La salute del seno della donna non va sottovalutata ma richiede costanti e frequenti controlli per poter prevenire il cancro al seno, e, qualora individuato, intervenire con tempestività con le dovute cure.
Affidiamoci a personale medico esperto e qualificato per prenderci cura al meglio di noi stessi.
Salute del seno e alimentazione
Gli esperti hanno evidenziato l’esistenza di una correlazione tra i tumori alla mammella e l’alimentazione. In base ad alcuni studi effettuati dall’American Institute for Cancer Research è emerso che abitudini alimentari scorrette possono essere responsabili della comparsa di 3 tumori su 10.
Anche in caso di tumori al seno è importante quindi porre molta attenzione a cosa mangiamo per ridurne il rischio.
Introducendo i cibi giusti sin da bambini, ne trarrà beneficio tutto il nostro organismo.
Domanda:
Quali sono i cibi da preferire?
Risposta:
Bisognerebbe mangiare durante l’arco della giornata almeno cinque porzioni di frutta e verdura, accompagnati da cereali integrali, semi oleosi e legumi. Bisognerebbe ridurre il consumo di carni rosse, in scatola, conservate, ridurre il consumo di sale sostituendolo con spezie saporite.
In questo modo si apportano la giusta quantità di fibre e vitamine e componenti antiossidanti come vitamina C, E, zinco, folati, selenio e carotenoidi.
Non dovrebbe mancare poi il consumo di pesce, soprattutto quello ricco di omega 3 come il salmone, pesce azzurro (alici, sardine, sgrombri…) e merluzzo.
Domanda:
Cosa sono gli Omega 3?
Risposta:
Gli Omega 3 sono chiamati “grassi essenziali” perché il nostro corpo non è in grado di produrli da solo; sono acidi grassi che rientrano nei “grassi buoni” che aiutano la riduzione dei trigliceridi e del colesterolo cattivo nell’organismo, aumentando il colesterolo buono. Sono di aiuto in caso di pressione alta, e problemi cardiovascolari; in base ai risultati di alcune ricerche, sarebbero anche in grado di rallentare la crescita del tumore al seno.
Domanda:
In quali alimenti sono presenti gli Omega 3?
Risposta:
Gli omega 3 sono presenti in alcuni pesci, ma anche in cibi di origine vegetale come i semi di lino e noci. Inoltre sono presenti anche in verdure come cavolini di Bruxelles, cavolfiori e spinaci. Ricordiamo che sono sensibili al calore e alla luce.
Domanda:
E’ vero che l’aglio e la cipolla sono considerati alimenti antitumorali?
Risposta:
Si è vero, i composti solforati presenti nel loro interno riducono l’effetto cancerogeno dei nitriti e dei nitrati.
Domanda:
Cosa sono i composti solforati?
Risposta:
I composti solforati contengono zolfo organico importanti per il meccanismo di difesa del nostro organismo.
Domanda:
Quale frutta si dovrebbe preferire?
Risposta:
Dovrebbe essere consumate soprattutto arance, ricche di vitamina C, uva e frutti di bosco, ricchi di sostanze antiossidanti. E’ importante comunque variare e assumere ogni giorno frutta di vari colori, ogni colore contraddistingue diverse componenti benefiche presenti nel suo interno.
Domanda:
Quale verdura si dovrebbe preferire?
Risposta:
Dovrebbero essere consumate verdura a foglie verde come spinaci, broccoli, asparagi e cavoli perché ricche di folati, e ortaggi di colore giallo-arancione come zucca, carote, peperoni, perché ricchi di carotenoidi.
Domanda:
Cosa sono i folati?
Risposta:
I folati sono vitamine appartenenti al gruppo B, un adulto dovrebbe assumerne in media 0.2 mg al giorno.
Domanda:
Cosa sono i carotenoidi?
Risposta:
I carotenoidi sono pigmenti vegetali con un’azione antiossidante, in grado di contrastare i radicali liberi.
Domanda:
Esistono bevande consigliate con azione anticancro?
Risposta:
Si, consigliate dagli esperti sono il tè verde, nel quale sono presenti i polifenoli, spremute, frullati e centrifughe, ricche di vitamine.
Domanda:
Cosa sono i polifenoli?
Risposta:
Sono antiossidanti naturali presenti nelle piante in grado di reagire contro i radicali liberi, eliminandoli.
Domanda:
Ci sono delle cotture da privilegiare o da evitare perché possono sprigionare sostanze cancerogene?
Risposta:
Si, alcune cotture come la cottura alla griglia possono produrre sostanze cancerogene, soprattutto se in caso di cottura di carne, altre cotture, invece, come la cottura a vapore sono ritenute più sane. Da evitare o comunque da limitare, è la frittura. Attenzione va fatta al punto di fumo dell’olio, superato il quale possono essere sprigionate sostanze tossiche dannose per la nostra salute.
