I disturbi del discorso e del linguaggio rientrano in ciò che viene definito più scientificamente afasia. Il linguaggio permette la comunicazione e la rielaborazione dei pensieri e delle esperienze, collegando tutte le funzioni che appartengono alla simbologia cosiddetta “fasale”.
Il linguaggio è localizzato in una zona precisa del cervello, che ha come centro un’area della corteccia cerebrale nell’emisfero sinistro, chiamata Silviana o area di Wernicke; il polo anteriore della rete è nota come area di Broca; la prima permette la comprensione del linguaggio, la seconda trasferisce le sensazioni dei neuroni, trasformandole in linguaggio parlato.
Le aree di Wernicke e di Broca sono interconnesse e, a loro volta in comunicazione con altre zone della corteccia stessa, in modo da creare un network fra tutti i link utili ai vari aspetti della funzione linguistica; il network linguistico dimostra un quadro tale che permette di comprendere come avvengono i vari passaggi; se qualcosa interrompe la trasmissione, vuol dire che un qualcosa sta danneggiando l’emisfero sinistro.
Come si valuta clinicamente l’afasia?
La valutazione clinica si avvale della facoltà di comprendere il modo in cui chi soffre di afasia dà il nome agli oggetti, parla in modo più o meno spontaneo, capisce, ripete, legge e scrive. In altre parole bisognerà capire le difficoltà che ha l’individuo quando viene sottoposto ad alcuni test, i cui risultati faranno emergere il problema e la sua entità.
Si parla di afasia con deficit a senso unico nel caso in cui, l’individuo è in grado di riconoscere un oggetto ma non è in grado di pronunciare il suo nome (es. vede un tavolo, sa che è un tavolo ma non pronuncia la parola richiesta, tavolo appunto); è a senso duplice se non riesce a riconoscere ed ovviamente a pronunciare l’oggetto in questione.
L’eloquio spontaneo può essere fluente quando si esprime con parole che compongono una frase completa o non fluente se la frase non è conclusa o è costituita da meno di 4 parole.
La capacità di ripetere viene valutata, invitando il paziente a ripetere singole parole, brevi frasi o sequenze di termini; la lettura viene provata, richiedendo all’individuo di leggere a voce alta ed infine, la scrittura è analizzata da un punto di vista grammaticale, ortografico e nella disposizione di lettere e parole.
Come possono verificarsi le lesioni che portano all’afasia?
Le lesioni o i danni possono coinvolgere il cervello nel suo complesso o alcuni gangli distrettuali.
Le lesioni sistemiche possono avere origini diverse ossia i neuroni scompaiono a causa di patologie importanti quali l’Alzheimer, il Parkinson, nell’alcolismo cronico, nei casi di significativa carenza di vitamina B1, di mancata ossigenazione, un infarto, un trauma cranico, un aneurisma.
Oltre a queste situazioni e patologie vanno menzionate anche le infezioni virali inclusa l’Herpes simplex, le neoplasie al cervello, gli ascessi.
Tra le lesioni distrettuali vanno annoverate le trombosi o le emorragie cerebrali a carico dell’arteria cerebrale media o dell’arteria carotidea interna. Minore è la gravità della lesione, minore sarà il livello di afasia o disfasia.
Il paziente recupera la parola nel giro di pochi giorni gradualmente.
La capacità di comprendere il linguaggio è conservata, ma il discorso è sconnesso e presenta spiccata balbuzie.
A chi è rivolgersi chi soffre di afasia?
Trattandosi di un problema neurologico, lo specialista sarà il neurologo. Questi avrà il compito di rendersi conto della natura del problema, escludendo vi siano principalmente problemi di udito o visivi o infine di scrittura.
È una lunga visita durante la quale si esamineranno l’eloquio (la difficoltà nella ricerca delle parole, la presenza di errori spontanei e nonvoluti, le pause nella ricerca dei vocaboli).
Il paziente dovrebbe dare il nome agli oggetti senza usare troppe circonlocuzioni; dovrebbe ripetere frasi in modo corretto, dovrebbe rendersi conto degli oggetti che vede su una scrivania (comprensione), ed infine dovrebbe leggere ad alta voce e scrivere.
Talvolta potrebbero essere necessario eseguire esami specifici come TAC, RNM o eventualmente un’angiografia per valutare altre eventuali cause che provocano l’afasia.
Quale speranza c’è di recuperare la normalità?
Il recupero dipende dalla causa, dall’entità e dalle lesioni. Nei bambini, entro gli 8 anni il recupero delle funzioni è rapido anche dopo gravi lesioni di uno dei due emisferi. Dopo quest’età, il recupero in gran parte avviene entro i 3 mesi, ma il miglioramento continua fino ad 1 anno.
Il trattamento da parte dei terapisti del linguaggio come per esempio i logopedisti sono di grande aiuto specie se iniziato precocemente. Oggi è possibile, nei casi in cui il paziente non recuperi, insegnarli ad usare il computer.
FONTE: The Merk Manual