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Ginecologia e Ostetricia

Liquido seminale e fertilità: possibili problemi del tuo partner

Liquido seminale e fertilità: è importante, per una coppia che vuole avere bambini, sapere prima quante possibilità ci sono e da chi potrebbero dipendere eventuali problemi. In questo articolo l’attenzione sarà rivolta all’infertilità maschile. È un problema abbastanza diffuso se si considera che l’infertilità è dovuta non solo a cause fisiologiche, ad anomalie nel funzionamento degli organi della riproduzione, ma talvolta può essere temporanea, nel caso in cui, l’uomo è particolarmente stressato, vive o lavora in ambienti poco salutari o è depresso per altre ragioni; è un fattore temporaneo in assenza di patologie dell’apparato riproduttivo.
Quali sono le cellule germinali maschili? Come tutti sapranno, sono gli spermatozoi, prodotti da dei tubicini presenti nei testicoli.

Liquido seminale e fertilità: quali le maggiori cause dell’infertilità maschile?

Generalmente i motivi sono 3: bassa produzione o poca motilità degli spermatozoi, anomalie dell’apparato genitale (dal punto di vista anatomico, fisico o fisiologico ossia problemi connessi con la produzione degli spermatozoi e del liquido seminale), problemi ormonali. Tutto ciò non vuol dire che si riesca sempre a capire le ragioni per le quali l’uomo è sterile, pur tuttavia è il caso di analizzare quel che si pensa in caso di diagnosi di infertilità.
Iniziando con i problemi legati agli spermatozoi, va precisato che gli stessi dovrebbero avere la forza di muoversi con una velocità idonea a nuotare verso gli ovociti da fecondare penetrandoli (capacitazione), dopo aver attraversato con successo il muco cervicale.
Liquido seminale e fertilità foto copertinaOltre alla motilità degli spermatozoi, è necessario che l’uomo riesca a produrre una quantità di sperma sufficiente alla fecondazione: può essere un caso di aspermia (liquido seminale insufficiente), il suo liquido seminale non presenta spermatozoi (azoospermia) o sono in numero ridotto (oligospermia) o ancora hanno una forma anomala.
Quindi riepilogando un numero insufficiente di spermatozoi (oligospermia), una motilità non congrua (astenospermia), un’anomala morfologia degli spermatozoi (oligo-asteno-spermia).

Liquido seminale e fertilità: cosa si intende per anomalia morfologica?

La morfologia anomala è abbastanza frequente ed appartiene alla percentuale maggiore dei casi di infertilità. Tali anomalie possono riscontrarsi nella testa, nella coda o nel segmento intermedio. La morfologia è il parametro seminale più significativo per verificare la maturità e la capacità funzionale degli spermatozoi; essendo questi ultimi numerosi, per risultare fertili, è necessario che almeno il 70% non presenti alterazioni.
Quanto alla testa, potrebbe avere una forma più piccola del normale o essere rotonda o infine doppia; per quanto riguarda il segmento può essere asimmetrico o troppo angolato. Infine, la coda in caso di sterilità si presenta o più corta del normale, o a forcina o arrotolata.

Quali i possibili altri problemi?

È indicativo, anche se non sempre significativo, valutare il numero dei leucociti e delle cellule germinali ovvero i leucociti dovrebbero essere pari al milione e le cellule germinali avere una forma particolare.
L’osservazione può essere eseguita al microscopio o attraverso un test che individui gli anticorpi antispermatozoo; esso è raccomandabile in caso di ipomotilità, come anche se il paziente ha subito interventi ai testicoli o traumi, per avere un’ulteriore conferma o una maggiore chiarezza.

La nomenclatura correlata ai parametri seminali

Per fare un breve quadro limitandoci alle situazioni più semplici e frequenti le elenchiamo di seguito:

Aspermia: assenza di liquido seminale o eiaculazione retrograda in vescica.
Astenoteratozoospermia: la percentuale di spermatozoi con motilità progressiva inferiore al 20%.
Astenospermia o Astenozoospermia: assenza di spermatozoi nell’eiaculato.
Criptozoospermia: bassissimo numero di spermatozoi presenti durante l’eiaculazione.
Emospermia: Presenza di ematocriti nell’eiaculato.
Normospermia: Presenza di una quantità normale di spermatozoi con motilità progressiva.
Oligozoospermia: Valori inferiori rispetto alla norma di spermatozoi con motilità.
Teratozoospermia: Percentuale di spermatozoi morfologicamente normali inferiori al 20%.

In caso di azoospermia è possibile concepire?

Sì. Se fino a qualche anno fa, all’uomo azoospermico (con l’assenza totale di spermatozoi nel liquido seminale dopo il rapporto) non veniva offerta alcuna possibilità di concepire, attualmente si può affermare che con le nuove tecnologie, quasi il 50% riesce a fecondare un uovo. Ciò è dovuto alla diversità tra le azoospermie: l’una è una forma ostruttiva, l’altra non ostruttiva. In quest’ultima, i tubuli dei testicoli producono un numero normale di spermatozoi, ma le vie che devono percorrere per venire all’esterno sono ostruite; per questo motivo nel liquido seminale non arrivano.
Ma perché si soffre di azoospermia? Di solito il fattore genetico è il motivo prevalente nelle forme non ostruttive; la presenza di un cromosoma X in sovrannumero nel corredo cromosomico maschile, dà luogo a caratteri maschili poco sviluppati. Oltre alla genetica, un’altra causa sono la parotite ovvero gli “orecchioni” avuti dopo la pubertà; questa malattia può danneggiare in modo permanente la gonade maschile. Radio o chemioterapia hanno una forte influenza negativa sulla produzione dei testicoli, come anche l’esposizione protratta a sostanze chimiche o tossiche o infine l’assunzione di droghe.
Cosa dire dell’azoospermia ostruttiva? La natura dell’azoospermia ostruttiva può essere traumatica e il più delle volte può dipendere da un intervento chirurgico, come l’ernioplastica inguinale bilaterale o una vasectomia.

Come si distingue quella ostruttiva da quella non ostruttiva?

Va studiata la storia clinica del paziente, dalla quale deriva il primo orientamento diagnostico. Per escludere possano esservi problemi di tipo genetico, va richiesta una mappa cromosomica: se il cariotipo risulta normale, si procede con dosaggi ormonali (ormoni ipofisari, FSH, LH, prolattina e testosterone). Un altro esame utile è l’ecografia scrotale con il color doppler, finalizzata a valutare il volume e la struttura del testicolo. Vi sono poi altre indagini miniinvasive che permettono di recuperare gli spermatozoi come anche l’esame istologico.

Conclusioni

Dal momento che dagli ultimi anni ad oggi sono stati fatti notevoli progressi e il problema si potrebbe risolvere, perché non analizzare da subito le cause, trovando gli eventuali rimedi, ove possibile?! Prima scoprite il perché della vostra infertilità, prima sapete se, come e in quanto tempo potrete concepire un ovulo.

 

Fonte: Infertilità umana, a cura di Giovan Battista Sala ed altri, 2014