Seno e tumore: le indagini per fare prevenzione
Il seno della donna è purtroppo soggetto, soprattutto nel mondo occidentale, per svariati motivi, ad essere colpito da forme di tumore. Per cercare di intervenire con tempestività nel modo più corretto è importante un’accurata prevenzione e controlli frequenti.
Domanda:
Cos’è il tumore al seno?
Risposta:
Il tumore al seno è una malattia dovuta ad una moltiplicazione incontrollata di cellule della mammella che si trasformano in cellule maligne.
Domanda:
Come si effettua una corretta diagnosi?
Risposta:
Una corretta diagnosi si effettua sottoponendosi ad una mammografia e ad un’ecografia al seno. In alcuni casi particolari potrebbe essere richiesta una risonanza magnetica. Il medico potrebbe poi richiedere una biopsia (ossia il prelievo di cellule) o un esame citologico (ossia il prelievo di parte del tessuto) in caso di presenza di un nodulo sospetto.
Domanda:
Visita senologica: di cosa si tratta?
Risposta:
La visita senologica viene effettuata da un medico senologo, viene prima effettuata un’anamnesi della paziente, poi un esame visivo del seno, e un’analisi tramite palpazione effettuata in posizione supina su di un lettino.
Domanda:
Quando dovrebbe essere effettuata una visita senologica?
Risposta:
Secondo il parere degli esperti, se non ci sono casi che necessitano una maggiore attenzione, bisognerebbe sottoporsi ad una visita senologica intorno ai 25-30 anni con cadenza annuale. E’ comunque consigliata sia prima di quest’età, sia nell’intervallo di tempo che intercorre tra una visita e l’altra l’autopalpazione.
Domanda:
Cos’è l’autopalpazione?
Risposta:
L’autopalpazione è una forma di autocontrollo della salute del proprio seno, di semplice esecuzione, che si può effettuare tranquillamente a casa propria, gli esperti consigliano almeno una volta al mese, nel periodo compreso tra il settimo e il quattordicesimo giorno dal ciclo mestruale. In caso si dovessero notare cambiamenti o situazioni sospetto non giungiamo a conclusioni affrettate ma rivolgiamoci a medici esperti e qualificati per una corretta diagnosi.
Domanda:
Come si effettua l’autopalpazione?
Risposta:
L’autopalpazione si effettua prima con un’analisi visiva del seno ponendosi davanti allo specchio. Poi sdraiate in posizione supina, analizziamo il seno con la pressione dei polpastrelli nella zona dal cavo ascellare al capezzolo, effettuando movimenti circolari, in entrambe i seni. Le due mammelle possono presentare leggere differenze perché non sono perfettamente simmetriche.
Domanda:
Quali sono i cambiamenti del seno ai quali dovremmo porre attenzione nel caso si verifichino?
Risposta:
Molta attenzione va posta all’eventuale presenza di secrezioni dal capezzolo, cambiamenti nella forma del seno, arrossamenti, zona retratte nella cute, noduli. In questi casi è bene rivolgersi al proprio medico per chiarire ogni dubbio.
Domanda:
Quali sono i noduli che dovrebbero destare sospetto?
Risposta:
Generalmente se un nodulo è mobile, non presenta una consistenza molto dura, ed ha una forma limitata potrebbe essere di natura benigna.
Al contrario se il nodulo presenta una consistenza dura, una forma irregolare e non è molto mobile allora potrebbe essere di natura maligna. Ricordiamoci sempre comunque che solamente medici esperti possono effettuare una corretta diagnosi, non traiamo conclusioni affrettate, magari anche errate.
Domanda:
In cosa consiste un’ecografia al seno?
Risposta:
L’ecografia al seno è un esame che consiste nell’emissione di onde ad ultrasuono a bassa frequenza tramite una sonda che viene fatta passare sulle mammelle. Viene prima cosparsa la pelle con un gel per ottenere delle immagini più leggibili. Su un di un monitor vengono poi riportate le immagini che definiscono la conformazione interna della mammella.
Domanda:
Quando dovrebbe essere effettuata l’ecografia al seno?
Risposta:
In base al parere degli esperti la donna dovrebbe iniziare ad effettuare un’ecografia mammaria già dai 25-30 anni, dopo aver comunque effettuato una visita senologica dove il medico valuterà in base a vari fattori personali, se effettuarla e ogni quando ripeterla.
Domanda:
In cosa consiste la mammografia?
Risposta:
La mammografia è un esame diagnostico, della durata di pochi minuti, che consiste attraverso l’emissione di una piccola quantità di raggi x, nella compressione, prima di un seno, poi dell’altro, tra due lastre. Con questo esame è possibile individuare cambiamenti molto piccoli nella conformazione interna delle mammelle. È un esame complementare all’ecografia al seno.
Domanda:
Quando dovrebbe essere effettuata la mammografia?
Risposta:
Generalmente viene prescritta a partire dai 40 anni di età, e ripetuta dopo uno o due anni a seconda dei casi;in casi poi particolari, se ad esempio esiste una familiarità con il tumore al seno o sono presenti noduli sospetti, potrebbe essere consigliata anche prima.
