Sono circa novantamila l’anno le puerpere che cadono in depressione dopo aver partorito, eppure le forme diagnosticate sono meno della metà. Nella realtà di tutti i giorni, questo è un disturbo che viene sminuito, sottovalutato, quasi rimosso. Basandosi su questi dati di fatto, l’Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) ha deciso di promuovere “A smile for moms, un sorriso per le mamme”, campagna triennale di sensibilizzazione presentata a Palazzo Chigi, per far sentire meno sole le donne afflitte da questo problema.
Va infatti tenuto conto che a livello generale la depressione è un disturbo temuto più del tumore al seno. Il progetto si articolerà su più fronti, quelli classici della nostra epoca voyeuristica: è stato infatti realizzato un sito web, www.depressionepostpartum.it, dove le donne potranno chiedere informazioni e consigli agli esperti tramite i forum. Poi verrà trasmesso in tv uno spot e sono già stati messi in rete i primi sei centri italiani di eccellenza impegnati su questo fronte (Milano, Torino, Pisa, Ancona, Napoli e Catania). Inoltre al Senato è già stata approvata una mozione bipartisan di 68 parlamentari che chiede al governo di impegnarsi perché all’interno di tutti gli ospedali vi siano realtà competenti ad assistere adeguatamente le donne coinvolte in questi problemi.
La depressione in gravidanza e post partum può essere prevenuta e curata, già durante la gestazione; lo sostengono gli esperti che affermano di aver rintracciato ben venticinque fattori di rischio. Comunicarli alle neomamme e alle coppie e formare i medici è fondamentale, anche perché questo disturbo influisce sullo sviluppo del feto e la salute del bambino una volta cresciuto. Complessivamente, per evitare di sottovalutare il problema, bisogna tener presente che in totale la depressione post partum colpisce il 16% delle donne e che il 20% delle neomamme ha episodi depressivi nel primo anno dopo il parto.
Articolo di redazione
Fonte: Corriere della sera