Una delle ultime verità scientifiche accertate dalle discipline che si occupano di nutrizione, Scienza dell’Alimentazione ed Endocrinologia su tutte, è strettamente collegata al sonno.
Le giuste ore dedicate al sonno sembrano infatti essere una sorta di prerequisito per dimagrire, dato che recentemente si è scoperto esistere un legame tra il ciclo sonno-veglia e la predisposizione a ingrassare, celato in un macchinoso intreccio relazionale tra ormoni e neurotrasmettitori.
Le prime tracce dell’esistenza di un rapporto molto stretto tra ciclo sonno-veglia e alimentazione sono emerse da indagini che mettevano in relazione fenomeni diversissimi come le ore di sonno e il peso, senza però poter dimostrare un nesso determinante. Ma cosa accade quando persone fisicamente sane sono obbligate a dormire per un numero di ore al di sotto della soglia minima di circa sei/otto ore? Da ricerche condotte in varie università americane sembrerebbe che questi soggetti perdano la sensibilità al glucosio, ritrovandosi così automaticamente nelle condizioni di predisposizione al diabete e all’obesità. Quello che sembra comunque accertato in via definitiva è che l’alterazione dei normali cicli circadiani alteri e comprometta il metabolismo.
Si è quindi scoperto che tutti i principali elementi coinvolti nella regolazione del peso e dell’appetito sono influenzati dall’alternanza di sonno e veglia e che tutti questi elementi hanno un andamento fluttuante nell’arco della giornata: il metabolismo dell’insulina, la funzionalità della leptina (l’ormone fondamentale per la sazietà), l’andamento delle riserve di grasso bruno, la regolazione della temperatura e molto altro. E questo ha almeno una conseguenza molto importante: l’obesità può essere vista anche come una patologia derivante dalla perdita di armonia in questo delicato equilibrio.
Una volta portati avanti questi nuovi filoni di ricerca e compresi meglio i meccanismi molecolari, si potrà verosimilmente pensare a interventi mirati e più efficaci per risolvere il problema.
Articolo di redazione
Fonte: L’Espresso