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Medicina e Attualità

Il mistero dell’anestesia

L’articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine cerca di squarciare il velo di mistero che caratterizza l’anestesia generale e il suo esatto funzionamento sull’organismo. Lo scritto ripercorre tutte le conoscenze acquisite cercando di armonizzarle per tentare di comprendere i meccanismi alla base dell’azione dei farmaci che inducono lo stato di incoscienza necessario per intervenire sul paziente.
Le informazioni presentate nel lavoro sono essenziali per la possibilità di una più approfondita comprensione dell’anestesia generale. Uno snodo fondamentale è definire i limiti tra anestesia, sonno e coma.
Partendo dagli stadi fisiologici che caratterizzano l’anestesia generale (assenza di coscienza, amnesia, assenza di percezione del dolore e assenza di movimento ) si è rivolta l’attenzione alle somiglianze e alle differenze fra gli stati che sono più simili, il sonno e il coma. Dall’analisi è emerso che soltanto negli stati più profondi del sonno si possono intravedere delle somiglianze con quelli più leggeri dell’anestesia, dal momento che il sonno naturale si caratterizza per la presenza di cicli alternati tra fasi diverse, mentre l’anestesia generale porta il paziente ad una condizione ideale per l’intervento e la mantiene stabile per tutto il tempo necessario, inducendo quindi uno stato più simile a quello del coma. Paragonare tout-court l’anestesia generale al coma è impedito più da un fattore scaramantico che non scientifico. Ma la differenza fondamentale fra i due stadi è che l’anestesia generale è un coma controllato dall’anestesista e dal quale è possibile recuperare rapidamente e con sicurezza il paziente.

Articolo di redazione
Fonte: Italiasalute.it, 30/12/2010