Sarebbe meglio effettuarao nei giorni subito successivi l’inizio del ciclo mestruale.
Domanda:
La mammografia è un esame che può comportare dei rischi?
Risposta:
Attualmente viene utilizzata una strumentazione in grado di emettere quantità molto basse di raggi X, che, in base al parere degli esperti, non dovrebbero comportare rischi sulla salute.
Salute del seno e secrezioni dal capezzolo
Domanda:
Quali sono le varie tipologie delle secrezioni dal capezzolo ?
Risposta:
Le secrezioni al capezzolo possono essere multicolore, distrofiche, lattiginose, siero-lattiginose, ematiche, siero-ematiche, sierose, acquose. In presenza di questi disturbi è consigliato un consulto medico.
Domanda:
Quando tendono a manifestarsi le secrezioni dal capezzolo ?
Risposta:
Le secrezioni in genere compaiono in un’età compresa tra i 30 e 50 anni.
Domanda:
Da cosa dipendono le secrezioni dal capezzolo ?
Risposta:
Le secrezioni dal capezzolo possono avere svariate cause, possono dipendere da condizioni benigne o anche, nascondere problematiche più complesse. Possono essere fisiologiche, soprattutto se il periodo in cui si manifestano è quello premestruale o precedente la menopausa, possono essere correlate ad eventuali infiammazioni, o essere il sintomi di un cancro al seno. Per questo motivo è importante non sottovalutarle ma porle all’attenzione del proprio medico.
Salute del seno e capezzolo introflesso
Domanda:
Ho un capezzolo introflesso, di cosa si tratta nello specifico?
Risposta:
Il capezzolo introflesso è una condizione che si manifesta con un’assenza di prominenza del capezzolo, di un solo o di entrambi i seni, essere quindi unilaterale o bilaterale.
Domanda:
Da cosa dipende il capezzolo introflesso?
Risposta:
Dipende da un’anomalia dei dotti galattofori, che sono in questo caso più corti e trattengono al normale fuoriuscita del capezzolo. Le cause che potrebbero determinarlo rientrano eventuali traumi, infiammazioni, ereditarietà, infezioni o anche cancro.
Domanda:
Il capezzolo introflesso può manifestarsi anche negli uomini o solamente nelle donne?
Risposta:
Si, è una condizione che può interessare anche il genere maschile.
Domanda:
Quali sono i trattamenti previsti in caso di capezzolo introflesso?
Risposta:
A seconda del grado di introflessione del capezzolo, che va dal “grado 1” meno intenso, al “grado 3” più grave, il medico, dopo aver effettuato una visita senologica, stabilisce il trattamento più appropriato in base al singolo caso. Potrebbero essere sufficienti dei trattamenti di tipo manuale, tra le tecniche più utilizzate ricordiamo la tecnica di Hoffman, che aiuta il capezzolo ad assumere la corretta posizione, fino a dei trattamenti di tipo chirurgico.
Salute del seno e papilloma intraduttale della mammella
Domanda:
Papilloma intraduttale della mammella, di cosa si tratta?
Risposta:
Il papilloma intraduttale è un tumore di origine benigna, formato da tessuto ghiandolare e fibroso e da vasi sanguigni, tende a comparire nei dotti lattiferi della mammella. Generalmente ha dimensioni ridotte e difficilmente è percepibile con la palpazione.
Domanda:
Quali trattamenti prevede il papilloma intraduttale della mammella?
Risposta:
In alcuni casi ne viene consigliata la rimozione per evitare che possa degenerare in un carcinoma.
Domanda:
In che età tende a manifestarsi?
Risposta:
Generalmente tende a comparire tra i 30 e 40 anni, ma potrebbe manifestarsi anche in età più giovane.
Domanda:
Quali tipologie di papilloma intraduttale della mammella esistono?
Risposta:
Le tipologie che si manifestano con più frequenza sono il papilloma intraduttale solitario e il papilloma multiplo.
Domanda:
Come faccio ad accorgermi della sua presenza?
Risposta:
Il papilloma intraduttale non è sempre visibile con la mammografia, né percepibile con la palpazione, ma esistono alcuni sintomi che possono manifestarsi in sua presenza come ad esempio secrezioni di un liquido siero-ematico o limpido dal capezzolo, dolore, noduli, ingrossamento del seno. Il medico potrebbe comunque richiedere di effettuare un’ecografia al seno, indagine più efficace per identificare questa patologia, o anche un esame citologico del liquido che fuoriesce dal capezzolo, per escludere la presenza di cellule tumorali, o anche una duttografia.
Domanda:
Cos’è un duttografia?
Risposta:
La duttografia è un indagine che ha lo scopo di analizzare la ghiandola mammaria e i dotti, tramite l’introduzione di un piccolo catetere nel dotto dove viene inserito un liquido di contrasto. Si procede poi con una mammografia.