sempre nelle case questi prodotti fanno parte della dispensa, vediamo quindi quale scegliere.

Tenendo conto dell’importanza del punto di fumo e della quantità di acidi grassi presenti negli oli vegetali, possiamo dire che il miglior olio per friggere in casa è l’olio di arachide.

Questo olio ha un punto di fumo abbastanza alto: 130 gradi e una quantità di acidi grassi polinsaturi bassa (meno della metà di quelli presenti nell’olio di girasole per esempio).

Quali sono le linee guida per una frittura perfetta?

  • Preparare adeguatamente gli alimenti da friggere facendo in modo che siano il più asciutti possibile.
  • Munirsi di un termometro da cucina per controllare costantemente la temperatura dell’olio che non deve comunque mai superare i 180 gradi.
  • Tamponare il cibo fritto per eliminare l’eccesso di olio.
  • Sostituire l’olio se necessario ma mai rabboccarlo con olio fresco e pulito.
  • Una volta utilizzato provvedere al corretto smaltimento dell’olio. 

La frittura fa davvero male?

Spesso ci si ritrova a rinunciare ad un boccone saporito e invitante per via della paura che la frittura faccia male.  A fare davvero male è l’abuso della frittura, così come non è salutare mangiare troppi dolci o troppi carboidrati o troppe proteine, in ugual misura non è salutare mangiare troppi cibi fritti.

L’eccesso non va mai bene!

Una persona in buona salute e con una buona forma fisica può consumare 2 o 3 porzioni di fritti alla settimana, chiaramente si parla di piccole porzioni.

Chi invece sta seguendo una dieta ipocalorica finalizzata la dimagrimento non può dimenticare che i cibi fritti assorbono una quantità tale di olio da far schizzare molto in alto il numero di calorie consumate, in questo caso sarebbe bene limitarsi alla consumazione di un cibo fritto al mese e certamente di una porzione molto piccola.

Una buona idea è quella di associare il consumo di alimenti fritti a verdure fresche così da limitarne l’assorbimento dei grassi.

Cosa comporta un consumo eccessivo di alimenti fritti?

Sicuramente il primo e più visibile danno e’ l’aumento di peso, ad esso si collegano poi tutti i vari rischi cardiovascolari.

Consumare molti cibi fritti determina un aumento del colesterolo e il rischio di cancro.

Non dimentichiamo che il fegato viene chiamato ad un surplus di lavoro per la digestione corretta dei cibi fritti, quindi con il tempo anche le funzioni epatiche potrebbero risentirne.

Per concludere:

Non è necessario demonizzare la frittura, qualche piccolo accorgimento sull’uso del giusto olio e, come in tutte le cose, utilizzare buon senso e moderazione!

Fonte: www.sicurezzanutrizionale.org