La dieta vegetariana è da sempre vista in modo molto dubbioso dalla maggior parte delle persone abituate all’abbacchio alla scottadito o enormi grigliate di salsicce e bistecche.
Di sicuro non è una dieta alla quale gli occidentali sono molto abituati e si hanno dubbi sia sulle sue proprietà nutrizionali che, forse soprattutto, per il piacere della tavola.
Capire poi effettivamente cosa sia e chi sia un vegetariano è in effetti più complicato di quanto si pensi. Come nelle migliori famiglie anche i forzisti della verdura e della frutta si dividono in tante piccole sette ognuna con idee personali su cosa di debba o possa effettivamente consumare.
Negli USA la società non profit Vegetarian Resource Group ha stilato un questionario molto accurato per capire quanti siano effettivamente, nel Paese, vegetariani “puri”.
La percentuale è di circa il 2-3% quando, al contrario, altre statistiche meno approfondite mostravano valori superiori anche il doppio o il triplo. Tale discordanza di risultati deriva dalla percezione che molti hanno della dieta vegetariana.
I tre grandi “mondi” della dieta vegetariana.
Secondo la “tradizione” ci sono tre fazioni nella dieta vegetariana:
- I lacto-ovo vegetariani i quali non consumano assolutamente pesce e carne ma arricchiscono la loro alimentazione con uova e latticini (formaggi, latte, gelati, yogurt). Questi rappresentano la maggior parte dei vegetariani nei Paesi Occidentali e negli stati Uniti.
- I lacto vegetriani che, rispetto ai precedenti, non mangiano neanche le uova e tutti i prodotti che le contengono considerandole comunque un alimento “animale”.
- Infine ci sono i vegetariani che seguono una dieta molto più rigida nella quale vengono esclusi tutti i prodotti di tipo animale, quindi anche uova e latte, in alcuni casi persino il miele. In più i vegani, la maggior parte se non tutti, evitano di acquistare prodotti in pelle di animale come anche seta, cuoio e addirittuta la lana.
Da qui si comprende come la dieta vegetariana, in tutte le sue forme, oltre ad avere un forte impatto sulla salute del singolo ha, per alcuni, una valenza sociale ed etica molto più profonda.
Comunque per i nutrizionisit, quando si parla di vegetarianesimo si intende una persona che segue una dieta vegetariana, questo non prende in considerazione gli aspetti esterni all’alimentazione, come ad esempio l’uso di materiali di derivazione animale.
Perché diventare vegetariani.
La scelta o meno di seguire una dieta vegetariana è profondamente personale, gli esperti raccomandano di informarsi a riguardo su tutti gli aspetti nutrizionali, ma anche pratici.
Se per un adulto i principi nutritivi di una dieta di questo tipo sono sufficienti, e in certi casi ancora più validi, per i giovani potrebbe essere una scelta non adatta. Diviene quindi fondamentale rivolgersi a dietologi e nutrizionisti che siano in grado di fornire tutta le informazioni per prendere una decisione corretta.
In ogni caso scegliere di seguire una dieta vegetariana non è un contratto vincolante a vita, se non ci trova a proprio agio o si cambia idea si può tranquillamente tornare indietro, magari facendo tesoro delle informazioni acquisite.
Quando si decide di aumentare l’apporto di frutta, verdura, cereali e legumi nella propria dieta si fa comunque una scelta valida ma, come detto, rivolgendosi a dietologi e nutrizionisti esperti.