Ad una coppia che programma una gravidanza si possono suggerire 10 regole d’oro da rispettare se si vuole vivere la gravidanza senza particolari ansie.
Per rispettare tali regole è necessario recarsi dallo specialista ponendo alcune domande a cominciare da: quali sono i rischi genetici per il tuo bambino.
Gravidanza: 10 regole d’oro
- I rischi genetici che può incontrare il tuo bambino
Il fattore più conosciuto per le anomalie cromosomiche nei figli è rappresentato dall’età materna in particolare se superiore ai 35 anni, poiché in questa condizione i rischi aumentano. La buona notizia deriva dal fatto che possono essere individuati nella storia personale dei genitori e dei loro rami familiari così come nella loro mappa cromosomica. In tal modo vengono alla luce malattie ricorrenti, complicanze nelle eventuali precedenti gravidanze, malattie congenite. Allo specialista va comunicata l’eventuale consanguineità del coniuge. In Italia molte coppie di origine mediterranea ci sono numerosi portatori sani di talassemia (malattia appartenente alle emopatie ereditarie che comporta anemie per la riduzione o l’assenza di sintesi dell’emoglobina nel sangue). In caso di risultati che fanno emergere il diabete, la gravidanza andrebbe iniziata dopo aver stabilizzato la glicemia.
- Accertarsi se sei protetta (hai gli anticorpi necessari) dalle malattie che potrebbero ripercuotersi sul nascituro.
Le infezioni costituiscono una delle cause più frequenti di malattie materne con ripercussioni sul feto. Tra queste, le più pericolose per la salute e la crescita del bimbo in utero sono la rosolia, toxoplasmosi, il citomegalovirus. Nelle bambine è infatti prescritto il vaccino contro la rosolia tra i 15 e i 18 mesi ed è associato al morbillo e alla parotite; nel caso in cui non si sia effettuata è eseguibile 2 mesi prima di iniziare la gravidanza. Per quanto riguarda il CMV, quasi l’80% delle donne risulta immunizzata; anche l’immunità non è totale la reinfezione è meno rischiosa tanto che si calcola un 2% di bambini di feti con danni). Dal momento che il contagio può avvenire, essendo a contatto con l’urina di bambini piccoli cambiando i pannoloni, è consigliabile lavarsi bene le mani dopo aver cambiato il bimbo. La toxoplasmosi si contrae, entrando in contatto con le feci del gatto, carne cruda o poco cotta, frutta e verdura inquinate. C’è anche in questo caso un suggerimento ovvero la verifica dell’immunità e con la ricerca ogni 3 mesi di anticorpi anti-toxoplasma.
Oltre a queste infezioni vanno menzionate la varicella, il morbillo o l’HIV. Per ciascuna di esse è possibile la vaccinazione all’inizio o prima della gravidanza.
- Cura dell’alimentazione
Una sana e corretta alimentazione sia da un punto vista qualitativo che quantitativo è importante per il benessere materno e fetale. In toto si prevede un aumento fisiologico e giusto di circa 9-11 kg al termine della gravidanza. Proteine, lipidi e carboidrati rispettivamente nel 20%, 15%, 65%; vitamine e sali minerali sono contenuti nella frutta e verdura. Talvolta è necessaria un’integrazione con ferro e calcio.
- cosa evitare: fumo, alcool…
Il fumo andrebbe evitato o ridotto al minimo poiché potrebbe causare ritardi di crescita così come l’alcol; è consentito ½ bicchiere di vino a pasto. Tutte le droghe inoltre vanno abolite poiché passano nella placenta e compromettono l’esito della gravidanza. Per quanto riguarda le radiografie sono preferibili le risonanze al loro posto.
- assunzione farmaci
Se presi con cautela non creano particolari danni sul feto. Tutti gli specialisti sono a conoscenza di quali farmaci sono prescrivibili, quali no o con quale posologia. Anche le anestesie per piccoli interventi chirurgici non destano problemi generalmente. Se si hanno malattie croniche basta avvisare il ginecologo che valuterà con quali modalità poter assumere i farmaci.
- test preventivi ed illustrativi
- BI-TEST, test da effettuare tra l’11ma e la 13ma settimana,
- misurazione della plica nucale.
- TRI-TEST, che si esegue a 11 settimane per controllare eventuali anomalie fetali,
- ricerca del DNA fetale nel sangue materno,
- ecografia morfologica tra la 19 e la 21ma settimana.
- Considerare i rischi benefici delle procedure per una diagnosi prenatale precoce.
Il prelievo dei villi coriali tra l’11 e la 13ma settimana di gravidanza e del liquido amniotico tra la 16 e la 18 settimana rappresenta il “golden goal” per la diagnostica cromosomica. Il rischio di perdere il bimbo è del 2% se si effettua il prelievo dei villi, dell’1% per il liquido amniotico. Si potrebbe, in alcuni casi, prelevare il sangue fetale in una fase tardiva, ma il rischio è più alto.
- eseguire un’ecografia nei tempi giusti
E’opportuno conoscere nel dettaglio l’anatomia e la regolare crescita nel feto dei vari organi ed apparati come anche della loro funzionalità.
- prevenire malformazioni
E’ utile sapere che alcuni problemi possono essere risolti sin da quando il feto è in utero o alla nascita. Ci riferiamo a cardiopatie, anomalie dell’apparato urinario o dell’apparato gastro-intestinale, che si possono curare senza determinare conseguenze nella vita successiva del bambino.
- individuare eventuali malattie metaboliche alla nascita
Tra queste si menzionano la fibrosi cistica, l’ipotiroidismo e l’ipoacusia (udito debole): si prelevano alcune gocce di sangue dal feto e si depositano su carta assorbente.
Gravidanza: prevenzione e controllo
La conoscenza delle 10 regole dovrebbe spingervi a recarvi dallo specialista che ti saprà indicare sia le leggi che tutelano la tua gravidanza sia i rischi ambientali sia infine quelli derivanti da certi tipi di lavoro.
Dopo tutta questa cautela, godetevi la gravidanza!
FONTE:
FONDAZIONE ASM PER LA SALUTE DELL’INFANZIA (www.fondasm.it).
