Categorie
Dietologia e Scienza dell'Alimentazione Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Lunga vita con le mandorle

Se anche la Bibbia cita il mandorlo, vorrà pur dire qualcosa. Ma tralasciando la simbologia e la storia di questo albero bellissimo che tutti, quando fiorisce a inizio primavera, ci incantiamo a guardare, occorre anche considerare la realtà che la mandorla è un ottimo concentrato di minerali (ferro, calcio, fosforo, magnesio, rame) utili per la prevenzione di molte malattie come trombosi, infarto, Alzheimer, Parkinson.
A rendere ancora più preziosa la vecchia, cara, umile mandorla è però la presenza di acidi grassi omega3-omega6 insieme con la vitamina E. Questa unione la rende dal punto di vista nutrizionale superiore e più benefica di qualsiasi altro tipo di frutta secca. Il nostro organismo, infatti, ha bisogno di una certa quota di vitamina E che viene considerata la regina degli agenti antiossidanti.
Assumendo perciò quotidianamente la giusta dose di vitamina E e di omega3-omega6 con le tipiche tre mandorle giornaliere, noi mettiamo in azione meccanismi di protezione e prevenzione utili a scongiurare quelle malattie metaboliche succitate. Per chi volesse seguire questa indicazione dietetica, va ricordato però che un etto di mandorle fornisce un apporto di 603 chilocalorie; si tratta quindi di un alimento molto energetico, carico di grassi poli-insaturi con una ottima dose di proteine vegetali (circa il 16%) e pochi carboidrati (appena il 4%). La mandorla contiene anche un’altissima quantità di fibra vegetale che aiuta a far assorbire meno grassi e zuccheri nell’intestino.

Articolo di redazione
Fonte: Io donna