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Attacchi di panico, dai sintomi di allarme alle cure.

attacco di panicoSento che il cuore batte troppo forte, mi sento svenire… Aiuto! Cosa posso fare?
Una frase che spesso ricorre in chi soffre di attacchi di panico, specialmente durante il manifestarsi dei primi sintomi, all’inizio sconosciuti e scambiati per sintomatologie diverse, magari un infarto o un calo di pressione.

Cosa sono gli attacchi di panico

Definiti anche come crisi di ansia o di angoscia, gli attacchi di panico si verificano di solito all’improvviso, nel momento in cui un individuo inizia a provare una forte paura, a volte ingiustificata a volte derivata da fattori scatenanti.
Agorafobia, claustrofobia, la paura di rimanere soli in casa, il timore che possa avvenire un incidente in macchina o timore di sentirsi male in autobus o in treno o in aereo…

L’aggettivo panico deriva dal dio greco Pan, antica divinità che, secondo la mitologia, attaccava l’uomo nei boschi, negli spazi pericolosi in cui egli avvertiva la solitudine davanti al rischio di morire.
E, tuttora, la sensazione principale di chi soffre di attacchi di panico, è quella di sentirsi in preda ad un attacco esterno, non sapere reagire nella situazione di pericolo in cui ci si trova.

Può accadere di essere preda del panico anche in particolari momenti di notevole stress psicologico o fisico, così come di fronte ad episodi che toccano da vicino e infieriscono sulla propria sfera emotiva. In seguito alla perdita di una persona cara, un notizia di un evento tragico, ma anche di fronte a cambiamenti di vita come il matrimonio, la nascita di un figlio, la separazione, il divorzio.

In qualsiasi circostanza capitino, è sicuramente un momento che non dimenticherai perché l’attacco di panico si presenta con sintomi evidenti e incisivi.

I sintomi dell’attacco panico.

Si possono presentare all’improvviso e sono differenti secondo l’intensità e l’organo-bersaglio al quale il panico sottopone questa situazione di stress psico-fisico.

  • Vertigini
  • Tachicardia
  • Senso di nausea
  • Dolori al petto
  • Improvvisa sudorazione
  • Vampate di calore
  • Brividi
  • Senso di soffocamento
  • Forte ed inspiegabile paura di morire.

panico agorafobiaLo scatenarsi o meno di tali sintomi dipende anche dalla circostanza in cui ci si trova, ovvero si può aggravare se si è agorafobici e ci si reca in una piazza, circondato dalla folla che segue un evento, così come claustrofobici e ci si reca in un teatro o cinema chiuso.

In altri contesti, i sintomi della crisi di ansia o attacco di panico potrebbero manifestarsi in modo del tutto inaspettato, magari al ricordo di un evento spiacevole o per lo stress – in questo caso l’inconscio mette subito in evidenza i sintomi, come campanello d’allarme per favorire il riposo e la calma.

Campanelli d’allarme premonitori, esistono?

È difficile che possano esservi segnali che possano far pensare ad eventuali attacchi di panico, poiché sono improvvisi. Tuttavia, sarebbe utile fare attenzione se si è preda di bruschi cambiamenti di umore, diminuzione del desiderio sessuale o di altri “piaceri” (hobby, uscire con gli amici etc.), in definitiva sintomi e spia di un latente stato depressivo che possa scatenare pensieri e sensazioni di essere inadeguati o incapaci, sensi di colpa, difficoltà di concentrazione, insonnia e pensieri di morte.

Come reagire agli attacchi di panico

Durante gli attacchi è bene aspettare che passi la fase acuta e, nello stesso tempo, tentare di rivolgersi a qualcuno, finché si hanno forza e lucidità.
Spesso nei primi casi di panico, alcuni si recano al pronto soccorso, poiché non sanno cosa stia capitando, oppure si rivolgono al medico curante. Una diagnosi attenta può sgombrare il campo da eventuali altre patologie e fare in modo di trovare un rimedio, nel caso le manifestazioni di ansia e panico siano ricorrenti.

Se gli attacchi di panico sono frequenti

Il vero problema degli attacchi di panico è la ricomparsa. Il soggetto facilmente ansiogeno, al quale basta poco per andare in crisi, è la vittima preferita di questo malessere che può essere in alcuni casi sporadico, in altri ricorrente e invalidante.

Quando gli attacchi di panico sono ricorrenti, sarebbe preferibile che in una fase iniziale i soggetti cercassero di essere supportati da qualcuno, nel momento in cui si affrontano eventi stressanti che possono scatenare l’attacco di ansia. In particolare, se si attraversa un periodo particolarmente stressante e difficile emotivamente.

Se la situazione non si ristabilizza, è consigliabile verosimilmente recarsi dallo specialista, meglio uno psichiatra o un neurologo, che consiglierà eventualmente la terapia migliore.

Come interpretare gli attacchi di panico

depressione panicoDa un punto di vista scientifico in alcuni casi neurologi e psichiatri considerano questi disturbi forme di depressione di tipo secondario – depressione causata da malattie del sistema nervoso, organiche o da uso di farmaci.

Pertanto, non sono da sottovalutare e tali soggetti “ansiosi” dovrebbero tenere sotto controllo la situazione, poiché l’ansia potrebbe mascherare o nascondere sintomi di disturbi o malattie neurologiche che partono da crisi di ansia o improvvisi sbalzi di umore per sfociare poi in forme di depressione più grave.

A volte, possono nascondere problemi neurologici che potrebbero essere associati ad epilessia, sclerosi multipla, anemia, colite cronica, disturbi della glicemia e del metabolismo nonché ad un mal funzionamento della tiroide (ipotiroidismo, ipertiroidismo). Nel peggiore dei casi, la malattia potrebbe degenerare e portare all’Alzheimer o al Parkinson.

L’attacco di panico in genere è diffuso nella sua forma lieve, che non degenera verso malattie degenerative, ma ricorre una volta la settimana o due al mese, in situazioni a volte ben precise come nel caso di claustrofobia e agorafobia.

In questa situazione, vanno effettuati visite specialistiche, test ed analisi per controllare se gli episodi sono prodotti da stress fisico, psichico o entrambi o da qualche altro agente. Bisogna convincersi, in caso di esito negativo, di essere sani e di dover seguire uno stile di vita rilassante (magari evitando di preoccuparsi eccessivamente per ogni problematica).

A volte, invece, si presenta l’auto-convincimento di essere malati e questo connubio può essere curato con un’adeguata psicoterapia.

Cure contro gli attacchi di panico

Serotonina, dopamina, noradrenalina sono le sostanze maggiormente prescritte dagli specialisti tramite farmaci antidepressivi, poiché riescono ad agire con effetti positivi, più o meno dopo 15-20 giorni dall’inizio della cura.

Esistono poi altre composizioni che forniscono effetti collaterali più pesanti e si cerca di evitarle o limitarsi ai casi più gravi.

Nelle forme depressive minori vengono generalmente prescritti farmaci che influenzano l’atteggiamento psicologico bloccando o riducendo la loro comparsa, ovvero inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Talvolta vengono prescritti calmanti naturali dagli omeopati, insieme ad un incentivo a fare attività fisica o yoga, che potrebbero essere di aiuto senza nuocere in alcun modo la salute.
Il consiglio, almeno nelle prime manifestazioni di attacchi di panico, è quello di evitare ogni tipo di eccesso in ogni campo e ascoltate i consigli dei vostri specialisti.

Keep calm and carry on dicono gli inglesi o, come direbbe il nostro Dante, Non ti curar di lor ma guarda e passa!

 

Fonti
www.fonteipsico.it